Atletica News slide — 08 giugno 2017

tortuIl Golden Gala Pietro Mennea 2017 regala grandi emozioni con quattro record mondiali stagionali, un record del meeting e la sensazionale prestazione di Filippo Tortu, quarto sui 200 metri (20.34/0,6), quarta prestazione italiana di sempre e seconda under 20 a sei centesimi dal 20.28 di Andrew Howe. Primati mondiali 2017 firmati per tre quarti al femminile, dall’olandese Sifan Hassan sui 1500 metri (3:56.22, record del Golden Gala), dalla kenyana Hellen Obiri sui 5000 metri (14:18.37, quinto crono all-time e primato nazionale, con Genzebe Dibaba al miglior crono stagionale di passaggio sui 3000 in 8:38.27) e dal duo di ori olimpici di Rio Katerini Stefanidi nell’asta (4,85) e Conseslus Kipruto (8:04.63). Grandi prestazioni per Thomas Rohler nel giavellotto (90,06), per Mariya Lasitskene-Kuchina nel salto in alto (2,00), Andre De Grasse sui 200 (20.01) e Dafne Schippers sui 100 metri (10.99/0,5). Vincono anche Aries Merritt sui 110 ostacoli in 13.13 (-0,3), Gong Lijiao nel peso donne (19,56, secondo lancio al mondo), Yulimar Rojas nel salto triplo con 14.84 (0,6), Janieve Russell nei 400 ostacoli (54.14), Chijindu Ujah nei 100 metri uomini in 10.02 (-0,2), Adam Kszczot sugli 800 metri (1:45.96), Natasha Hastings sui 400 donne in 50.52. Tra gli atleti italiani impegnati, si segnalano le prestazioni al di sotto degli standard di iscrizione iridata per Yadisleidys Pedroso (55.70) e Marzia Caravelli (55.83) nei 400 ostacoli e per i siepisti Abdoullah Bamoussa (8:22.00) e Yohannes Chiappinelli (8:27.34). Nelle gare internazionali successi di Mario Lambrughi nei 400 ostacoli con 49.41, Kevin Ojiaku nel lungo con 7,90 (0,4) e Joao Bussotti sui 1500 metri in 3:42.15.

“Confesso che non mi aspettavo un tempo del genere – ha dichiarato il 19enne – sono partito molto forte rispetto ai miei standard, e all’uscita della curva ero in una posizione così buona che mi sono sorpreso, chiedendomi che cosa stesse succedendo. Negli ultimi 30 metri sono finito un po’ in riserva, ma sono contentissimo. Di solito, anche dopo un buon tempo, riesco a vedere dove siano i margini di miglioramento. Ma questa sera, in questa atmosfera pazzesca, non saprei dire dove limare i dettagli. Avvicinare il record U20 di Andrew Howe, fare lo standard per i mondiali di Londra, vedere avversari come Lemaitre praticamente al mio fianco… tutto questo è super emozionante e mi riempie di sicurezza!”. 

LA CRONACA DELLE GARE

200 metri uomini – L’Olimpico impazzisce perché Filippo Tortu è da impazzire. Il vicecampione del mondo under 20 dei 100 metri e neoprimatista sulla distanza con 10.15 ha fatto vedere le streghe agli avversari fino all’uscita della curva, interpretata magistralmente dopo una partenza, sia concesso dirlo, che ha lasciato a bocca aperta. L’azzurro ha ceduto solo un’inezia negli ultimi cinque metri, lasciando un meritatissimo terzo posto a Ameer Webb, vincitore in anno fa, ma chiudendo in un meraviglioso 20.34 (0,6), seconda prestazione under 20 di sempre in Italia (a sei centesimi dal primato di Andrew Howe, 20.28) e quarta di sempre in Europa, a cinque centesimi dal britannico Malcolm. Anche e soprattutto, è la quarta prestazione italiana all-time, dopo il record dell’uomo cui è dedicato questo meraviglioso meeting, Pietro Mennea, Howe appunto e Fausto Desalu (20.31). E’ anche il crono al di sotto del minimo di iscrizione ai campionati del mondo. Tortu in copertina patinata, ma anche Andre De Grasse, che ha sudato e ha dovuto migliorarsi di brutto per vincere all’Olimpico in 20.01 (primo canadese a riuscirci) davanti a Christophe Lemaître (20.29, terzo tempo europeo dell’anno) e a Webb (20.33). Poi c’è Tortu, un centesimo dietro. Non correva i 200 da due anni, il personale era datato a 20.92. Roba da impazzire.

5000 metri donne – La ciliegina arriva all’epilogo della magnifica serata dell’Olimpico, con la kenyana Hellen Obiri capace di una sontuosa prestazione nei 5000 metri, l’anno scorso teatro del record mondiale sfiorato da Almaz Ayana. Il primato nazionale firmato dalla Obiri (14:18.37, quinta prestazione all-time) e la schiera di avversarie-top lasciate alle spalle (su tutte Genzebe Dibaba, sesta) la dice lunga sulla qualità della prestazione offerta all’Olimpico, dove ha preceduto la connazionale Agnes Tirop (14:33.09) e l’etiope Letesenbet Gidey (14:33.32), oltre alla turca ex-kenyana Yasemin Can, che in 14:36.82 ha centrato la seconda prestazione europea under 23 all-time. Gara con la Dibaba in posizione di avanguardia e transito di 8:38.27 ai 3000 (altro mondiale stagionale prima che per l’etiope si facesse notte).

1500 metri donne – Uno dei must del Golden Gala, una gara dai contorni di altissima qualità che ha regalato il record del meeting, un magnifico 3:56.22 che è anche la nuova prestazione mondiale stagionale firmata dall’olandese Sifan Hassan, tornata sulla distanza preferita dopo felici escursioni anche sui 5000. La Hassan ha migliorato il primato del Golden Gala di 3:56.54 di Abeba Areqawi e sfiorato di quattro centesimi il record suo suolo italiani di Maryam Jamal (Rieti 2009). Sotto i 4′ anche la kenyana Winny Chebet in 3:59.16 (record personale) e la 20enne tedesca Kostanze Klosterhalfen, che in 3:59.30 ha migliorato un primato nazionale under 23 vecchio di 37 anni. Dietro, seasonal best a valanga e qualche personal best. Anche per Margherita Magnani il miglior tempo stagionale a mezzo secondo dal minimo di iscrizione per Londra in 4:07.99, miglior tempo italiano del 2017 e sesto della carriera.

Salto con l’asta donne – A alta quota la greca Katerini Stefanidi c’è sempre, prima e dopo Rio, dove ha messo al collo l’oro olimpico. A Roma arriva anche la miglior prestazione mondiale dell’anno con un 4,85 pulitissimo dopo altrettanti salti netti a 4,65 e 4,75. La serata di grazia l’ha portata a affrontare il record dello stadio, che è anche il record del mondo, e cercare di superarlo misurandosi contro i 5,07. Seconda e in gran spolvero l’ex-iridata Yarisley Silva con 4,75, terza il bronzo olimpico Eliza McCartney anche lei a 4,75. Sonia Malavisi si è fermata a 4,20, undicesima.

Salto in alto donne – Una sola esitazione, al primo assalto ai due metri, poi al secondo è tornata la luce per Mariya Lasitskene-Kuchina, prima di affrontare di nuovo i 2,05 cui aspira da un po’. Alla terza gara dopo il rientro internazionale, il bilancio della campionessa mondiale in carica è eccellente, tre successi e tre volte oltre i 2,00. Il debutto di Alessia Trost è andato discretamente, quarta con 1,91 al terzo tentativo, pari merito con la britannica Lake, e tre errori a 1,94, l’ultimo quasi nelle corde dell’esito positivo. Davanti all’azzurra anche la polacca Kamila Licwinko con 1,96 e l’ucraina Yuliya Levchenko con 1,94.

Lancio del giavellotto uomini – Combattente vero, Thomas Röhler ha aspettato l’ultimo corridoio utile del cielo dell’Olimpico per imbucare una prestazione enorme, 90,06, quasi record del meeting e del suolo italiano. Il campione olimpico ha colto in extremis la vittoria contro il miglior avversario degli ultimi tempi, l’amicone Johannes Vetter (88,15 al quinto lancio). In crescita anche l’altro campione olimpico presente a Roma, Keshorn Walcott, tornato su livelli eccellenti con 86,61. Bella serata anche per Mauro Fraresso, al personale con il primo lancio a 78,28, decimo nella classifica finale di una gara con tutti i migliori giavellottisti del mondo.

110 metri ostacoli uomini – Dopo un decennio i 110 ostacoli del Golden Gala tornano in mano statunitense, e la prodezza ha il nome del primatista del mondo Aries Merritt, autore di un finale staordinario e vincente in 13.13 (-0.3), soffiando il successo allo spagnolo argento a Rio Orlando Ortega (13.17, primato europeo stagionale) e al campione dl mondo Sergey Shubenkov (13.21). Quarto con finale poco felice il britannico campione europeo indoor Andy Pozzi (13.24). Lorenzo Perini ha chiuso in 13.65, secondo tempo della carriera a tre centesimi dal primato personale di Savona, ottavo.

100 metri donne – Vince Dafne Schippers, abituata al tributi del pubblico e ora nuova beniamina degli aficionados romani. Tra le atlete più popolari del movimento, ha esaltato la gara scendendo sotto gli 11″ in 10.99 (0,5), impegnata fino a stremarsi dall’ivoriana Marie-Josee Ta Lou (11.02). Terza la trinidegna Ahye in 11.07. Irene Siragusa ha chiuso nona in 11.70.

3000 metri siepi uomini – Entusiasmo alle stelle del pubblico, le siepi hanno regalato sempre grandi cose all’Olimpico e anche stavolta gli atleti hanno fatto il numero, con il primato mondiale stagionale del campione olimpico Conseslus Kipruto (8:04.63, al secondo successo di fila al Golden Gala), cui ha tirato il collo fino agli ultimi 40 metri il marocchino Soufiane El Bakkali, secondo col personal best di 8:05.17. Terzo il plurivincitore di Diamond League Jairus Birech (8:07.84). Ci sono soddisfazioni anche in chiave italiana, con tre primati personali e due prestazioni al di sotto del minimo di iscrizione per i campionati del mondo, realizzate da Abdoullah Bamoussa (tredicesimo in 8:22.00, seconda prestazione europea dell’anno) e Yohannes Chiappinelli (8:27.34, quindicesimo col quinto tempo europeo 2017). Bravo e non lontano dal minimo iridato Ala Zoghlami (quindicesimo in 8:29.26). Yuri Floriani ha chiuso in diciannovesima posizione in 8:39.83.

400 metri donne – Vittoria della favorita Natasha Hastings in 50.52 su un’altra specialista di grande levatura internazionale, la giamaicana Novlene Williams-Mills (51.04) e sulla bravissima ucraina Olha Zemlyak, leader europea stagionale, terza in 51.08. La Hastings è uscita con larghissimo vantaggio dalla curva e ha gestito il rettilineo perdendo poco in efficacia. In ottava corsia Maria Benedicta Chigbolu ha tenuto discretamente nei primi 200 metri, chiudendo nona in 52.28, quinto crono della carriera.

800 metri uomini – Adam Kszczot è l’uomo che rompe gli argini, e spezza anche la tradizione negativa dei polacchi sulle sponde del Tevere, vincendo per la prima volta all’Olimpico un 800 brillante e combattutissimo, vinto con la consueta sapienza tattica e la cattiveria che il palcoscenico merita. Ha faticato, Kszczot (1:45.96) per farsi largo e vincere sul kenyano Kipyegon Bett (1:46.00) e sullo statunitense Donavan Brazier (1:46.08).

100 metri uomini – Una vittoria britannica mancava dam un bel po’ all’Olimpico, un quarto di secolo, firmata Linford Christie nell’anno dell’oro olimpico a Barcellona. Dopo 25 anni tocca a Chijindu Ujah rinfrescare la memoria storica dello sprint al Golden Gala, in possesso da quasi 10 anni dell’asse Giamaica-Stati Uniti. Lo sprinter britannico ha vinto una gara in bilico fino all’ultimo metro in 10.02 (-0,2), precedendo il primatista europeo Jimmy Vicaut (10.05) e la novità americana Ronnie Baker (10.05 anche per lui). Nona posizione pre Federico Cattaneo in 10.38, terzo tempo della carriera.

Salto triplo donne – Le pantere si agitano sotto la Tribuna Tevere. Le pantere sono le favorite Caterina Ibargüen, campionessa olimpica e mondiale e la sua migliore avversaria, la venezuelana dagli arti infiniti Yulimar Rojas. Le feline del triplo devono fare appieno il loro dovere perché al secondo salto la campionessa olimpica di Londra, la kazaka Olga Rypakova, atterra a 14,64 (0,1). La spunta la Rojas con una prestazione di altissimo livello, 14.72, 14,76 e 14.84 (0,6) in sequenza, cui la Ibargüen tenta di opporsi in extremis arrivando a 14,78 (0,0) all’ultimo salto. Con 14,42 la portoghese Patricia Mamona, quarta, aggancia il record europeo stagionale. Dariya Derkach ha iniziato bene con 14,03 (1,3), poi non si è migliorata nelle restanti prove, classificandosi settima.

400 metri ostacoli donne – Al Golden Gala, lo dicono i numeri, gli spettatori hanno goduto della seconda miglior gara internazionale della stagione, dopo quella della terza tappa di Diamond League a Eugene. Ha dominato, per il secondo anno consecutivo e ormai beniamina del pubblico romano, la 24enne giamaicana Janieve Russell (54.14, quinto crono mondiale dell’anno). Nella scia della Russell, le cifre hanno dato soddisfazioni a almeno due terzi della partecipanti, anche alle azzurre Yadisleidy Pedroso (55.70, settima col miglior crono nazionale del 2017 e nuovamente sotto il minimo di iscrizione mondiale) e Marzia Caravelli (55.83, ottava, alla seconda discesa in carriera sotto i 56 secondi e anche lei sotto il minimo per Londra). Il podio dell’Olimpico è completato dalla danese Sara Petersen, argento olimpico, seconda con il record europeo stagionale di 54.35, e dalla sudafricana Wenda Nel (54.58, record africano stagionale). Le azzurre si sono comportate discretamente nelle prime barriere, con Pedroso in settima corsia e Caravelli in prima. Nonostante la fatica in rettilineo,l’Olimpico gli ha lasciato in dote prestazioni cronometriche di spessore.

Peso donne – Vince la cinese Gong Lijiao con una serie tutta oltre i 19 metri e un miglior lancio di 19,56, seconda prestazione mondiale stagionale, davanti al duo-USA Dani Bunch (18,95) e Michelle Carter (18,86 per l’olimpionica e campionessa del mondo indoor a Portland). Dopo l’ottima entrée casalinga a Shanghai, per la Gong si tratta del secondo successo nella Diamond League 2017. Delle migliori lanciatrici in gara, Anita Marton è rimasta fuori dal terzetto con 18,55.

400 ostacoli uomini – Una bella gara di livello nazionale ed europeo, con Mario Lambrughi al successo in 49.41, record italiano stagionale e sesto tempo del continente, su un bravo José Bencosme. Solo sei centesimi hanno diviso il 25enne ostacolista dell’Atletica Riccardi dagli standard di iscrizione ai mondiali di Londra 2017. Il crono è anche la seconda prestazione della carriera di Lambrughi, efficace a respingere il ritorno di Bencosme (49.75, quarto tempo in carriera) all’ingresso in rettilineo. Terzo Lorenzo Vergani in 50.23 (personale sfiorato di 0.05).

1500 uomini – Vince Joao Bussotti in 3:42.15 in autorità liberandosi della compagnia negli ultimi 120 metri. Il 24enne mezzofondista dell’Esercito (3:37.12 a Marsiglia domenica scorsa) si è imposto su Yassin Bouih (primato personale con 3:42.66) e Ali Abdikadar Sheikh (3:42.68, in testa nel primo giro). Seguono primati personali a pioggia per Simone Bernardi (3:42.68, quattro secondi di progresso), Mattia Padovani (3:43.58), Mattia Moretti (3:43.85) e Emilio Perco (3:43.85). Solo ottavo Soufiane El Kabbouri in 3:44.13.

Lungo uomini – Vince il favorito Kevin Ojiaku con 7,90 (0,4), misura che eguaglia la seconda prestazione all’aperto della carriera. Il 27enne vice-primatista europeo stagionale (8,20, sesta misura mondiale 2017) ha dominato dal primo turno con una serie in crescendo (7,72, 7,76 e 7,81) fino al miglior salto del quinto turno, per poi chiudere con 7,65. Nella seconda parte di gara migliora due volte il personale Antonino Trio, prima con 7,77 poi con 7,81 (1,4), seconda prestazione italiana dell’anno. Terzo Antonmarco Musso con 7,71 ventoso (2,4) cui fa seguire all’ultima prova il miglior risultato stagionale con vento legale e seconda misura della carriera (7,70/0,8). Tremigliozzi (7,63/-1,8) e Kaboré (7,55/2,4) chiudono la classifica.

Gare Master – il 200 donne a Denise Caroline Neumann in 26.43 (-0,8) su Cristina Sanulli (26.87) e Miriam Di Iorio (27.53), il 200 uomini a Ivan Mancinelli in 23.09 (0.0), su Andrea Benatti (23.28) e Alfonso De Feo (23.35). Nei 1000 metri donne vittoria di Claudia Bartoli (3:03.52) su Simona Prunea (3:07.35) e Paola Tiselli (3:09.02). Sulla distanza uomini primo Alessandro Iacomino (2:41.09) su Alfonso Scarfone (2.43.47) e Francesco D’Agostino (2:44.33). Staffette 4×100: tra le donne successo della Romatletica Footworks Salaria (Fiori, Rita, Paganelli, Delia) in 51.55 sull’Atletica Ambrosiana (Nacchi,Neumann,Tellini,Servadei) in 51.55 e sull’Athlon Bastia (Rotini, Zuniga, Cammarota, Moretti) in 54.30. Tra gli uomini vince Toscana Atletica Futura in 44.71 (Della Vedova, Pollicino, Salvadori, Benatti) sull’Atletica Virtus Castenedolo (Papa, Comper, Fausti, Acciaccaferri) in 44.71 e Liberatletica (Donnarumma, Leoni, Scarponi, De Feo) in 46.51.

ufficio stampa fidal

 

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Peluso

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