Atletica News — 11 giugno 2010

Nella notte del suo trentesimo anniversario il Golden Gala vede riscrivere dalle sue stelle 7 migliori prestazioni mondiali stagionali, 4 nuovi record del meeting (e 2 eguagliati), più due primati nazionali. Occhi puntati sullo sprint. La settima volta a Roma di Asafa Powell sono i 100 metri più veloci dell’anno: 9.82 (+0.6), un centesimo meglio del suo 9.83 corso ad Ostrava. Nonostante una partenza da lui stesso definita “pessima” e una reazione allo sparo piuttosto lenta (0.214), il giamaicano sfodera un lanciato che diventa subito una missione impossibile per chi gli sta dietro. Vedi l’enfant prodige francese Christophe Lemaitre, secondo in 10.09 come il connazionale Mbandjock. I 100 femminili li corrono soltanto in sette, con la campionessa olimpica e mondiale Fraser bruciata da una vistosa falsa partenza come prima era accaduto per la Barber. Vittoria alla statunitense Moore in 11.04 (+0.2). Nei 200 degli uomini Walter Dix con 19.86 (+0.5) si prende un primato vecchio di 21 anni e che portava la firma di Micheal Johnson. Lo premia Livio Berruti, mentre sul maxischermo scorrono le immagini di quei 200 metri che in questo stadio , 50 anni fa, lo portarono all’oro olimpico. Non balla da sola Blanka Vlasic. Anche a Roma, infatti, tra l’iridata croata e la primatista a stelle e strisce Howard-Lowe è un pareggio in fatto di misura, 2,03, ma meno errori premiano di nuovo la Vlasic. Per entrambe è il primato del meeting eguagliato. Pareggio e bel duello anche nel triplo delle donne. Alla seconda prova, un 14,74 (-0.2) fa saltare in testa la kazaka Rypakova, ma la cubana Savigne fa altrettanto all’ultimo tentativo e si aggiudica il successo grazie ad un secondo miglior salto di 14,62. Nei 400hs vola la statunitense Lashinda Demus, 52.82, con Jeremy Wariner vincente sul “suo” giro di pista in 44.73. Leadership mondiale stagionale per il campione del mondo Dwight Phillips, 8,42 (-0.8) nel lungo, mentre nel giavellotto la primatista mondiale Spotakova s’impossessa del record del Golden Gala con 68,66 così come nel disco il polacco Malachowski (68,78). In casa Italia, il podio, d’argento, arriva in chiusura di serata grazie alla 4×100 azzurra con Tomasicchio, Collio, Di Gregorio e Checcucci, 38.72 in un finale tiratissimo con il quartetto francese al traguardo in 38.50. L’esordio di Antonietta Di Martino, dopo nove mesi di assenza dalle gare, è, invece, un buon quarto posto alto 1,95 con una rincorsa da mettere a punto nelle prossime gare (Europeo per Nazioni a Bergen e Assoluti di Grosseto, ndr). Settima al debutto stagionale sugli 800 Elisa Cusma con 2:00.11, dove la Reina abbassa il personal best a 2:01.09. Sesto Licciardello sul giro di pista in 46.32. Progressi, infine, nei 200 per l’ex junior Diego Marani, bronzo europeo under 20 nel 2009 e stasera a 20.91, oltre che per Manuela Gentili, 56.06 sui 400hs.


IL 30° GOLDEN GALA, GARA PER GARA


100 (uomini) – All’esame-Powell era atteso soprattutto il francesino Lemaitre, destinato secondo molti ad essere il primo bianco a correre in meno di dieci secondi la gara più frenetica dell’intero programma dell’atletica. Quei molto sono ancora della stessa idea, soprattutto dopo averlo visto correre in 10.09 con una partenza così poco esaltante. Nel frattempo vede le spalle di Asafa, che non sbaglia una gara da inizio stagione, e migliora il suo mondiale stagionale di un centesimo (9.82), in un’altra gara semi-perfetta. Lo aveva corso ad Ostrava, dove trova sempre condizioni difficili, e gli avevano regalato un ombrello in conferenza stampa per farlo sorridere. A Roma ha trovato l’estate che è in lui, ed il pubblico romano a tributargli l’applauso per aver riposto fiducia in una prestazione-super. Pari tempo con Lemaitre l’altro francese Mbandjock, altro atleta che sta vivendo la migliore stagione dopo un anno simile ad un calvario. Settimo Simone Collio, 10.29, che si è lasciato dietro Mark Lewis-Francis e Pognon, ex sprinter di punta dei transalpini.

Alto (donne) – Dopo l’1.95 limpidissimo alla prima prova, Antonietta Di Martino aveva bisogno di andare oltre il metro e novantotto centimetri col primo assalto, e ha mancato di pochissimo l’obbiettivo, fallendo anche le due prove successive. Le serviva per restare tra le prime tre, perché aveva commesso un fatal errore ad 1.90. Peccato, ma la misura è davvero nelle sue corde, e dopo mesi di tribolazioni la partenza della campana è col piede giusto, pur avendo avuto difficoltà nella rincorsa. A giocarsi il 2.01 sono rimaste le due favorite, la croata Vlasic e la statunitense Howard-Love. Subito centro per la Vlasic, alla terza prova l’americana. Il duello è diventato meraviglioso a quota 2.03, con entrambe le atlete capaci di disegnare la parabola vincente sull’asticella alla seconda prova. Il pubblico si è infiammato e le due star della pedana lo hanno ripagato esibendo in coppia il classico balletto di felicità che è copyright della Vlasic, stasera prima in classifica grazie al il salto immacolato a 2.01. Bravissime tutte e due.

400hs (donne) – Nella miglior gara di 400 ostacoli femminili della stagione, Lashinda Demus ha migliorato il mondiale stagionale portandolo a 52.82 (undicesima prestazione assoluta di sempre), e stabilito la nuova miglior prestazione sul suolo italiano, oltre che, ovviamente, record del meeting. Una grandissima gara, dicevamo, dove Manuela Gentili, stagione di grazie a 32 anni, è progredita ancora fino a 56.06 (nona), consolidandosi in quinta posizione nella storia nazionale della specialità. Può migliorare ancora, perché al quarto ostacolo ha avuto una incertezza, ripresentatasi a 150 metri dal traguardo. Dietro il missile Demus, tre primati personali per la giamaicana Spencer (53.48), la russa Antyukh (54 netti) e le ceka Hejnova (54,13, primato nazionale).

4×100 (uomini) – L’ultima gara della serata, ma non una delle meno avvincenti. Due quartetti azzurri in pista, e quello composto da Tomasicchio, Collio, Di Gregorio e Checcucci lascia una bella impressione uscendo in pole position dall’ultima curva, prima che il francese Mbandjock, quello ripresentatosi in gran spolvero quest’anno, superasse il quarto frazionista italiano Checcussi. Il quartetto italiano ha chiuso in 38.72, quello francese in 38.50, miglior prestazione europea della stagione. Dietro agli azzurri i giamaicani con Forsythe, Thomas, Waugh e Clarke, tutti sprinter da 10 netti a 10.10, sul traguardo in 39.05. Italia “2”, con Donati, Riparelli, Cavallaro e La Mastra, ha patìto la prima corsia ma ha segnato 39.78 per il sesto posto.

5000 metri (uomini) – Una delle specialità che hanno scritto la storia del Golden Gala, a partire da Aouita, passare per Kiptanui e Komen, e tanti altri. Dopo la splendida gara di Oslo, nessuno si aspettava un cinquemila altrettanto bello, invece il caldo ha solo appesantito il cronometro rispetto al quello norvegese, ma non ha tolto la voglia di lottare agli atleti. Ha vinto ancora, come ad Oslo, l’etiope Imane Merga in 13:00.12, un autentico killer degli ultimi metri, che ha condiviso l’esito cromometrico col secondo classificato, il kenyano Sammy Mutahi (13:00.12 anche per lui!), ventunenne cresciuto atleticamente in Giappone. A tre centesimi (sembra di essere sintonizzati sul canale dello sprint) Moses Kipsiro, matrice ugandese. Quarto Bekele junior, che aveva visto la luce a Oslo prima di essere risucchiato da Merga, e resta fuori dal vorticoso terzetto.

Giavellotto (donne) – Ancora un primato del meeting e su suolo italiano, ad opera della primatista del mondo Spotakova, cha al quarto turno ha dato una spallata alla classifica, guidata dalla sorpresa sudafricana Viljoen, disegnando una parabola lunga 68.66. Per Zahra Bani tre lanci in progressione fino alla miglior misura di 57.14, insufficiente per giocarsela nelle restanti tre prove.

400 (donne) – Che impressione vedere Angelo Taylor (32 anni e due titoli olimpici individuali negli ostacoli) accorciare il rettilineo fino quasi ad agguantare Jeremy Wariner, che vinse sul piano ad Atene l’oro olimpico nell’Olimpiade in cui Taylor mancò. Bel duello, tirato fino alla fine come altri visti nelle precedenti ventinove edizioni del Golden Gala, e sancito dal nuovo primato mondiale stagionale dello statunitense bianco con 44.73, un centesimo meglio di Taylor. Ancora una volta terzo Chris Brown di Bahamas. Era già terzo quando c’era LaShawn Merritt a duellare con Wariner. Sesto Claudio Licciardello (46.32), con gli ultimi cinquanta metri non in linea con le sue aspettative.

800 (donne) -Caduto anche in questa specialità il mondiale stagionale, ma a sorpresa a sfilare per prima sul traguardo è stata la marocchina Halima Hachlaf, autrice di 1:58.40. Seconde due primedonne del doppio giro di pista come la kenyana Jepkosgei (1:58.85) e la britannica Meadows (1:58.89). Esordio stagionale per Elisa Cusma, seconda l’anno scorso, che non ha agganciato il treno delle prime ed ha chiuso settima seppur in 2:00.11. Al personale Daniela Reina, 2:01.09, che va a collocarsi in ottava posizione nelle graduatorie italiane di sempre.

1500 (uomini) РAugustine Choge non ha visto le streghe come a Shanghai, quando il fiato di Asbel Kiprop gli si era materializzato addosso sul traguardo. Il kenyano ha vinto con piglio determinato ad un solo centesimo di secondo dal suo mondiale stagionale, chiudendo in 3:32.21. Secondo Daniel komen in 3:33.08, terzo Geoffrey Rono in 3:33.89. Tripletta kenyana, ma lo spagnolo Ruiz fa bella figura (settimo in 3:35.06), a due centesimi dalla miglior prestazione europea stagionale, che ̬ sua.

Triplo (donne) – La cubana Savigne ha agguantato la vittoria al quinto salto, cui ha fatto seguire un nullo finale. ha pareggiato la misura della kazaka Rypakova, ma si è imposta grazie alla miglior seconda misura (una beffa: 14.62 per la cubana, 14.61 per l’asiatica). Per la Savigne è la miglior gara stagionale. La kazaka Olga Rypakova si è specializzata nel triplo rimbalzo da qualche stagione. Proviene dalle prove multiple ed il cambio di direzione le ha giovato. Ora è al vertice della specialità che infligge le sofferenze di un cilicio alle caviglie ed ai tendini. Dotata di un’apertura di arti inferiori eccezionale, Ha vinto il mondiale indoor di Doha in inverno e guida ancora la specialità col 14.89 di Shanghai. Terza l’ucraina Saladuha. Bene Simona La Mantia quinta con 14.17 (vento -0.7, altri due salti attorno ai 14 metri), mentre Magdelin Martinez è rimasta nuovamente “sotto” misura con 13.89.

Lungo (uomini) – Giramondo di successo in queste ultime settimane, Dwight Phillips conferma anche quest’anno le cose pregevoli mostrate l’anno scorso, quando si ripresentò tirato a lucido dopo una dieta rigorosa. E’ tornato cavalletta, e lo ha dimostrato anche all’Olimpico, chiudendo la pratica coi primi due salti, 8.28 ed 8.42 (mondiale stagionale). Lo statunitense ha poi cercato il risultato-monstre, ma dopo due nulli e una rinuncia si è presentato scarico per l’ultimo salto. Sembra esaurita la parabola ascendente di Irving Saladino, che disegna un arco quasi bello come quelli di due-tre anni fa ma non altrettanto lunghi. Il panamense è secondo con 8.13, terzo l’australiano Lapierre, altro uomo che disegna alte parabole in volo, con 8.11. L’italiano Formichetti, al debutto in un meeting di respiro mondiale, finisce ottavo con 7.57 e batte il quotato cubano Martinez.

3000 siepi (donne) – Milcah Chemos Cheywa ha ripetuto il copione vincente di Oslo ma stavolta ha avuto ragione della connazionale Kipkemoi (9:13.22) solo dopo l’ultima barriera, dove quest’ultima si è piantata sulla pista, mentre le Cheywa è andata via in scioltezza a migliorare il primato mondiale stagionale che le apparteneva. Con 9.11.71 ha migliorato anche il record “all-comers” italiano. A punti vanno solo le kenyane. terza è Lydia Jebet Rotich in 9:19.01.

Peso (uomini) – Nella lotteria dei giganti è emersa ancora, ma stavolta in extremis, la figura dello statunitense Cantwell, il numero uno della specialità, che ha tolto la speranze al canadese Armstrong all’ultimo lancio. Per Cantwell il primato eguagliato del meeting, con 21.67 (una cosa di 24 anni fa, autore il tedesco democratico Timmermann). Armstrong secondo con 21.46, terzo l’altro pesista USA Hoffa con 21.15. Senza punti gli europei capeggiati, ma fuori dalla zona che conta, dal bielorusso Lyzhin e dal campione olimpico Majewski.

100 (donne) – Alla fine rimasero in sette: colpa del vuoto in terza e quarta corsia, per la doppia squalifica della statunitense Barber prima, e soprattutto (ed inopinatamente) della campionessa olimpica e mondiale Fraser. Senza la testa di serie numero uno (è il prezzo imposto dalla nuova regola), si è imposta l’altra americana Moore (11.04), che negli ultimi metri ha avuto la meglio sulla quasi quarantenne Sturrup (11.14). Prende punti anche la Harrigan, Isole Vergini, terza in 11.17. La nostra Alloh ha chiuso settima in 11.79.

200 (uomini) – Walter Dix ha dato una spallata al record del Golden Gala che apparteneva a Sua Maestà Michael Johnson con 19.93. Uscito dalla curva come una saetta ha mantenuto la velocità e corso un rattilineo rabbioso chiudendo in 19.86 (vento 9.5). Viene da una stagione 2009 condizionata da acciacchi e quest’anno di è tolto di dosso la polvere. Stavolta Spearmon non è stato (in assenza di Bolt) il migliore degli umani, però ha corso in un ottimo 20.05. Terzo a sorpresa l’irlandese Hession con 20.60. Soddisfazione per Diego Marani, venti anni da compiere, un bronzo europeo juniores in bacheca, che ha migliorato il primato personale correndo in 20.91, otto centesimi meglio del 20.99 recentemente ottenuto a Mondovì.

Asta (donne) – Reduce dal successo nei Giochi ibero-americani di San Fernando, la saltatrice brasiliana campionessa del mondo indoor è entrata in gara per ultima a quota 4.50, con successo, e salendo perfetta ancora a 4.60 e 4.70, dove ha vinto la gara. La sola a superare la medesima quota è stata la tedeschina Spiegelburg, ma con tre prove. L’altra stella, l’iridata Rogowska, ha condiviso il terzo posto con la ceka Ptacnikova a 4.60. La Murer ha passato i 4.75 per puntare al 4.80, ma senza successo. Elena Scarpellini ha sbagliato di poco l’ultimo tentativo a 4.40, lasciando nel tabellino il 4.20 ottenuto alla prima prova.

110hs – Senza Dayron Robles, i 110 ostacoli sarebbero una gara di tecnica e velocità, dove la tecnica conta più del solito. Con lui la specialità ha aperto alla danza. E’ partito meno rapido degli altri, ma dopo il secondo ostacolo aveva già preso il largo ed ha impartito una lezione di ritmica. Il tuffo sulla pista di Hengelo è dimenticato, il cubano va via che è una bellezza. Chiude in 13.14, due centesimi peggio di Ostrava, ma accentuando il tuffo sul traguardo un po’ in anticipo. Per la classifica della Diamond League, due punti al secondo (Dwight Thomas, giamaicano, 13.31), un punto al terzo (Brathwaite, storico oro di Barbados a berlino, 13.34).

Disco (uomini) – All’Olimpico vince l’argento olimpico e mondiale Malachowski, che dopo un avvio di stagione in rodaggio è alla terza vittoria di fila contro avversari di calibro mondiale. Stavolta ha regolato il campione olimpico Kanter con 68.78 (record del Golden Gala) contro 67.69. L’ungherese Kovago, uno dei più in forma del momento, sorpassa il camione mondiale Harting al quinto lancio assestandosi a 67.26. Quarto proprio harting, felicità per l’austraco Mayer, al record nazionale con 65.25. Nono Marco Zitelli, autore di un miglior lancio di 58.68.

Gli altri italiani – Due serie di cento metri oltre a quella spettacolare con Asafa Powell. In quella d’apertura Jacques Riparelli si è imposto in 10.41 (vento 0.9), sua miglior prestazione stagionale, resistendo al ritorno del francese Biron, più conosciuto come saltatore in lungo. Terzo Rosario La Mastra in 10.53, sesto Alessandro Cavallaro con 10.69. Nella serie successiva Roberto Donati ha prevalso di un centesimo su Gianni Tomasicchio in 10.43 (vento 1.3).

GOLDEN GALA 2010
Migliori prestazioni mondiali 2010: UOMINI: 100: Asafa Powell (JAM) 9.82 (+0.6); 400: Jeremy Wariner (USA), 44.73; lungo: Dwight Phillips (USA), 8,42 (-0.8); DONNE: 400hs: Lashinda Demus (USA) 52.82; giavellotto: Barbora Spotakova (CZE) 68,33; 3000st: Milcah Cheiywa (KEN) 9:11.71; 800: Halima Hachlaf (MAR) 1:58.40

Record del Golden Gala: UOMINI: peso: Christian Cantwell (USA) 21,67 (eguagliato); 200: Walter Dix (USA) 19.86 (+0.5); disco: Piotr Malachowski (POL), 68,78; DONNE: 400hs: Lashinda Demus (USA) 52.82; giavellotto: Barbora Spotakova (CZE) 68,33; alto: Blanka Vlasic (CRO) e Howard-Lowe (USA), 2,03 (eguagliato)

Record nazionali: UOMINI: Gherard Mayer (AUT), 65,24 DONNE: 400hs: Zuzana Hejnovà (CZE), 53.48

Autore: Cs

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