Cronaca — 28 aprile 2008

Prima tappa a Populonia Alta per il giro degli etruschi 2008, si parte subito in discesa e nonostante le raccomandazioni di affrontarla con calma, si parte subito a tutta. Al termine della discesa si raggiunge l’incantevole Golfo Baratti, da cui il nome dell’equipe organizzatrice. La tappa è di poco più di 8 km, ma gli ultimi due sono in salita, terribile ascesa per ritornare a Populonia Alta e questi due km, affrontati in salita e in discesa rimarranno nelle gambe per i giorni a venire, condizionando non poco chi come me non ha esperienza di corse a tappe. Al termine della tappa passeggiata al mare fino alla buca delle fate, una graziosa caletta, dove c’è una targa ricordo per un nostro collega podista, precipitato dalla scogliera, nel giro di quattro anni fa. Dopo il doveroso omaggio ritorniamo al parcheggio, naturalmente la strada è un sentiero sterrato in salita, per chi aveva corso, il colpo di grazia.
La sera nel bel complesso Riva degli Etruschi, un enorme parco con accesso diretto alla spiaggia, con le camere che sono tutte villettine a un piano sparse in mezzo al verde, abbiamo occasione di ascoltare il prof. Fulvio Massini, direttore tecnico della manifestazione e al mattino prima delle gare, la possibilità di fare insieme a lui alcuni esercizi di stretching prima della partenza. Uno dei riti del dopo corsa è il pellegrinaggio alla bacheca nei pressi della reception, dove sono esposti i risultati della gara, a qualunque ora del giorno e della notte c’è sempre qualcuno a controllare i risultati e a cercare di capire chi sono i suoi antagonisti tra gli ospiti dell’albergo.
Seconda tappa a Campiglia marittima, anche qui si parte in alto si scende e poi si risale, dopo aver percorso un tratto di sterrato. Le gambe sono praticamente due pezzi di legno, almeno per me, ma da una breve indagine gli altri non sono in condizioni migliori, negli ultimi due km, naturalmente in salita, bisogna dar fondo alle residue energie. Pomeriggio con visita al parco minerario, con passeggiata nella miniera dismessa, a immaginare per un attimo la dura vita dei minatori, qualche anno fa da noi e tutt’oggi in altre parti del mondo.
Ultima tappa un circuito nel parco, in altre occasioni mi sarebbe piaciuto moltissimo, in mezzo al verde, un tratto sulla passeggiata a mare, continui cambi di direzione, ma le gambe non ne vogliono sapere di andare come si deve, ormai ore di stretching non basterebbero a sciogliere muscoli così contratti da rendere difficoltosa la discesa di un qualsiasi gradino. Il mio amico Lorenzo che nelle scorse tappe aveva pagato lo scotto di una preparazione approssimativa, oggi riesce a precedermi, non riuscirà purtroppo a rientrare nei primi dieci della sua categoria per essere premiato, bravissimo lo stesso.
In campo femminile, bella vittoria della nostra corregionale Eleonora Serra, il vincitore maschile non me lo ricordo, tanto andava veloce che non sono riuscito a fissarne il nome, per le squadre man bassa del gruppo ‘La michetta’ di Milano, che con una cinquantina di partecipanti hanno monopolizzato la manifestazione, per quanto mi riguarda la soddisfazione del 6° posto di categoria, nonostante le prestazioni in calando e quella di aver trascorso una bellissima vacanza podistica, ben organizzata, che senz’altro consiglio a tutti di provare, peccato che tre giorni passino in fretta, troppo in fretta. P.S: Riflessioni del giorno dopo. Il ritorno a casa con la routine delle faccende giornaliere, il lavoro, i letti da rifare, la spesa, il pranzo da preparare ecc. ecc., può essere traumatico e quindi bisogna essere preparati al triste ritorno alla realtà.
Questo e altri racconti di corsa su www.valterbianco.too.it Ciao.

Autore: Valter Bianco

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