Curiosita slide — 24 dicembre 2015

correreTra i progetti degli ultramartoneti vi sono tante gare impensabili da fare oppure continuare a correre fino a 100 anni o anche riprendere a correre dopo seri infortuni ecco per esempio cosa ci dice Angelo Fiorini: “Visto che ho raccontato tutto al passato, essendomi fermato tre anni fa per i motivi ben noti, il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di poter tornare a fare almeno una maratona senza la preoccupazione dei tempi, ma avere la soddisfazione provata la prima volta e ciò significherebbe principalmente per me, aver rimosso la paura e con la promessa che ciò non significa ricominciare! Anche perché i miei mi caccerebbero da casa!!!!  Grazie a te che mi hai dato l’opportunità di raccontare di un sport che non ha molta eco e che soprattutto dovrebbe avere più prescrizioni per poterlo praticare in sicurezza.”

Alcuni sono più che soddisfatti per la carriera fatta come ci racconta Enrico Vedilei: “I sogni sportivi nel cassetto credo di averli raggiunti in quanto ho vestito 8 volte la Maglia della Nazionale nella specialità della 100km su strada mentre dal 2008 sono il Coordinatore Nazionale del settore Ultratrail e con presenze in Nazionale abbiamo sempre portato a casa qualche medaglia, per la precisione 6 di cui 3 individuali e 3 a squadre. Il sogno nel cassetto attuale sarebbe quello di poter scrivere un libro sulle gare fatte intorno al mondo ma bisogna avere del tempo e anche se avevo cominciato, non riesco mai a concentrarmi per finirlo.”

Alcuni hanno sogni di corsa ma anche sogni di benessere con la propria famiglia come Mario Demuru: “Non ne ho solo uno, ma tanti! Ne ho tanti per la famiglia e per i figli e ne ho tanti come runner. Come corridore naturalmente, sono legati alla possibilità di partecipare a tante gare e il più a lungo possibile, con l’età. Mi piacerebbe molto avvicinarmi alle tre ore in maratona, anche perché so di poterci riuscire; dovrebbe essere alla mia portata. Devo trovare solo il momento giusto e far combaciare tante cose proprio nel momento opportuno. Per quanto riguarda le ultra, il mio approccio è diverso. In queste, non avendo l’apprensione del tempo, come nella maratona, mi piace correrle, affrontandole come se fossero imprese. Più sono impervie e meglio è! Sapere di dover passare in un cancello orario, dove c’è qualcuno che ti controlla fisicamente e ti verifica il materiale in autosufficienza, non è una cosa che vivono tutti i runners. E poterlo raccontare ancora potrebbe essere un sogno.  Spero anche di poter fare il passatore del 2016 e anche questo potrebbe essere il sogno per il prossimo anno.”

Un sogno di alcuni ultrarunner è indossare maglia nazionale come racconta Cecilia Polci: “Beh, credo che ognuno di noi ce lo abbia, diciamo che mi piacerebbe moltissimo fare il Tor de Géants, ma se devo dire veramente quale sia il mio sogno, eh, sarebbe poter indossare la maglia della nazionale con lei, Maria Chiara Parigi. Maria Chiara non è solo un’amica, direi più una sorella del trail, è lei che mi ha insegnato tutto, che mi ha fatto tornare la voglia di correre, nei momenti bui, compagna di mille avventure ma soprattutto disavventure. La sua telefonata di quel famoso venerdì rimarrà nel mio cuore sempre, così come la gara della Maddalena in cui lei mi ha regalato una gara fianco a fianco e un podio assieme. Credo che vestire i colori dell’Italia sia il sogno di tutti, ecco io come sempre ci metto il carico da novanta, come si dice dalle mie parti, e vorrei poterla indossare fianco a fianco a lei e magari arrivare anche lì mano nella mano. Sono esagerata eh?? Ma in fondo un sogno è un sogno e mi piace viverlo così, sulla scia dei momenti magici che questo sport in sua compagnia mi regala!”

Per alcuni c’è da una parte il sogno di portare a termine una gara considerata impresa e dall’altra è fare una prestazione eccellente, ecco il doppio sogno di Mauro Marchi: “Il sogno è di arrivare finalmente un giorno a questo famoso tor de giants e riuscire a finirlo…ma possiamo dire che un’altro piccolo sogno non indispensabile ma comunque c’è ed è fare un primo posto un giorno, sarebbe il conciliare delle mie fatiche e poter dare un ringraziamento alla mia famiglia per quello fa per me.”

Per  Michele Graglia il sogno è continuare l’esplorazione di mondi ed allettante per lui è il deserto: “1000 sogni e un mondo intero da esplorare! Il mio più grande sogno è attraversare tutti i grandi deserti del pianeta. Un grande sogno nel cassetto che spero di poter realizzare nel future prossimo!”

Anche per Katia Figini, anche lei amante del deserto, sono 1000 i sogni, ma ogni giorno, e sempre pronta a partire: “Ogni giorno ho mille sogni, tutte le mattine mi sveglio e me li vado a prendere, o almeno parto per andare a prenderli. Ogni giorno è caccia, ogni giorno sono felice di andarli a prendere.”

Il sogno del cassetto per gli ultramaratoneti sono partecipare a competizioni di distanza o condizioni superiori o più estreme rispetto a quelle già sperimentate. Ma anche gareggiare con la propria moglie oppure diventare organizzatori di gare ultra o estreme.

 

Matteo SIMONE

380-4337230 – 21163@tiscali.it

www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

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