Cronaca — 20 aprile 2008

Dominio africano alla maratona di Napoli, con le vittorie del keniano James Cheruiyot e dell’etiope Getachew Shiferaw Tiringo, al termine di un percorso rinnovato e reso più fruibile agli atleti, specie nella prima metà gara e dopo il 25° km.
Ma nella giornata sportiva dedicata alla decima edizione della rassegna organizzata dalla Napoli Marathon Club, la città partenopea ed il mondo podistico hanno voluto ricordare il tecnico della Rai, Salvatore Laureto, ucciso una settimana prima da un pirata della strada mentre si stava allenando in vista di questa gara. Il pettorale n. 1 è stato assegnato agli atleti della sua società, l’Amatori Vesuvio, in una staffetta-ricordo;  c’erano anche le due figlie del podista travolto, per correre l’ultimo tratto del  percorso. Prima della partenza poi un minuto di raccoglimento, tra la commozione generale, alla presenza del  prefetto e degli amministratori  locali.
La decima edizione della Maratona di Napoli ha visto due affermazioni  con risultati  tecnici abbastanza netti;  nella gara femminile addirittura 25′ il distacco accusato dalla seconda arrivata, la salernitana Annamaria Caso (Napoli Nord Marathon), vincitrice della passata edizione. La giovanissima etiope, all’esordio italiano sulla lunga distanza, ha fermato il crono che le ha permesso di salire sul gradino più alto del podio sul tempo di 2h42’40’. Al terzo posto la svizzera Domenica Wojnowski (3h10’09’).
Di tutto rispetto la prova offerta dal vincitore della corsa maschile, che in piazza Plebiscito ha fatto registrare il terzo miglior tempo di tutte le dieci edizioni , 2h13’01’. Alle spalle di Cheruiyot sono a mano a mano calate le pretese degli altri keniani in gara, tanto che il secondo, Peter Kwalia,  è giunto a 7′. Ancora due atleti africani all’arrivo, con il terzo posto di Philemon Kipkering  (2h26’22’) ed il quarto di Joshua Rop (2h27’51’), poi il primo degli italiani, Emanuele Zenucchi  (La Recastello Radici), quinto in 2h28’41’.
Il primo campano all’arrivo (7^ posizione) è stato il beneventano Gennaro Varrella (International Security Service) in 2h36’23’, seguito da Andrea Maresca (Napoli Nord Marathon, 2h42’16’) e da Romualdo Barbato (Marathon Frattese, 2h44’28’). La gara è stata commentata dallo speaker Marco Cascone.
La manifestazione ha visto il quartier  generale in piazza Plebiscito, con partenza ed arrivo, anche della 21 km. e della CorriNapoli, la stracittadina di 4 km.  Qui, da giovedì scorso, il villaggio maratona con molti stand è stato visitato da migliaia di napoletani.  Tutte le gare in programma hanno avuto l’ausilio dei giudici della Fidal con il responsabile Arbitro Giovanbattista Pelosi.
Nella prova di mezza maratona terza affermazione consecutiva,  dopo le due precedenti,  per Marco Calderone (Antoniana Runners) in 1h08’49’, davanti ad Abdelaziz Rochid (Napoli Nord Marathon) in 1h09’36’; gradino basso del podio per Gianluca Piermatteo (Bartolo Longo) in 1h12’48’. In campo femminile la ‘mezza’ è stata appannaggio di Graziella Esposito (Marathon Isola Ischia) in 1h29’36’, al secondo posto è giunta Ivana De Matos (La Solidarietà) in 1h34’40’ ed in terza posizione Carla Fusco (Asa Detur).
Partenza veloce con i quattrocento metri in discesa verso il lungomare Caracciolo (da percorrere due volte in andata e ritorno, fin sotto la collina di Posillipo). La giornata assolata ed il caldo hanno pesato in questi 15 km. di avvio, ma non sulla pattuglia africana che dopo i primi dieci chilometri non aveva più avversari diretti, mentre la giovanissima etiope già faceva corsa solitaria dai primi km.
Terminato il via-vai sul lungomare, i podisti hanno percorso via Acton verso il porto, prima di dirigersi in via Marina, per la salita del primo tratto di via Duomo (fino ai Quattro Palazzi) e poi percorrere il rinnovato corso Umberto con giro di boa a piazza Garibaldi; quindi a ritroso verso piazza Municipio e piazza Plebiscito.
Al  ventesimo chilometro sono ricomparsi i fastidiosi sanpietrini sul selciato, specie poi con il periplo della piazza del Plebiscito, dove è finita la fatica della ‘mezza’, mentre per la ‘quarantadue’ c’era nuovamente il lungomare fino all’imbocco del tunnel  in direzione Fuorigrotta.  Anche nel quartiere occidentale il percorso si è avvantaggiato del maquillage di viale Augusto , prima  di toccare al 28° km. via Diocleziano ed ‘entrare’ nell’area dell’ex Italsider di Bagnoli, progettata per diventare parco pubblico.
Da questo momento il caldo e la pavimentazione leggermente sconnessa hanno appesantito taluni rendimenti, mentre diversi atleti si sono fermati per crampi.  Dopo il penultimo rilevamento dei chip, gli atleti hanno imboccato di nuovo via Diocleziano verso il tunnel, per ‘uscire’ in piazza Sannazzaro ed effettuare l’ultimo giro sul lungomare, prima della salita finale di via Cesario Console e l’arrivo di piazza Plebiscito. Alla fine le due gare hanno visto tagliare il traguardo circa 1600 atleti, mentre la stracittadina ha coinvolto alcune migliaia di persone.
In questa edizione è di molto migliorata la chiusura al traffico, anche per effetto della giornata ecologica, ma soprattutto per la creazione di una corsia protetta lungo via Caracciolo, anche se col passare dei chilometri (specie alla fine, dal 38° al 41°) la folla di pedoni, ciclisti, pattinatori e carrozzine varie l’ha fatta da padrone proprio sul lungomare. Nel complesso lo sforzo dello staff organizzativo è sembrato più attento alle esigenze della manifestazione; da lodare il servizio dei ristori liquidi, davvero a sufficienza per tutti. Va rivisto però quello relativo ai cosiddetti solidi, sopperiti quest’oggi da un solo tipo di frutta (e solo dal 30° km).
Durante la gara, sul lungomare, una nera scia di fumo è fuoriuscita da un palazzo, vicino ai grandi alberghi;  attimi di suspence per  i mezzi di soccorso in senso contrario agli atleti ed a tutta velocità. All’interno delle cucine di un ristorante (che affacciava nel palazzo) un cuoco era rimasto prigioniero delle fiamme e del fumo.  Dopo un’ora, l’allarme è poi rientrato e non ci sono state conseguenze.
Intanto dalla tribuna allestita sul marciapiedi opposto per la 99^ edizione della Coppa Lisistrata di canottaggio , un altro aspetto della giornata sportiva napoletana (oltre alla ferrea presenza dei colleghi fotografi della redazione,  Diego Di Salvo e Franco Manna) concedeva forti applausi al Circolo del Remo Italia, i cui equipaggi i si erano aggiudicati l’importante trofeo  marinaro partenopeo.

Autore: Giovanni Mauriello

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