Cronaca slide — 13 gennaio 2016

podio campionato nazionale universitariL’associazione A.C.R.U.S.D. Camerino in Corsa ha organizzato il 25 febbraio 2015, presso il Palazzo Ducale, il convegno “Psicologia e sport: per il benessere e la performance nella pratica sportiva”. L’evento è stato promosso in collaborazione con Unicam, CUS e Liceo Sportivo di Camerino.

All’interessante convegno, cui hanno partecipato le prime due classi del Liceo Sportivo, sono intervenuto spiegando come un atleta può incrementare l’autoefficacia e la resilienza per gestire lo stress e raggiungere obiettivi.

In tale occasione ho avuto modo di conoscere Giacomo Nalli (rappresentante ACRUSD), al quale recentemente ho chiesto di rispondere al mio questionario di psicologia e sport per il benessere e la performance (Il punto di vista dei comuni sportivi e dei campioni, quali sono gli aspetti che incidono sul benessere e quali sulla performance).

Interessanti sono state le sue risposte che riporto di seguito.

Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Un campione non proprio, ma alcune volte ho avuto la consapevolezza di essere il più forte di tutti.”

 Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Lo sport mi ha permesso di trovare uno sfogo alle ansie e tensioni quotidiane. I fattori che hanno contribuito a migliorare la mia performance sono stati gli stimoli e la volontà di superare sempre i miei limiti.”

Giacomo dimostra di fare dello sport occasioni di benessere attraverso uno sfogo ma anche occasione per eccellere facendo delle prestazioni che lo fanno emergere rispetto ad altri atleti e dimostrando che con l’impegno e la determinazione può arrivare dove lui vuole.

 Come hai scelto il tuo sport? “Ho scelto di fare atletica perché mi permetteva di dimostrare al meglio le mie potenzialità.”

Nella tua disciplina quali difficoltà si incontrano? “L’atletica è uno sport di sacrificio. A volte capita di non avere voglia di correre perché è logorante sia di testa che di gambe. Bisogna sempre trovare un giusto mix che non permetta che lo sport diventi un ulteriore stress.”

Giacomo sembra aver trovato l’alchimia giusta per la pratica del suo sport, ha trovato un sano equilibrio, è consapevole che la troppa fatica può comportargli dello stress ed allora cerca di fare attenzione nella pratica della sua passione sportiva.

Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara? “Non seguo alimentazioni particolari, l’importante è evitare cibi che possano ‘nuocere’ all’atleta.”

Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a non concludere la gara o a fare una prestazione non ottimale? “Quando mi sono ritirato da una gara non è stato a causa delle condizioni fisiche, ma a causa della testa. Quando non sei concentrato o non hai voglia di soffrire, le gambe si bloccano e non riesci più a correre.”

 Giacomo è consapevole dell’importanza dell’aspetto mentale dello sport, è consapevole che a volte le gambe,il fisico si blocca, è importante nello sport il corpo, il cuore e la testa per andare avanti per eccellere e star bene.

Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “Lo sport riesce a darmi quell’equilibrio che mi mancava e mi fa star bene, sia fisicamente che mentalmente, oltre a togliermi delle soddisfazioni.”

Chi ha contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “Sicuramente il mio allenatore che mi stimola sempre a migliorare, ma anche la mia famiglia che mi ha permesso di praticare questo sport e mi supporta, anche la mia ragazza Maria mi sostiene.”

Le figure che circondano l’atleta è importante, avere delle persone che insegnano, che sostengono, che comprendono.

Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Quando ho vinto il campionato nazionale dipendenti universitari. Li sono partito primo dal primo metro e ho staccato tutti arrivando solo al traguardo. Li mi sono reso conto delle mie potenzialità.”

 Qual è una tua esperienza che ti possa dare la sicurezza, la convinzione, che ce la puoi fare nello sport o nella vita? “Arrivare avanti in un campionato italiano.”

Nel 2015 Giacomo ha sperimentato il successo, ha sperimentato buone sensazioni fin dall’inizio a cui ha creduto e gli hanno permesso di continuare ad un ritmo elevato fino alla fine vincendo il campionato dipendenti Universitari, e ciò contribuisce sicuramente nel suo futuro a rafforzare l’autoefficacia.

Quali sono le tue capacità, risorse, caratteristiche, qualità che hai dimostrato di possedere? “Le mie doti sono soprattutto dovute alla resistenza, che mi ha permesso di correre forte le 10 km e la mezza maratona.”

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti abbiano aiutano nello sport al tuo benessere o alla tua performance? “Serenità e voglia di migliorarsi sempre.”

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva tesa al benessere o alla performance?

“Mi spingono a continuare e ritengono che faccia bene correre per star bene.”

Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Quando dovevo fare una gara di 10 km all’interno di una mezza maratona. Invece di girare per la 10 km ho continuato e ho dovuto fare 21 km!”

Con questo racconto Giacomo dimostra di essere un keniano bianco, sono molte le lepri keniane, etiope che partecipano a maratone per impostare un ritmo veloce fino ad un certo chilometraggio e poi riescono ad arrivare fino alla conclusione della gara a volte anche vincendo la stessa gara.

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare attività fisica? “Ho scoperto che sono uno che non si da mai per vinto e prova in ogni modo a raggiungere l’obiettivo.”

Giacomo pare avere la mentalità del vincente, parte davanti, usa la testa, non mostra di stancarsi facilmente ed è disposto a faticare.

Come è cambiata la tua vita famigliare, lavorativa nell’aver intrapreso un’attività sportiva costante ed impegnativa? “All’inizio è stata dura, perché mi toglieva del tempo, ma ora è diventata una routine per cui non mi pesa.”

Quali sono o sono state le tue sensazioni pregara, in gara, post gara? “Dipende. Quando sono teso ho la sensazione che le gambe siano dure o dolori al fegato. Poi quando parto non sento più nulla. Dopo la gara oltre ai classici doloretti ho una sensazione di sollievo se la gara va bene, di delusione se va male.”

 Hai dovuto scegliere nella tua vita di prendere o lasciare uno sport a causa di una carriera scolastica o lavorativa? “Per fortuna non mi è capitato.”

A seguito delle tue esperienze che consiglio ti andrebbe di dare a coloro che si trovano a dover fare scelte importanti nello sport? “Lo sport è importante ma non è l’unica cosa che conta. Ognuno deve valutare in base alle proprie priorità e decidere se cambiare o no sport.”

Qual è un messaggio che vorresti dare per sconsigliare l’uso del doping e per fare uno sport teso al benessere o alla performance? “Lo sport serve in primis per star bene. non possiamo rischiare la vita per fare una cosa che ci fa star bene.”

Giacomo è convinto e lo ha sperimentato e continua a sperimentarlo che lo sport fa bene se fatto in un certo modo, rispettando se stesso e gli altri e questo è il messaggio che vuol trasmettere agli altri.

Riesci ad immaginare una vita senza lo sport? “Sarebbe più complicata di adesso, se le persone non si sfogassero.”

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Pensando a tutti i sacrifici fatti e alla voglia di superare i miei limiti.”

Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport, se si per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Per trovare nuove motivazioni nei momenti di difficoltà.”

Lo sport è importante per il benessere delle persone ma a volte si incorre in problemi di motivazioni, di infortuni, di scelte ed a volte è importante affidarsi ad un bravo psicologo che ti supporta che ti aiuta a fare un lavoro di autoconsapevolezza o di rimodulazioni di obiettivi nello sport e nella vita.

 Quale può essere un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi a questo sport fatto di fatica, impegno, sudore, sofferenze? “Che è lo sport che può darti più soddisfazione perché puoi contare solo su te stesso. E’ una sorta di metafora della vita.”

Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “Ho potuto vincere diverse gare e raggiungere un buon livello. Il mio sogno è quello di poter migliorare sempre e raggiungere il mio limite.”

Il sogno di Giacomo è continuare nella sua passione cercando di alzare sempre un po di più l’asticella progredendo sempre di più nel corso degli anni.

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

380-4337230 – 21163@tiscali.it

www.psicologiadellosport.net

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

 

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