Maratone e altro slide — 30 gennaio 2013

Napoli

napoliLa città di Napoli fatica a trovare una collacazione soddisfacente per la sua maratona, che merita abbondantemente. Si tratta infatti della terza città d’Italia, con un bacino di utenza quanto mai interessante e capace di proporre percorsi mozzafiato.
Inoltre dispone di un gruppo organizzativo di primordine. Pensiamo perciò che proporla come maratona in pratica di apertura della stagione italiana sia l’idea giusta, capace di far crecsere questa manifestazione fino a collocarla al posto che le spetta, ovvero fra le prime 5-6 maratone italiane.
L’edizione di quest’anno viene ampiamente illustrata sul sito che ci ospita, e che è padrone di casa anche della maratona, per cui ci limitiamo a ricordare che i vincitori sono stati il marocchino di Roma Cherkaoui Laalami (2:21.01) e Chiara Giangrandi, una garfagnina al suo positivo esordio sulla distanza (2:57.35)
Soddisfacente, per ora, il numero degli arrivati, che però vediamo destinato ad una rapida crescita, che sinceramente auguriamo agli organizzatori.
La Città di Napoli merita la sua grande maratona!

Mumbai

Come dicevamo nel titolo, il periodo stagionale concentra la sua attenzione soprattutto sulle ricche maratone orientali, molte delle quali hanno un lunga storia ed una buona tradizione.
Viceversa, la maratona indiana di Mumbai (città che noi europei conosciamo ancora come Bombay), è una gara di recente acquisizione, ed approda quest’anno ad una dimensione dignitosa, con i suoi 2181 arrivati. Ma molti si sono dispersi nelle gare di contorno, che finiscono col sottrarre lustro alla manifestazione, anzichè accrescerlo.
In campo maschile ben undici atleti hanno chiuso in meno di 2:20, tutti africani, anzi tutti keniani ed etiopi, meno il vincitore che è stato l’ugandese Jackson Kiprop. Dopo le Olimpiadi, ecco quindi un altro figlio del travagliato Stato africano che si mette in evidenza. Il suo tempo è stato di 2;09.32, non male, che gli ha permesso di piegare la resistenza rimontante di Jacob Chesire (2:09.43) e di Elijah Kemboi (2:10.03).
Molto buona anche la gara femminile, nonostante la partecipazione ridotta. Ha vinto Valentine Kipketer in 2;24.33 nettamente davanti Dinknesh Mekash (2:28.46) e a Aberu Merkuria (2:29.03)

Luxor

Citiamo adesso brevemente la maratona egiziana di Luxor, sia per il luogo fascinoso che la ospita, sia per l’atto di coraggio, anzi di fede, che ha spinto gli organizzatori a tener fede all’impegno assunto, nonostante il periodo molto difficile che il Paese attraversa, sia sul piano sociale che su quello economico.
Nessuna meraviglia dunque, se il numero degli arrivati è stato risicato: tener duro, tempi migliori arriveranno!
Per la cronaca, hanno vinto il giapponese Yuki Kawauchi (2:12.24) e la libanese Gina Alasir (3:19.52). Si tratta di due personaggi entrambi interessanti. La ragazza perchè proviene da un Paese a sua volta tartassato dall’estremismo, ed giapponese perchè è un giovane maratoneta piuttosto forte (abbondantemente sotto le 2:10) che si diletta a correre molto e del quale si parla insistentemente in vista di un esordio sui 100km… Staremo a vedere.

Dubai

E veniamo adesso alla regina delle maratone di “plastica”, ovvero quelle gare il cui risultato tecnico viene sostanzialmente costruito a tavolino, sia nella scelta del percorso, sia nella limitazione dello spirito competitivo fra i concorrenti di elite. sia nella predisposizione di un “servizio lepri” spesso al limite del regolamento.
I risultati molto buoni non sono mancati, quindi, neppure quest’anno, ma le Olimpiadi di Londra hanno dimostrato quando poco possano valere in relazione alla capacità di lottare in una maratona vera. Il fallimento della squadra etiope lo dimostra abbondantemente.
Squadra etiope che tuttavia continua  a trovare interessante partecipare (chissà perchè…) e che anche quest’anno ha dominato. cogliendo le prime quattro posizioni maschili  e le prime sei femminili. I primi a presentarsi sul traguardo sono così stati Lelisa Desisa Benti (2:04.45) e Tirfi Tsegaye Beyene (2:23.23)

Marrakech

Maratona africana di grande lignaggio, invece, quella di Marrakech, antica capitale del Marocco, nazione che di tanto in tanto produce atleti di grande caratura.
Gara molto veloce e combattuta, con ben dodici atleti sotto le 2:20, dominata da Stephen Tum, che è uscito con prepotente eleganza ben prima degli ultimi chilometri per andare a vincere in 2:06.35, tempo “autentico” di grande valore. Alle sue spalle si è ben difeso Gezahegn Girma, che ha corso al coperto per venir fuori nel finale, secondo in 2:07.41 davanti ad uno stremato Sammy Kibet (2:08.50). Fra i piazzati notiamo il giordano Methkai Ma’arouf, dodicesimo in 2:19.48
Più tranquilla la gara al femnminile, dominata dalle etiopi (4 su 4) tutte precedute da Gulume Tolesa (2:36.05).

Osaka
marathonCi occupiamo infine della maratona femminile di Osaka. Come noto si tratta di una corsa “elite” e non di massa, per cui il numero delle arrivate supera di poco le 400 unità, dove l’ultima arrivata ha corso circa in 3:30…
Niente maschi sul percorso, niente lepri, nè gabbiani portatori d’acqua…  Diciannove atlete hanno corso in meno di 2:50, la migliore delle quali è stata l’ukraina Tetyana Gemera Shmyrko, che lo scorso anno giunse quinta nella maratona olimpica, ed ora si fregia di un alloro autentico di grandissimo prestigio. Il suo tempo alla fine è risultato essere di 2:23.58, che le ha permesso di prevalere sulla migliore delle giapponesi, Kayoko Fukushi (2:24.21), seguita a sua volta da Yuki Watanabe (2:25,56), Mari Ozaki (2:26,41) e l’australiana Lisa Jane Weightman (2:29.09).

 Tutte le maratone del periodo nel mondo

 Autrore : Franco Anichini

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