Cronaca — 03 dicembre 2009

Clicca per l'immagine full sizeAvrei voluto smentire una mia ferma convinzione ed anche della letteratura sportiva, ma certe acquisizioni scientifiche convalidate dall’esperienza non sono aria fritta. Alla vigilia di questa mia decima avventura di maratona vi avevo parlato di regolarità e di come una maratona va affrontata per  coagulare al massimo tutto il  grande lavoro di preparazione. Il ‘ricamo’ l’ho completato fino all’ultimo punto ma la decorazione come vi avevo preannunciato non è venuta come era giusto fosse, poi quel minuto sopra o sotto  come il mio cronometro ha segnalato a dispetto del cip impazzito poco conta. Il grande allenamento anzi direi super, l’ho fatto, specialmente dopo il 30° quando ho dovuto stringere i denti per non allontanarmi troppo da quel personale fresco di 40 giorni. Fino a quel punto il ritmo era lo stesso di Amsterdam,  ma  la regolarità non  Ã¨ stata  perfetta  per due motivi : la partenza in prima griglia e il nutrito gruppo delle 3 ore in cui sono rimasto intruppato e trascinato lungo tutta la discesa che non  per mia iniziativa faceva un’andatura abbondantemente sotto ai 4 a km che subito dopo ai primi di pianura  mi sembrava un poco a strappi tanto che visto un gruppetto a pochi metri davanti ai pacemaker, decisi di cacciare la freccia e lentamente di raggiungerlo per correre con più libertà secondo il mio ritmo. Passai ai 21 di poco sotto l’ora e trenta e rividi comparire alle spalle quei palloncini gialli che ancora non avrebbero dovuto esserci anche se capisco che  viaggiare come un orologio riesce solo pochissime volte. Lasciai sfilare il folto gruppo per poter meglio respirare,  continuare regolare nelle retrovie e magari piazzare lo spunto finale se poi le forze me lo avessero consentito. Giusto ragionamento, giusta strategia ma i conti si fanno sempre alla fine con il proprio corpo ed io stavo chiedendogli troppo. Intorno al 35° mi resi conto che la fase della decorazione doveva essere rimandata ad altra data ma allo stesso tempo che stavo facendo una grandissima gara perché solo in poche occasioni si riesce a soffrire tanto fino in fondo, nemmeno quando si fa il miglior tempo, ma soprattutto si convalidava la regola che di due maratone a distanza di  40 giorni, solo una può essere fatta al massimo e che nel mio caso era stata la prima. Sebbene la mia rincorsa si andava lentamente spegnendo, continuavo a guadagnare altre posizioni. In quel finale di gara mi mancava la brillantezza di Amsterdam ma finivo dignitosamente guadagnandomi il 631°posto nella classifica generale ed il 9° nella categoria dove finivo come 6°italiano con un tempo  di 3:05:06 a dispetto del mio garmin che dava 3:04:05(enigma per cui chiederò lumi ai responsabili ufficiali, ma in primis alla garmin che è stata sponsor della manifestazione). Tornando alla gara mi sento in dovere di fare un caloroso elogio alla grande professionalità di tutti gli organizzatori, in certi momenti mi sembrava di essere a New York quando alla partenza da Piazzale Michelangelo si offriva da mangiare ai partecipanti con stands allestiti di un’ esauriente varietà, per non parlare del calore umano che ti incoraggiava lungo le strade della città con un’ importate concentrazione di persone, fino alla maestosità  del paesaggio che ti accompagnava dalla partenza all’arrivo e coniugava velocità di percorso(strade del centro storico a parte) e bellezza. Dalla partenza lungo via Pisana dopo i 5°, Piazzale Pitti dopo il 10°, fino a via Turati dopo il 15°, attraverso piazza Alberti, Ponte al Pino e Stadio Comunale rispettivamente al 20° e 21°, per poi ritornare a Piazza Duomo, Piazza della Repubblica e Piazzale Vittorio Veneto al 30°, fin dopo il giro di boa di Parco delle Cascine al 35°, per poi ritornare a Piazza della Signoria e Piazza Duomo al 40° ed infine all’arrivo in Piazza S. Croce è stato tutto un ‘grandissimo belvedere’ di luoghi antichissimi e suggestivi. Non perdetevela!!!  


Dimenticavo, il mio compagno d’avventura e di allenamento F. Tafuri al suo esordio si è difeso egregiamente 32° fra gli MM60 lasciandosene circa 7000 alle sue spalle e  chiudendo in 3 ore e 44′ .


Un caloroso saluto a tutti, a risentirci alla prossima avventura.


Antonio Vigna Atl. Castrovillari

Autore: Antonio Vigna

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Peluso

  • Raffaele Rosignuolo Atletica San Sosti

    L’impegno, la costanza, la passione, la strategia, la maturità acquisita, la qualità della preparazione, sono i tuoi punti forti che ti stanno portando e ti porteranno molte soddisfazioni. Da ciò è venuto fuori un grande atleta che sta piano piano realizzando una brillante carriera.
    Complimenti! Io spero di emularti nella carriera lavorativa, la tua ricetta è validissima e adattabilissima in molti ambiti.
    Ho fiducia in te, scommetterei tutto quello che ho sui tuoi prossimi risultati. Ho la convinzione assoluta che ci regalerai molte soddisfazioni.
    Tornando alla tua ultima prestazione,da quello che ho letto, per certi punti di vista, Firenze è stata una maratona difficile. Il risultato delle 3 ore e 4 è archiviato; ora guarda avanti, con lo stesso spirito e con le qualità sopra citate, che alle prossime maratone non ce ne sarà per nessuno!
    Continua così

    Raffaele Rosignuolo

  • francisco fernandez, asa detur

    ciao Antonio,
    abbiamo fatto la nostra decima maratona tutti 2 a Firenze. Complimenti per il tuo risultato, ho visto la categoria e il tempo e mi piacerebbe correre così in futuro! Era la mia sesta volta consecutiva a Firenze e devo dire che l’ho vista un po’ crescere di qualche migliaia di partecipanti ma tutto sommato la cittàregge bene. E’ stato il primo anno in cui non soffro troppo il passaggio nelle Cascine, anche se ho patito quasi fino al 40esimo. E’ vero che quest’anno ho sentito più tifo, specie sui lungarni. Consiglio questa maratona a tutti. è veramente emozionante passare nella piazza del Duomo transennata.

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