Maratone e altro slide — 26 novembre 2012

La maratona di Firenze chiude in pratica il panorama annuale delle grandi maratone. Con la gara della città d’arte più famosa del mondo, infatti, si può dire finito il ciclo delle grandi maratone iniziato in gennaio con la maratona di Dubai.
Per la verità, altre gare sono in programma prima della fine dell’anno, sia in Italia che in altri Paesi, ma le grandi corse chiudono con Firenze.
Anche qui, però, si è ripetuto il fenomeno negativo della forte differenza fra numero di iscritti e quello dei finishers, ovvero di coloro che sono effettivamente giunti al traguardo. E’ una stortura fastidiosa, specie da quando un noto sito americano si prende cura ogni volta di segnalare i casi più eclatanti, cominciando dalle stesse gare made in Usa.
Riassumiamo in breve le cifre effettive delle prime maratone italiane, rilevando che i progressi quantitativi esteri sono molto più rapidi dei nostri, per cui la posizione delle nostre gare nel ranking mondiale tende fatalmente a decadere. Anche qui…

18mar2012 Roma Acea Romarathon 12685        
25nov2012 Firenze Firenze 7771        
28oct2012 Venezia Venice 5931        
15apr2012 Milano Barclays Milano City 3983        
18nov2012 Torino Torino 3320        
22apr2012 Padova Sant’Antonio 2842        
07oct2012 Verona Verona 1700        

Alcune gare italiane che ancora si devono disputare vantano una buona tradizione partecipativa, per cui questo listino sarà da aggiornare…
Da rilevare che al momento sono solo sette le gare italiane che hanno superato i mille finishers.
Qu est’anno Firenze ha risolto in maniera drastica il problema del dislivello favorevole creato dalla partenza dal Piazzale Michelangelo, spostando il tutto sul prospiciente Lungarno, in modo che tutte le discussioni sulla regolarità della gara appartengono ormai al passato.
Tra l’altro, la partenza sulla terrazza panoramica, era si spettacolare, ma creava anche tali e tanti problemi organizzativi che la nuova location invece non presenta.
La competizione vera e propria ha vissuto, quest’anno, sull’impresa di un terzetto di etiopi, che si sono presto liberati della inconsistente opposizione keniana e si sono aggiudicati l’intero podio. Via sgranatesei nel finale di gara, hanno raggiunto il traguardo nell’ordine: Shumi Negesse (2:09.59), seguito da Berga Bekele (2:10.38) e Wakeyo Asefa (2:10.55). Il migliore degli italiani è stato il collaudato Massimo Leonardi, sesto in 2:19.55
Fra le donne  le etiopi hanno bissato il successo dei maschi, con la corsa vincente di Salomè Diriba, che per la verità non ha avuto nessuna difficoltà ad aggiudicarsi la gara dopo 2:30.08 di corsa. Ritirata Martina Celi, la prima italiana è stata la lucchese Denise Cavallini, sesta anche lei, in 2:46.03

Yokohama, Osaka, Bangkok, Beijing

Ma se il panorama delle corse segna il passo in Europa e America, in Asia invece comincia una nuova stagione, che tradizionalemente e per motivi climatici, si colloca a cavallo del capodanno, e di fatto apre la stagione 2013.
Una prima gara piuttosto importante si è corsa in Giappone, ed è stata la maratona internazionale di Yokohama, riservata alle donne d’elite. Il regolamento nipponico seleziona le atlete ammesse a partecipare a questo genere di competizioni, che quindi si svolgono senza lepri e con un numero sidotto di partepanti. Ed esempio, qui ad Yokohama le arrivate sono state solo 82, ma l’ultima ha corso in meno di 3:10!
Ha vinto Lydia Cheromei in iìun ottimo crono: 2:23.07, seguita da Mizuho Nasakawa (2:26.42), dalla conosciuta Marisa Barros (2:26.51), dalla rientrante lettone Jelena Prokopcuka (2:26.55) e da Mai Ito(2:27.06). Il vivaio giapponese continua a proporre numerose maratonete molto valide, specie al femminile, che si formano nelle numerose corse ekiden e poi approdano alla gara regina.
La settimana comprendeva anche la maratona di Osaka, questa aperta a maschi e femmine, che è stata vinta dal forte mongolo Ser-Odd Batochir in 2:11.52  davanti a Nakamura (2:15.37), molto lontano,  e al femminile da una miracolosa Lydia Simon, rumena immarcescibile, che ha impiegato 2:33.12
In precedenza si era disputata un’altra corsa asiatica importante, quella di Bangkok, vinta John Samoei (2:30.24) e da Everline Nyamau in 2,50.12. Qui l’umidità era forte e si è fatta sentire…
La stagione asiatica è solo agli inizi e si svilupperà fino a marzo con gare di grande importanza, fino a quella più porestigiosa e famosa: la maratona di Fukuoka, che si correrà appunto in marzo.
In Cina si è recuperata la maratona della capitale Pechino, programmata in un primo momento per il 15 ottobre e poi rimandata. Si è trattato stavolta di una gara di massa. come piace tanto ai regimi di tutti colori, forte di circa 30.000 partecipanti. Il numero esatto degli arrivati è e restaerà ignoto, in quanto gli organizzatori asiatici in generale, e cinesi in particolare, usano non pubblicare i risulttati completi…
In una corsa tutto sommato modesta, hanno vinto l’etiope Tariku Jufar in 2:09.39 e la cinese Jia Chiaofeng in 2:27.40

Philadelphia

La migliore gara americana di chiusura è stata la maratona di Philadelphia, che ha contato sul traguardo la bellezza di 11.422 finishers, che non è niente male per una corsa considerata di seconda fascia! Gli ultimi due vincitori prestigiosi della stagione sono stati dunque il giovane americano Michael McKeenan, origini irlandesi, che ha chiuso in 2;17.49 e la russa residente negli States Irina Mashkantseva, prima in 2:35.37

La Rochelle, San Sebastian

Infine relazioniamo sugli ultimi bagliori della stagione europea. forniti dalla maratona francese di La Rochelle, anche quest’anno molto partecipata con oltre 5000 arrivati, tutti battuti da Chantan Bushendich, un keniano finora sconosciuto, che ha chiuso in 2:09.12 (niente male!) e dall’etiope Zerfe Boku (2:32.59).
Chiudiamo segnalando il grande orgoglio nazionale della città di San Sebastian, che ribadisce la propria appartenza al Pais Vasco, initolandosi “Donostia“, che altro non è se non il nome vero, basco, della città.  E basco è il vincitore, Asier Cuevas Ettcheto in 2:23.23 e la vincitrice, Maria Yolanda Gutierrez (2:45.43).

I vincitori di tutte le maratone del periodo

 Autore: Franco Anichini

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