Medicina slide — 05 settembre 2017

Introduzione

La fascite plantare è un’infiammazione della fascia plantare, una robusta fascia fibrosa che collega la zona mediale del calcagno con la radice delle dita del piede.

I rischi di incorrere in una fascite plantare aumentano svolgendo attività come la corsa; la conseguenza di una fascite è spesso lo stop dalla maggior parte degli allenamenti e delle attività fisiche.
Considerato che la scarpa è l’unica barriera tra il piede e il suolo, un’appropriata scelta risulta essere fondamentale in ottica di prevenzione e per ridurre il rischio di riacutizzazione di fascite plantare. Le caratteristiche che devono essere ricercate comprendono la capacità di offrire protezione per l’arco plantare, il tallone e la caviglia.
In caso si sia già affetti dalla patologia, un buon modello di scarpa permette di non peggiorare la condizione e di ridurre il dolore alla pianta del piede. Durante la fase acuta, è spesso necessario un periodo di riposo e l’astensione dall’attività fisica più intensa; la decisione più saggia è quella di attendere il parere positivo di un esperto prima di ricominciare a correre o fare altre attività che stressino ulteriormente la fascia plantare.

La scelta della scarpa adatta

Le tipologie di scarpe dedicate alla corsa maggiormente utilizzate sono:

 

  • Superleggere (A1) – Sono scarpe esclusivamente da gara. Il peso è solitamente inferiore ai 200 g.
  • Intermedie (A2) – Si posizionano a metà fra quelle con massimo ammortizzamento e le superleggere. Possono essere usate sia per gara sia per allenamento. Il peso è generalmente compreso fra 200 e 300 g.
  • Massimo ammortizzamento (A3) – Offrono il miglior assorbimento agli impatti col terreno. Il peso è attorno o sopra i 300 g.
  • Stabili (A4) – Offrono la massima stabilità correggendo l’eccesso di pronazione, quindi sono scarpe per pronatori pronunciati. Il peso è in media leggermente superiore a quello delle A3.Le caratteristiche che dobbiamo ricercare in una scarpa adatta a prevenire o contenere i problemi legati alla fascite plantare sono:
  • Massimo supporto a livello dell’arco plantare.
  • Ottimo assorbimento degli urti per disperdere meglio la forza derivante dall’impatto del piede sul terreno.

Sono da evitare le scarpe realizzate con materiali molto economici, scarpe che non danno sostegno al piede e scarpe troppo leggere e flessibili.

Per capire la qualità di una scarpa da corsa può essere utile leggere eventuali recensioni scritte da altri atleti, le quali si possono trovare facilmente con una ricerca su internet.
Il design della scarpa diventa in questi casi un fattore secondario da considerare.
Viste queste premesse, nella maggior parte dei casi, le scarpe più idonee e confortevoli per il soggetto affetto da fascite plantare sono quelle appartenenti alla tipologia “A3”, poiché offrono sostegno al piede con la massima capacità di assorbimento degli urti.

 

I test per capire se una scarpa è adatta
Prima di acquistare una scarpa o per capire se quelle che utilizziamo possiedono ancora le caratteristiche richieste possiamo effettuare qualche semplice test di valutazione.
Test di flessione

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Una buona scarpa dovrebbe flettersi solo nell’avampiede. Effettua il test premendo con una mano sulla punta ed una mano sulla parte posteriore della scarpa esercitando una pressione in flessione. Se si piega completamente su se stessa non va bene.

Test di torsione

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In una buona scarpa, la suola dovrebbe restare abbastanza stabile e non subire la torsione eccessivamente. Esegui il test torcendo la scarpa con le mani.

 

Test della talloniera

 

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La talloniera deve essere resistente alla pressione, scarpe inadatte hanno una talloniera morbida e flessibile.
Se la scarpa che ti interessa supera questi test puoi provare a calzarla e vedere se è adatta al tuo piede.

 

Vita di una scarpa – dopo quanto è necessario cambiare le scarpe?

La durata di una scarpa è proporzionale al suo peso; le scarpe A1 (superleggere) andranno cambiate dopo i primi 150 e 300 chilometri, le scarpe A2 dureranno invece 300/500 chilometri, le scarpe A3 e A4, invece, sono le più resistenti e manterranno le loro caratteristiche fino a 1000 chilometri

Fattori che velocizzano il deterioramento di una scarpa da corsa:

  • Correre sempre in strada consumerà le scarpe in modo molto più rapido di quanto avverrebbe correndo su sentieri
  • Un iperpronatore pesante usurerà le scarpe molto più rapidamente di un neutral runner
  • Il peso della persona influisce sul consumo delle scarpeFattori che indicano la necessità di cambiare la scarpa:
  • La suola esterna si è usurata al punto da mostrare l’intersuola bianca
  • L’intersuola risulta troppo morbida e si schiaccia facilmente sotto pressione.
  • L’Heel Counter si muove e offre meno sostegno
  • Gli alluci sfregano contro la punta delle scarpe che appaiono usurate nella parte superiore.
  • Sono presenti differenze di usura tra la suola di una scarpa e l’altra
  • Una o entrambe le scarpe non rimangono più dritte se posizionate su una superficie pianaSe una scarpe presenta almeno uno di questi fattori potrebbe essere l’ora di cambiarla.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Peluso

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