Cronaca — 08 settembre 2010





Clicca per l'immagine full sizeNon ce l’ho fatta. La  X Trail non è da tutti, non è per tutti. Non è una gara di corsa, non è una gara: è una sfida, nella natura, con e contro di essa. La prima salita è una fetta biscottata con nutella inzuppata nel latte; te la gusti dal croccante al friabile. Quando si scollina si è già soddisfatti e ci si immette in una discesa gradevole. Poi…lo strapiombo. 2 km di discesa a picco con tornanti micidiali, pietrisco, terra, insidie e cadute che si propongono ad ogni passo. C’è chi rotola giù come una palla da bowling impazzita, chi saltella come un grillo, chi – come me – diventa un pezzo di legno e sbatte dappertutto. Nel pittoresco passaggio da Montepertuso, la mia gara è già finita. Le continue frenate brusche mi hanno sfasciato i quadricipiti e non riesco più a coordinare le spinte. Tento un ritiro al ristoro ma non sono provvisti di una macchina del tempo per farmi tornare alle 7 del mattino e non far suonare la sveglia: che pessima organizzazione. Di li  a poco inizia la salita; c’è una piccola rampa di scalini, un’altra, ancora una, un’altra ancora e stasera sono ancora qui che le conto. Il romanticismo del paesaggio, i volti puliti e sinceri degli abitanti nell’attraversamento di quei luoghi fatati – indimenticabile la signora anziana seduta sullo sgabello che ci incitava – facevano a cazzotti con le mie gambe e le mie gambe con me che le costringevo, contronatura ed irrazionalmente, ancora a spingere e salire, salire, un salire infinito, tra cadute, sudore, pietre e sofferenza. Ma le sorprese erano nascoste dietro… ogni albero. Quando il bosco diradava lasciava spazio ad un colpo d’occhio clamoroso; ma la “distrazione” paesaggistica mi si ritorceva contro: le vertigini mi davano giramenti di testa e nausea e…cadevo rovinosamente. Da quel momento vietato guardare giù! Finalmente giungevo alla “palizzata” segno inconfutabile che lo scollinamento esisteva realmente. Altra grave valutazione: i gradini diventavano insormontabili. Ritrovavo l’amico Varrella malconcio quanto me. Ci facevamo forza e con il piccone, la nausea, aggrappandoci ad arbusti ed a noi stessi, scalavamo la vetta. Le nostre gambe da tempo avevano alzato bandiera bianca e continuavamo al passo anche lungo il primo tratto di precipizio nei boschi incitando chi, supereroe, ancora correva. Al primo bagliore d’asfalto, scartando lo sfottò dell’avvocato Palomba, sequestravamo un auto e chiudevamo la nostra avventura su quattro ruote e zoppicanti. Sebbene il caro Michele Volpe sfuggisse al nostro linciaggio, sono convinto che la gara non deve cambiare in nulla; nè nel tracciato, nè nel chilometraggio! perchè solo chi arriva potrà dire: io c’ero, io ce l’ho fatta, io sono un FXT (Faito X Trail finisher). FXT, tre lettere per battezzare una gara per pochi, non per me.

Autore: Marco Russo

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Peluso

  • raffaele colantuono

    l’umiltà di accettare i propri limiti,non è di tutti,ma rafforza le proprie qualità…bravo

  • Giovanni Palomba Paeninsula Sorrento

    Non dimenticherò mai la tua faccia, che ho già ampiamente descritto a chi sai, ma sai anche che ti voglio bene e che lo sfottò era inevitabile…con affetto

  • bifulco c., asd la solidarietà

    se un capione come marco russo parla in questi termini allora assume ancora più valore lo sforzo fatto per arrivare fino in fondo…qui si vede l’umiltà quando un atleta abituato sempre a lottare tra primi sa anche mettersi nell’ombra e dire basta…un esempio per me giovane di 24 anni!
    complimenti!

  • PEPPE MIRANDA LA SOLIDARIETA’

    BRAVO MARCO,DAI CHE TI ASPETTIAMO L’ANNO PROSSIMO

  • Lucia Avolio Napoli Nord Marathon.

    Questa gara non aveva nulla in comune con una corsa su strada e il tuo articolo lo dimostra. Ma volete mettere ke gran privilegio è stato per noi aver partecipato portandola a termine ed esserci arricchiti di nuove e coinvolgenti sensazioni diverse dalla gara domenicale su strada?Faito X trail: per molti ma non per tutti……

  • PASQUALE COPPOLA asd LA SOLIDARIETà

    GRANDE UMILTA’ COMPLIMENTI QUESTO E’ UNO SPORT FATTO DI IMPEGNO-SACRIFICIO-SFORZI IMPENSABILI ED IMMAGINABILI MA SOPRATUTTO UMILTA’ GRANDE MARCO….

  • viviana celano

    Grand bell’ aricolo, scritto con grande maestria che racconta con dovizia i particolari del percorso ma soprattutto le sensazioni personali di un grande atleta che, pur non avendo tagliato il traguardo, si è dimostrato tale per la sua umiltà.

  • gennaro varrella

    carissimo Marco,hai spiegato benissimo la nostra resa : )))),al solo pensiero mi gira ancora la testa!!!solo oggi mi sento un pò meglio con le gambe!gara bellissima,panorama unico e complimenti davvero a ki ha tagliato iltraguardo…siete degli eroi!!!!grazie x la compagnia caro Marco : )))))

  • angelo della rocca

    Quest’anno oltre la transmarathon ho anche partecipato alla translaval nel Trentino, che si avvicina un po’ a questo trail. Ho trovato salite dove è impossibile correre, e la fatica per mantenere un certo passo è superiore a quello che si trova nelle classiche gare di strada. Ho apprezzato le performance dei primi. che a dispetto dei percorsi hanno dovuto dare il massimo. Ma i primi di questo trail chi sono stati? Come mai non è uscito un articolo sull’andamento di gara? Ho letto tutti gli articoli in quanto un po’ mi sono immedesimato con il mio … già passato, ma mi sembra monco non parlare anche delle prestazioni atletiche della gara, come il nostro Marco ci ha ben abituati,

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