Atletica News slide — 12 luglio 2013

tamp290Seconda medaglia italiana ai IX Campionati Europei under 23 in corso di svolgimento a Tampere (Finlandia). A conquistarla è Dariya Derkach che si mette al collo l’argento del salto triplo con 13,56 (+1.5). Una misura che l’ha vista in testa alla gara fino all’ultimo turno quando l’azzurra è stata superata dal 13,91 (+0.6) della bulgara Gabriela Petrova. Bronzo alla slovena Maja Bratkic con 13,52 (-0.2). “E’ la mia prima medaglia in maglia azzurra – racconta la Derkach a fine gara – ma sinceramente fino all’ultimo speravo di regalarne all’Italia una ancora più preziosa e godermi l’inno in cima al podio. Non sono riuscita a graffiare fino in fondo tutta la cattiveria che avevo in corpo e a trasformarla in energia per saltare ancora più lontana. Domani mattina (ore 9:25, ndr) vediamo cosa riuscirò a combinare in qualificazione nel lungo”. Dariya è nata in Ucraina a Vinnitsa (200km da Kiev) nel 1993, ma fin dall’infanzia risiede in Italia, a Pagani in provincia di Salerno. Tesserata per il pluriscudettato sodalizio romano dell’ACSI Italia Atletica, ha finalmente ottenuto la cittadinanza italiana a maggio del 2013 e a giugno, in occasione dell’Europeo per Nazioni di Gateshead (GBR), ha fatto il suo debutto ufficiale con la tanto attesa maglia azzurra. Intanto, tra prove multiple, lungo e triplo, ha già collezionato 18 titoli in 6 anni nelle categorie giovanili. Fino al recente exploit dei Tricolore U23 di Rieti dove è atterrata a 6,67 nel lungo (MPI Promesse e quarta performer italiana di sempre a livello assoluto) e a 13,92 nel triplo (seconda MPI all-time under 23 alle spalle di Simona La Mantia). Ad allenarla è il padre Serhiy (ex decatleta), mentre la mamma Oksana è stata una valida triplista.

HIGHLIGHTS – Oggi in chiave internazionale successi d’oro per le star annunciate della rassegna: 100 metri all’olandese Dafne Schippers (11.19/-0.7) e al britannico Adam Gemili (10.20/-0.3), 800 metri al francese Pierre-Ambroise Bosse (1:45.79) e lungo allo spagnolo Eusebio Caceres con un notevole 8,37 (+1.1). 

ASTA uomini (qualificazione) – Quasi due ore di attesa per un solo salto. Ma il tricolore assoluto del salto con l’asta Claudio Stecchi non sbaglia. Sceglie di entrare in gara per ultimo direttamente a 5,35 quando gli altri hanno già diverse prove alle spalle. Aspetto sicuro, occhiali da sole e misura valicata in scioltezza al primo assalto. Domenica alle 15:35, il fiorentino della Fiamme Gialle che è stato quarto nella passata edizione se la vedrà anche con Valentin Lavillenie, fratello minore dell’olimpionico francese Renaud. Niente finale, invece, per Simone Fusiani, 4,95 alla terza e poi tre “X” a 5,10.

LUNGO uomini (FINALE) – Oggi è difficile tenere a bada Eusebio Caceres. Lo spagnolo è una molla in pedana che plana tre volte oltre gli 8 metri fino ad un notevole 8,37 (+1.1) che oltre all’oro continentale under 23 (con 10 cm di primato personale) gli vale il terzo posto nelle liste mondiali stagionali. Caceres porta a casa anche una sorta di rivincita nello scontro diretto con Sergey Morgunov (qui secondo con 8,01/+1.1) che lo scorso anno gli aveva tolto il record europeo junior della specialità (il russo è primatista mondiale U20 con 8,35, ndr). In chiave azzurra, Camillo Kaborè è nono con 7,52 (+0.2) ad 8 centimetri dagli ultimi tre salti di finale. Peccato per il bel primo salto del carabiniere azzurro, reso nullo dal piede ben oltre la linea della plastilina. 

200m donne (semifinali) – Bene Gloria Hooper. Il 23.15 (-0.9) in semifinale della promessa azzurra è il secondo miglior crono di tutta la giornata superato solo dal 23.09 della britannica Jodie Williams, poche ore prima argento nei 100 metri. “Penso di aver corso bene la curva – l’impressione della Hooper – ma potevo fare di meglio sul rettilineo”. Domani alle 17:40 la finale. Instancabile Irene Siragusa che, già archiviato il fresco settimo posto nello sprint, torna sui blocchi del mezzo giro di pista: quinta in 24.08 (-1.4/SB) nella semifinale vinta dalla britannica Bianca Williams in 23.24. Poca fortuna, invece, per la piemontese Martina Amidei, al settimo posto in 24.46 (-2.1) con davanti a tutte un’altra britannica, Ashleigh Nelson (23.34).

10.000m donne (FINALE) – Inarrestabile la russa Gulshat Fazlitdinova che dal primo metro monopolizza la corsa più lunga del programma in pista. Vince in 32:53.93 con circa un minuto di vantaggio rispetto alla seconda classificata, l’ucraina Khapilina (33:56.85). Terza la greca Karakatsani (33:57.74). Per l’Italia ottavo posto di Sara Galimberti, lombarda della Bracco Atletica, che negli ultimi giri recupera un paio di avversarie e chiude in 35:15.65 (primato personale). Undicesima Laura Papagna (35:39.11) e quindicesima Virgina Maria Abate (36:31.20).

100m donne (FINALE) – Irene Siragusa torna sui blocchi di partenza della corsia numero 7 da dove ieri ha conquistato l’accesso in finale. Una cifra che la velocista azzurra, appena varcata la soglia del traguardo, troverà anche accanto al suo nome anche nei risultati: la portacolori della Atletica 2005 è, infatti, settima in 11.78 (-0.7). Per l’oro, Dafne Shippers – attesa domani nel lungo – dimostra di essere di un livello superiore. L’eptatleta olandese, iridata junior 2012, vince in 11.13 a 4 centesimi dal personale. Argento alla britannica Williams (11.42) e bronzo alla tedesca Lofamakanda Pinto (11.50).        

400HS uomini (semifinali) – Falsa partenza e la quinta corsia dell’irlandese Harvey resta vuota. Lorenzo Veroli se la gioca in seconda, ma l’azzurro sembra avere ancora sulle gambe la batteria che ieri l’ha visto migliorarsi a 50.99. Lo si intuisce nelle ultime tre barriere quando la sua ritmica inizia a perdere qualche colpo e non gli resta che lottare con il vicino russo Mirnov per il sesto posto. Un confronto che non gli è favorevole: Veroli è, infatti, settimo in 51.99. Per la finale sarebbe stato necessario togliere un altro mezzo secondo al PB; 50.44 del tedesco Konigsmark l’ultimo tempo di recupero. I crono più veloci appartengono, invece, al britannico Rodger (49.57) e al serbo Bekric 

 

ufficio stampa fidal

nella foto Daryia Derkach (foto Colombo/FIDAL)

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Peluso

  • Marco Cascone

    Complimenti Dariya. Orgoglio campano!!

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