Atletica News slide — 21 luglio 2013

Tre argenti per l’Italia agli Europei juniores di Rieti: già in bacheca la quarta medaglia azzurra – VitoMinei argento nella marcia in mattinata – a Lorenzo Perini non è bastato il nuovo primato italiano a 13.30 (+0.9) per avere ragione del francese Wilhem Belocian. Il francese – bronzo mondiale in carica – ha infatti conquistato il titolo continentale togliendo con 13.18 il primato europeo di categoria al polacco Artur Noga (13.23) che lo deteneva dal 2006. Proprio in chiusura di giornata arriva l’argento di Samuele Dini nei 5000: il livornese eguaglia così nel medagliere di famiglia il gemello Lorenzo, già secondo nei 10000 sempre dietro al turco-kenyano Ali Kaya. Nella finale del peso, miglior gara stagionale di Monia Cantarella, settima con 14.63. “Fausto” Desalu finisce quinta nella finale dei 200 metri in 21.16 (tripletta britannica per le medaglie), dopo aver corso in 20.92 (PB) la sua semifinale. Stesso piazzamento sui 3000 per la ragazza di Vipiteno, Anna Stefani (9:38.53). Altre presenze azzurre nelle finali di oggi: Federico Gasbarri decimo nei 1500 metri (3:49.45) e Alessandro Sinno13° nell’asta (4.85). Negli 800 di domani centra il traguardo la novità stagionale Stefano Migliorati(1:50.71). Per domani si sono qualificati nella finale del triplo Lorenzo Dallavalle (15.37) ed EdoardoAccetta (15.22), entrambe le prestazioni ottenute con forte vento contrario.

LE GARE DELLA TERZA GIORNATA (pomeriggio)

5000m Uomini (finale): due gare in una – come nei 10000 metri – e con ogni probabilità la più appassionante è quella che non riguarda l’oro (anche qui andata per distacco al turco-kenyano Ali Kaya, 13:49.76 dopo essere passato al 3° chilometro in 8:09.00!). Tutti gli occhi della tribuna sono sul duello per l’argento, che vede coinvolti Samuele Dini – “l’altro gemello” livornese – e i due britannici Jonathan Davies e Michael Gallegari: quando questi ultimi partono in coppia all’ultimo giro, l’azzurro non molla. Perde cinque metri e ritorna sotto, poi passa in curva travolgendo le resistenze dei rivali: battere gli inglesi in volata nel mezzofondo, in qualunque occasione, è davvero da “sballo” (scusate l’entusiasmo). E’ la sesta medaglia azzurra a Rieti e potrebbe non essere finita qui.

Alto Uomini (finale): Eugenio Meloni avrebbe tutto per essere protagonista in questa finale: purtroppo, sicuro e perfetto fino a 2.10, il cagliaritano perde la bussola ed esce di scena a 2.12, decimo nella classifica capeggiata dal sorprendete tedesco Tobias Potye (2.20). 

Triplo Uomini (qual): Si scatena l’anemometro in senso contrario alla pedana quando la competizione prende il via: non se ne curano i due azzurri, visto che Lorenzo Dallavalle – il figlio d’arte piacentino incappato tre mesi fa  in un’incredibile disattenzione, che l’ha costretto ad uno stop obbligato fino alla scorsa settimana – fa qui il suo miglior risultato valido all’aperto con 15.37 contro un vento da -2.2. Basta ovviamente per la qualificazione diretta (fissata a 15.35), mentre Edoardo Accettaha bisogno del ripescaggio con un balzo da 15.22 (e -3.9). Su questa pedana il milanese aveva conquistato il suo primo tritolo tricolore, da allievo nel 2011: invece nei recenti campionati juniores aveva dovuto cedere il passo al romeno di stanza in Italia Alexandru Mitirica, presente a Rieti con la maglia della sua nazionale e fuori dalla finale con la 14^ misura (15.09). Nessuno supera i 16 metri, al top il 15.91 dello slovacco Tomas Veszelka.

3000m Donne (finale): Per diversa programmazione mancano le prime sei della lista europea dell’anno – alcune ragazze sono comunque presenti a Rieti, schierate su altre distanze – e così la gara si prospetta più aperta del previsto anche per l’azzurra Anna Stefani: la ragazza di Vipiteno, cresciuta nel gruppo curato da Ruggero Grassi, è una sorta di piccola Weisstneir. Solo che ad Anna manca ancora l’esperienza e la personalità della compagna di allenamento: molto diligente e ordinata – passaggi precisi di 3:11.0 e 6:21.1 – non rischia di andar dietro a Louise Carton quando la lunga belga prova a ricucire lo strappo per il podio sulle tracce della russa Anna Petrova. La quale, un po’ in crisi nel finale, riesce comunque a conservare il bronzo dietro Gorecka e Tuna.

200m Uomini (finale): A “Fasuto” Desalu tocca in sorte l’ottava corsia e questa non è una buona notizia per il finanziere di Casalmaggiore: sul rettilineo si scatena il terzetto britannico che fa fa man bassa delle tre medaglie in palio, dopo aver conquistato oro e argento in campo femminile poco prima. Per Desalu quinto posto (21.16), con la soddisfazione di essersi lasciato alle spalle protagonisti titolati come il francese Mickael-Meba Zeze e il bulgaro Denis Dimitrov.

1500m Uomini (finale): Svolgimento tipicamente tattico: sul rettilineo sono ancora in otto a giocarsi il podio. A quel punto si è appena sfilato l’azzurro Federico Gasbarri, ma il ragazzo abruzzese ha ben poco da rimproverarsi: condotta giudiziosa, buona tenuta e l’unico peccato è che non arrivi un altro personale dopo quello della batteria. Duro a morire il britannico Whightman, che rimonta il turco Bekmezci.

Asta Uomini (finale): Reduce da una qualificazione decisamente brillante, per Alessandro Sinno si spegne improvvisamente la luce in finale: solo un promettente esordio a 4.85, poi tre errori praticamente uguali alla quota del nuovo personale, 5.10, affrontata con intenti evidentemente aggressivi dal romano seguito da Emanuel Margesin.

Peso Donne (finale): Quasi in contemporanea, due neo-campionesse mondiali U18 di Donetsk replicano il successo a Rieti: sulla pedana del peso domina la turca Emel Erdeli, nuovo primato nazionale assoluto a 18.04, mentre sull’anello l’islandese Anita Hinriksdottir – sgraziata quanto si vuole nello stile di corsa, ma con un cuore grande così – dà vita ad un trionfo memorabile resistendo sugli 800 metri al ritorno dell’ucraina Olena Sidorska (gran tempo per la nordica, 2:01.14, contro 2:01.46 della medaglia d’argento). Tornando al lancio del peso – in una finale che ha visto anche i due primati nazionali di categoria per l’Estonia (Piirimae 16.80, bronzo) e per la Svezia (Roos, quinta con 15.82) – l’azzurra Monia Cantarella si esibisce nella miglior gara della sua stagione e coglie un brillante settimo èposto (14.63). Soddisfazione anche per la Cariri, società locale, che annovera la reggina tra le sue atlete di punta.

110hs Uomini (finale): Chapeau! Non è bastato a Lorenzo Perini scendere sotto il record dei campionati stabilito ieri – da 13.32 a 13.30 (+0.9) – per aver ragione del bronzo mondiale in carica Wilhem Berlocian. Il transalpino, bronzo iridato in carica e primatista mondiale allievi della specialità, ha di colpo illuminato una stagione finora in chiaroscuro: irresistibile la sua progressione sulle barriere, in una gara dagli eccezionali contenuti tecnici, fino al nuovo primato europeo di categoria di 13.18 (tolto al polacco Artur Noga, che lo deteneva dai Mondiali U20 di Pechino 2006 con 13.23). Lo svizzero Brahian Pena, che puntava alla doppietta sugli ostacoli dopo la vittoria della connazionale Noemi Zbaeren nella prova femminile, deve accontentarsi del primato nazionale (13.31) e della medaglia di bronzo.

800m Uomini (semifinali): Assente da una finale degli 800 metri da Kaunas 2005 (argento di Lukas Rifesser nell’occasione), il mezzofondo azzurro sarà presente in corsia domani: merito della assoluta novità stagionale, il bresciano di Calvisano Stefano Migliorati. Due semifinali di rara intensità, anche per il sostanziale equilibrio che regna in questa prova: un “atout” tattico per i francesi, che avranno due rappresentanti in lotta per il titolo, Manceaux e Morgana. Il tempo  non conta, tanto che l’unico adandare sotto 1’50” è il capolista stagionale Patrick Zwicker, il tedesco che vanta 1:46.04. Manca il ripescaggio per 9/100 il bellunese Enrico Riccobon, mentre l’azzurro che più era piaciuto nelle batterie – il marocchino di Modena Ayoub Akil – spreca energie correndo all’esterno e poi va in rosso sul rettilineo che conta.

200m Uomini (semifinali): Tutto il futuro di questa gara nella terza semifinale, quella in cui parte “Faustino” Desalu: un line-up che costringe a correre fino alla morte, raschiando le energie che potrebbero tornar utili tra un paio d’ore in finale. Tanto, bisogna comunque arrivarci a strappare quella corsia. Ci sarà l’azurro, che lima un paio di centesimi (20.92) al suo miglior crono dei Tricolori . Tanto per fare un nome, resta fuori il francese Anouman con 21.04,bruciato proprio sul filo dall’argento dei 100 metri, il bulgaro Dimitrov. Pietro Pivotto fa il suo, ancora PB a 21.41, mentre il reatino EnricoNobili lascia a bocca asciutta la tifoseria per un problema muscolare che lo costringe al forfeit.

400hs Uomini (semifinali): Entrambi gli azzurri partono in ottava corsia. Per 350 metri MattiaContini è stato finalista “in pectore”: prova di estremo coraggio per il livornese, completamente recuperato in questo Europeo dopo il periodo oscuro degli infortuni. Nonostante il cedimento finale, l’azzurro ritocca ancora il personale, 52”36 (6/100 meglio della batteria di ieri), nono tempo e quindi primo degli esclusi, alla pari con il turco Unsal.  Dal canto suo Francesco Proietti – unico junior al primo anno della sua semifinale – è stato trascinato dalla tribuna di casa: non è bastato.

400hs Donne (semifinali): Non ci sarà Irene Morelli nella finale del giro di pista con barriere: un traguardo solo accarezzato dall’atleta lombarda (18 anni da compiere in ottobre) e sfumato con il primo tempo tra le escluse (58.96). Eppure uno spiraglio si era aperto dalla prima semifinale, con la caduta della francese Emeline Bauwe sull’ultimo ostacolo: per il ripescaggio sarebbe stato necessario correre in meno di 58.71, tempo segnato dalla soleva Eva Trost. Non c’è assolutamente niente da rimproverarsi, Irene è stata presente e determinata nel cuore della lotta: due volte, e nettamente, sotto il precedente personale. Da valutare alle luce delle energie residue un suo eventuale utilizzo nella staffetta di domani.

RISULTATI/Results

ufficio stampa fidal

 

 

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