Atletica News slide — 10 dicembre 2017
Samorin 09/12/2017 Spar Campionati Europei di corsa Campestre, SPAR European Cross Country Championships - foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

Samorin 09/12/2017 Spar Campionati Europei di corsa Campestre, SPAR European Cross Country Championships – foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

C’è il sigillo della mezzaluna con la stella sulle gare senior dei Campionati Europei di corsa campestre a Samorin, in Slovacchia. La Turchia impone la sua egemonia monopolizzando entrambi i titoli individuali con Yasemin Can al femminile e Kaan Kigen Ozbilen tra gli uomini, mettendo in cassaforte anche l’oro a squadre al maschile e il bronzo con le donne. Entrambe le formazioni italiane si piazzano, invece, al nono posto. A chiudere la rassegna continentale – che nel 2018 si disputerà a Tilburg nei Paesi Bassi – la novità della staffetta mista vinta dalla Gran Bretagna con Melissa Courtney, Cameron Boyek, Sarah McDonald e Tom Marshall (18:24). Il quartetto azzurro (Elena Bellò, Mohad Abdikadar, Chiara Casolari e Lorenzo Pilati) porta a termine la sua avventura in sesta posizione (19:10).

GRAN BRETAGNA IN VETTA – Sette in tutto i metalli turchi agli EuroCross 2017 (3 ori, 1 argento e 3 bronzi), ma non bastano per spodestare dalla cima del medagliere la Gran Bretagna che porta a casa la bellezza di 5 ori e 4 bronzi. Terza la Francia con 2 ori, 2 argenti e un bronzo. Italia settima grazie allo storico argento del team under 20 femminile e al bronzo U23 di Yeman Crippa. Gli azzurri guadagnano, invece, una posizione (sesti con 29 punti) nella placing table su cui svetta sempre la bandiera dell’Union Jack (83 punti) su Francia (71) e Spagna (59).

CAN IMITA MCCORMACK – La turca di origine keniana Yasemin Can diventa la seconda donna nella storia dopo l’irlandese Fionnuala McCormack (oggi 12esima alla sua 15esima partecipazione!) ad aggiudicarsi due edizioni consecutive degli EuroCross. Sugli 8,230 km del tracciato la 21enne, già campionessa continentale di 5000 e 10.000 metri su pista, fa letteralmente il vuoto e taglia il traguardo con 15 secondi di vantaggio (26:48) sulla svedese Meraf Bahta (27:03), tallonata dalla norvegese Karoline Grovdal (27:04), al terzo bronzo di fila in questa prova. Oro a squadre alla Gran Bretagna su Romania e Turchia. Le azzurre si fermano al nono posto. Prima italiana al traguardo è la capitana piemontese Valeria Roffino (24esima, 28:14) seguita dall'”amica-gemella” Martina Merlo (35esima, 28:32). Più indietro la siciliana ex tricolore di cross Silvia La Barbera (56esima, 29:05) e l’aspirante maratoneta piemontese Sara Brogiato (67esima, 29:44).

Valeria Roffino: “Sono abbastanza contenta, anche se speravo in una posizione migliore, però oggi le condizioni erano davvero molto difficili. Le turche hanno una marcia in più, fin dall’inizio si sono messe a tirare quindi è stato durissimo tenere il loro passo”. Martina Merlo: “Era la mia prima esperienza nella gara senior, la seconda sugli 8 chilometri e ammetto che è stata particolarmente dura, soprattutto il penultimo giro. Nella prima parte ho provato a stare insieme a Valeria Roffino, che è un’amica e con cui addirittura a volte mi scambiano per gemella, dicono che ci somigliamo e noi teniamo il gioco. Poi nella gara di oggi mi sono un po’ persa, speravo di arrivare nelle prime 30 e mi sono avvicinata a questo obiettivo, però ce l’ho messa tutta”. Silvia La Barbera: “Per me questo è un momento particolare, dopo essere uscita dal gruppo sportivo militare, e non è stato facile trovare la giusta motivazione per continuare. Ma sono qui perché ci tenevo, ci credo, è sempre un’emozione indossare la maglia azzurra e penso positivo”. Sara Brogiato: “Oggi è stata dura, non mi sono proprio ritrovata. Il percorso in realtà era molto bello, però velocissimo. Ci tenevo soprattutto per la squadra, non ci si poteva tirare indietro. Adesso non vedo l’ora di iniziare la preparazione per una maratona e poi provare questa gara”.

OZBILEN: DUE ORI AL COLLO – A livello individuale è una storia che continua, per il quarto titolo maschile consecutivo con quattro uomini diversi, ma a squadre era dal 2014 che la Turchia non centrava l’oro. Nell’edizione del nuovo regolamento con il passaggio da 4 a 3 atleti utili per la classifica per team, il titolo sui 10,180 km va a Kaan Kigen Ozbilen (29:45), già argento europeo di mezza maratona e uomo da 2h06:10 sulla doppia distanza. Il 31enne in Slovacchia cambia passo negli ultimi due chilometri e mette in fila lo spagnolo, campione europeo indoor dei 3000 metri, Adel Mechaal (29:54) e il britannico Andrew Butchart (30:00). Ma la pattuglia turca è indomabile e monopolizza anche la vittoria di squadra con Aras Kaya (settimo dopo una brutta caduta iniziale, 30:14) e Polat Kemboi Arikan (nono, 30:17): una formazione tutta “born in Kenya”. A seguire Spagna argento e bronzo per la Gran Bretagna. Un’Italia senza grandi ambizioni di partenza termina al nono posto. Il migliore dei nostri è il gemello livornese Lorenzo Dini che non si lascia scoraggiare da un capitombolo nella prima parte di gara e rimonta fino alla 17esima posizione (30:44). Quarantesimo la matricola lombarda Michele Fontana (31:22), 53esimo il veneto Paolo Zanatta (31:44) e 67esimo il siciliano Giuseppe Gerratana (32:21).

Lorenzo Dini: “Siamo partiti tutti in gruppo e dopo un contatto mi sono trovato a rotolare per terra, il tempo di rialzarmi ed ero in fondo. Mi sono detto di rimontare con calma, era l’unica soluzione, anche perché la gara era lunga e bruciare energie subito all’inizio era inutile. Quindi mi sono buttato in rimonta, all’inseguimento”. Michele Fontana: “Per me è un onore tornare a indossare la maglia azzurra, dopo diversi anni, e ringrazio chi mi ha dato fiducia. Mi sono dovuto coprire i capelli con una fascia, perché il nostro capitano Yeman ha lasciato il segno nel rituale per la matricola da assoluto e allora stasera dovrò raparmi a zero”. Paolo Zanatta: “Sono contento di aver portato punti per la squadra. Essere in Nazionale a 35 anni, da più esperto del gruppo, è una cosa meravigliosa”. Giuseppe Gerratana: “Ci ho messo l’anima e ho dato tutto, per quello che potevo fare oggi, anche se la condizione non era al top. E’ stata la mia terza presenza consecutiva in questa gara e spero di arrivarci ancora meglio il prossimo anno”.

LA PRIMA VOLTA DELLA STAFFETTA – Tre squadre in lotta per le medaglie fin dall’inizio, nel battesimo della staffetta mista in questa manifestazione. Al primo cambio c’è in testa la Repubblica Ceca, con qualche metro su Spagna e Gran Bretagna che poi nella successiva frazione passa al comando. Un vantaggio sempre più consistente nella seconda parte di gara, ridotto solo nel finale (18:24 il tempo dei vincitori) dalla volata per l’argento in cui il ceco Jakub Holusa (18:25) rimonta lo spagnolo Jesus Gomez (18:26). Chiude al sesto posto il team azzurro (19:10), con tre esordienti in Nazionale assoluta, alle spalle di Svezia e Francia: il 21enne trentino Lorenzo Pilati si toglie la soddisfazione di superare il tedesco Marius Probst, campione europeo under 23 dei 1500 metri, dopo aver ricevuto il testimone dalla veneta Elena Bellò (settima posizione provvisoria), dal laziale di origine somala Mohad Abdikadar (ottavo) e dall’emiliana Chiara Casolari.

Elena Bellò: “Ho seguito il gruppo di testa per i primi 400 metri, poi mi sono accorta che il ritmo era molto forte, ho calato un po’ ma sono contenta della mia strategia perché nel finale ho ripreso due avversarie, quindi penso di aver dato un buon contributo. Per me è un onore essere qui”. Mohad Abdikadar: “Non sono molto soddisfatto della mia gara. Ho dato tutto quello che avevo nelle gambe, però poteva andare meglio. Le tre matricole? Se la sono cavata bene!”. Chiara Casolari: “Un debutto emozionante, sono super contenta della frazione che ho fatto e di far parte di questa squadra. Credo di averla distribuita bene, l’ho corsa sui miei ritmi e sulle mie potenzialità”. Lorenzo Pilati: “Considerando che in questa staffetta c’erano tre matricole su quattro, si può dire che la gara è andata bene. Ho provato prima di tutto a stare in scia a chi era davanti, ma era partito troppo forte per me, allora ho fatto la gara con il tedesco Probst che alla fine sono riuscito a passare in volata”.

ufficio stampa fidal

 

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