Atletica News — 27 luglio 2010

Europei partiti anche in pista per gli azzurri a Barcellona. Mattinata di qualificazioni allo Stadio Olimpico del Montjuïc. La prima ad andare sui blocchi è Manuela Gentili, impegnata nella prima batteria dei 400hs. Le tocca la seconda corsia da cui Manuela cerca la strada per il passaggio del turno. All’uscita dell’ultima curva lotta per la terza posizione, l’ultima utile per la qualificazione diretta, sul rettilineo, però, si irrigidisce un po’ e viene riacciuffata dall’ucraina Titimets che ferma il cronometro a 55.58 dietro alla romena Morosanu (55.11) e alla britannica Shakes-Drayton (55.35). 56.14, invece, il tempo dell’azzurra che commenta così la sua gara: “E’ vero, mi sono un po’ contratta alla fine, ma quando si è lì tenere a bada la tensione di un primo europeo non è facile. Sapevo che per arrivare terza dovevo arrivare al mio personale. Ora prego e spero di poter andare avanti”. Preghiere esaudite, perchè la Gentili passa il turno con il secono dei quattro tempi a disposizione per il ripescaggio.


Nel frattempo nella gabbia del martello è all’opera il 21 volte campione italiano Nicola Vizzoni. Serve un 75,50 per garantirsi la qualificazione diretta. L’azzurro delle Fiamme Gialle esordisce con 74,10, poi si migliora a 75,04 e chiude, quindi, la sua fatica con 73,73. E’ terzo suo gruppo dove solo l’ungherese Pars (76,48) e il polacco Ziolkowski superano la soglia per il passaggio immediato del turno. Più indietro i bielorussi Kryvitski, 72,68 a fronte di uno stagionale di 80,44, e il due volte campione europeo under 23 Shayunou (71,10). “Strano – il commento di Vizzoni a fine gara – non riuscivo a trovare la centratura in partenza. Il primo lancio l’ho fatto di sicurezza, poi nel secondo sono scivolato con il sinistro e lo stesso mi è accaduto nel terzo. Ho trovato la pedana forse un po’ troppo liscia per me che parto molto forte, ma questa non vuole essere una scusa. Adesso vediamo”. Il martellista toscano accede quindi alla finale con la quinta misura dei due turni di lanci, in cui il migliore è stato con 77,70 m lo slovacco Charfreitag.


Qualificazione OK anche per la primatista italiana del peso Chiara Rosa. La padovana delle Fiamme Azzurre si mette in moto con 16,35 di rodaggio, il secondo lancio è quello buono 18,26, 76 centimetri sopra i 17,50 m richiesti per la qualificazione. L’azzurra va in finale con la quinta miglior misura dei due gruppi, preceduta dalle tedesche Kleinert (18,98) e Lammert (18,48) e dalle bielorusse Mikhnevich (18,46) e Ostapchuk (18,44). “Mi mancava l’atmosfera di queste gare – dichiara una Rosa finalmente sorridente dopo la riuscita qualificazione – Mentre lanciavo oggi, ripensavo a cosa ho passato e come mi sentivo quest’inverno. Vista così la qualificazione era qualcosa che dovevo raggiungere per forza. Quel lancio è stata una liberazione e uno scarico di tante tossine accumulate. Credo di esser un’altra persona e la mia nuova forma fisica (Chiara è dimagrita di 20 kg, ndr) mi porta a dover fare i conti con una nuova velocità. Mi sento più forte ed “Brava!” oggi me lo dico da sola. Le tedesche e le due bielorusse viste così sembrano inarrivabili. Io in finale punto a fare il mio e, se serve, a farmi largo “a capocciate” tra queste giganti”.


Semifinale conquistata anche per entrambi i quattrocentisti. Il primo a compiere la missione è il primatista italiano Andrea Barberi che offre un buon spunto nella prima batteria del mattino. Chiude terzo in 46.05 dietro al belga Borlee (45.71) e al britannico Rooney (45.72), migliorando di un centesimo lo stagionale corso in Coppa Italia a Firenze. “Quel tempo diceva poco sulla mia attuale condizione. Ho puntato tutto su Barcellona e concentrato la mia preparazione per presentarmi al meglio qui. La batteria, considerando anche l’orario mattutino, mi è sembrata abbastanza facile, ho avuto le stesse sensazioni di quella a Goteborg nel 2006, dove poi fui quinto in finale”. E’ poi la volta del ventidueenne bergamasco Marco Vistalli, schierato nell’ultima batteria che affronta in 46.06, piazzandosi quarto. Meglio di lui il britannico Bingham (45.49), il francese Djhone (45.79) e il polacco Kozlowski (45.97), con il quale l’azzurro si è giocato il terzo posto. “Era quasi un mese che non gareggiavo – racconta il poliziotto azzurro – e un po’ si è sentito. Tuttavia, sono soddisfatto anche alla luce del fatto che nel finale sono riuscito a controllare”.


 

Autore: Ufficio stampa Fidal

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