Cronaca — 20 settembre 2011

 L’Evinrude si è presa la rivincita. A un anno dall’edizione che, causa un violento nubifragio notturno, era stata ridotta nel percorso, la società muggesana ha messo in piedi una mezza maratona che non ha registrato alcun intoppo. Anche il meteo, che annunciava l’arrivo di scrosci temporaleschi, ha risparmiato i 400 atleti partecipanti (altrettanti hanno preso parte alla non competitiva), garantendo sole e cielo terso fino al traguardo di Capodistria. Ha vinto il marocchino Lahcen Mokraji che, avendo trionfato anche nell’edizione del 2010, non cercava alcun riscatto. Si è trattato di una gara molto tattica dove la temperatura superiore ai 30 gradi, unita all’alto tasso di umidità, non ha consentito particolari performance cronometriche. Al comando, già dai primi metri, si sono ritrovati in quattro. I marocchini Mokraji, Ahmed e Radouan e, attardato di qualche metro, il primo atleta italiano, quel Migidio Bourifa che, nonostante i 42 anni, si concede di essere ancora un faro all’interno del movimento tricolore della 42 km. «Da subito ho capito di non essere in giornata – ha commentato al termine della gara Bourifa – . Sentivo che le gambe non giravano. Ho lasciato andar via i primi e, stringendo i denti, ho chiuso al quarto posto». La pattuglia africana, infatti, ha allungato sul bergamasco già dopo il primo km, al termine del tratto corso nel centro storico muggesano. Il ritmo imposto di 3’/km, però, si è rivelato troppo impegnativo, costringendo i tre marocchini a togliere un po’ il piede dall’accelleratore. Al 6° km, quindi, si sono aperte le danze. In particolare Mokraji e Ahmed hanno iniziato a darsi cambi continui alla testa della corsa, per poter rifiatare. Radouan, invece, pur restando incollato ai due, ha deciso di mantenere un profilo più basso, rimanendo coperto. «Ho provato ad allungare al 7° km – spiega il vincitore – e nuovamente all’11° e al 16°. Questi strappi, però, non mi hanno consentito di accumulare alcun metro di vantaggio rispetto ai miei inseguitori. Ho capito che ce la saremmo giocata in volata». E così è stato. All’ultimo km è incominciata un’altra gara, che ha premiato chi è riuscito a conservare un po’ di benzina nel serbatoio. Sul lungomare di Capodistria sono state le lunghe leve di Mokraji a tagliare per primo il traguardo, in 1h06’38’. Alle sue spalle Hakim Radouan ha avuto la meglio, in 1h06’46’, di Nasef Ahmed, giunto terzo in 1h06’55’. Quarto, attardato di 3 minuti, Migidio Bourifa che, virtualmente, è riuscito a salire anche lui sul podio. La quinta posizione assoluta, infatti, è andata a Eliana Patelli. L’ex pallavolista è allenata dallo stesso Bourifa e, in 1h18’40’, ha vinto nettamente la gara femminile, anticipando Laura Giordano. La campionessa italiana di maratona del 2009 sta recuperando da un brutto infortunio muscolare, che l’ha portata alla Muggia-Capodistria non al meglio della forma. Il crono di 1h22’30’, quindi, non è indicativo della sua reale caratura. Terza, in 1h33’41’, la slovena SaÅ¡a Rot che ha anticipato la cussina Michela Facchin, quarta in 1h34’09’. Sul versante maschile, il primo triestino a tagliare il traguardo è stato Gianmarco Pitteri. L’atleta della Pool Sport è giunto settimo, in 1h18’59’. A precederlo di 19 secondi è stato Mirko Janjatovič, primo fra gli sloveni. LE INTERVISTE «Sono stanco ma molto soddisfatto».

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Peluso

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