Cronaca — 14 dicembre 2008

Con una prova straordinaria per classe e carattere, Andrea Lalli ha vinto questa mattina a Bruxelles il titolo europeo di corsa campestre nella categoria Under 23. Il molisano delle Fiamme Gialle ha demolito la resistenza di ogni avversario, involandosi da solo verso il traguardo già dopo due terzi di percorso. Per lui, arrivo a braccia alzate al Parc de Laeken, ai piedi dell’Atomium, a trascinare sul podio anche la squadra, argento alle spalle della Gran Bretagna. Decisive per questo ulteriore alloro le ottime prove dei gemelli Martin e Bernard Dematteis (rispettivamente nono e quindicesimo) e di Simone Gariboldi (diciassettesimo; fuori dal computo di squadra Antonio Garavello, cinquantaduesimo). Lo spauracchio al via era certamente il turco Selim Bayrak, finalista ai Giochi Olimpici di Pechino nei 10000 metri (undicesimo, primo europeo), uomo capace di 27:29.33 sulla distanza; dopo un primo tentativo del belga naturalizzato Atelaw Bekele, era proprio Bayrak, con Lalli, ad animare la corsa. La decisione in cima alla salita, nel cuore del penultimo giro, quando Lalli, all’ennesimo tentativo, riusciva ad aprire una falla nella resistenza del turco. Il buco diveninva presto una voragine, anticipando anche la rimonta del britannico Vernon per il secondo posto, mentre Lalli sembrava danzare (unico senza palesi difficoltà) sul fango del percorso. Infine, l’arrivo in solitaria, mimando una serie di colpi di pistola verso il pubblico. “Non so che dire – il commento di Lalli – è sembrato tutto anche più facile del previsto. Io stesso in gara non ho capito bene cosa stesse accadendo, ad un certo punto mi sono girato e ho visto che il turco non c’era più: è stato un attimo, ero come disorientato, poi ho capito e ho spinto a fondo”. Due anni fa, Lalli, nell’edizione di San Giorgio su Legnano degli Europei, aveva trionfato – primo italiano a vincere una prova individuale nella manifestazione europea – nella gara junior: “Ma quella volta fu molto più emozionante, oggi è stato davvero più semplice”


 


fonte: fidal.it

Autore: redazione

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