Atletica News slide — 26 luglio 2014

Arriva nel pomeriggio anche la quinta finalista della giornata per la spedizione azzurra: AyomideFolorunso (PB 58.47) centra il secondo posto che serve nell’ultima semifinale dei 400hs, alle spalle della leader stagionale Sharien Little. Il meglio della giornata in casa Italia arriva dalla sessione del mattino. Quattro azzurri conquistano la finale ai Mondiali juniores di Eugene: in apertura di giornata si scatena Gian Piero Ragonesi nelle qualificazioni del disco, quarto con 60.30 (seconda prestazione italiana di sempre dietro il record di Eduardo Albertazzi, 61.50). Poi Lorenzo Dallavalle centra la promozione diretta nel triplo all’ultimo salto (ottavo con 15.99/+2.4, miglior misura di sempre benché ventosa). Finale e primato italiano allievi sui 3000m siepi per Yohanes Chiappinelli: il senese di origini etiopiche sigla il quarto tempo delle batterie (8:46.82, quinto “under 20” di sempre oltre che MPN allievi). Infine Erika Furlani nell’alto: l’argento dell’alto allievi di Donetsk salta al terzo tentativo la quota richiesta di 1.85 (anche se le sarebbe bastata la misura inferiore): fuori per falli una sfortunatissima Eleonora Omoregie (15^), che era stata in “zona qualificazione” dopo aver saltato 1.82 alla terza prova. Promosso in semifinale negli 800m il bellunese Enrico Riccobon (terzo nella sua batteria con 1:49.96, 12° tempo del turno). Dietro il giapponese Daisuke Matsunaga in molti stabiliscono il proprio PB su pista: tra questi i due azzurri Gregorio Angelini (23° in 43:34.10) e Daniele Todisco (24° in 43:47.06).

Gli altri protagonisti di giornata. Detto della cavalcata solitaria del giapponese Daisuke Matsunaga, al record dei campionati nella marcia 10000m (39:27.19), il pomeriggio si apre con la finale del martello che presenta il qatariano Ashraf El Seify, primatista del mondo e campione uscente a Barcellona 2012. Il gigante del Golfo  mette a segno una serie tutta oltre gli 80 metri (top stagionale a 84.71, anche se inferiore al suo record mondiale di 85.57). Non c’è filotto per la turca Emel Dereli nel peso: dopo aver vinto nel 2013 i Mondiali allieve e gli Europei juniores (18.04 che qui sarebbe bastato), qui deve accontentarsi del bronzo nella finale dominata dalla cinese Guo Tiangian (17.71). Poi si passa in pista: al termine dei 400hs maschili, più che il neo-campione giamaicano Jaheel Hyde (49.29), festeggia il ragazzo del Bahrein Ali Khamis, autentico personaggio di questa rassegna, argento grazie al terzo primato nazionale in tre giorni (49.55). Perché la “fidanzatina d’America” KaylinWhitney vinca finalmente un titolo – quello dei 200m (22.82 ventoso, +2.4) – ci vuole un trattamento di riguardo e la “grazia” speciale dopo un’evidente falsa partenza: sul podio anche l’oro di Donetsk, IreneEkelund (ancora allieva, 22.97) e un’atleta tra le più discusse di questi Campionati, l’ecuadoriana Angela Tenorio. Poi la tribuna impazzisce per la volata di Trentavis Friday nella prova maschile, anche perché ne esce un 20.04 migliore del record dei Campionati detenuto dal nostro Andrew Howe(20.28 a Grosseto 2004): ci sarebbe troppo vento (+2.3), ma tradizionalmente non se ne dovrebbe tener conto per quanto riguarda i CR. E il record mondiale di Usain Bolt è a 19.93. Giro di pista donne: non c’è suspence, tale è la superiorità della sesta junior di sempre Kendall Baisden (basta un 51.87 per l’americana, che vanta 50.46). I primi quattro dell’alto migliorano o eguagliano i loro PB di partenza e si giocano l’oro a 2.26, lasciando fuori dal podio l’argento di Barcellona, il tedesco FalkWendrich: per il computo degli errori vince il russo Mikhail Akimenko (un solo errore a 2.24), ma il quarto è il giamaicano Christoff Bryan che ha sfiorato il successo col secondo tentativo a 2.26 con l’asticella che cade dopo qualche attimo di incertezza. La brasiliana Izabela da Silva si migliora di oltre due metri, tra qualificazione e finale del disco e il suo oro è più che meritato (primato mondiale stagionale a 58.03): ma all’ultimo turno la tedesca Claudine Vita paga col nullo di pedana un lancio lunghissimo e resta quinta mentre la cinese Liang Yan manca per nove centimetri il podio (56.27 contro 56.36 del bronzo per l’indiana Navjeet Dhillon). Si chiude con i 5000 metri: l’ugandese JoshuaCheptegei prova ad emulare i grandi che hanno fatto doppietta 5000/1000 (dopo Peter Chumba nella prima edizione di Atene, solo due grandissimi come Haile Gebrselassie a Seul 1992 e Daniel Komena Lisbona ’94 ci sono riusciti). Kenyani ed etiopi, ovviamente, non sono d’accordo: uno-due Etiopia e vince Yomif Kejelcha (13:25.19: l’ugandese resta senza medaglia, quarto).

ufficio stampa fidal

 

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