Atletica News slide — 18 ottobre 2012

Le idee sulle quali costruire un programma, che ho iniziato a pubblicare su Facebook, avevano e hanno l’obiettivo di riunire le forze migliori intorno a un progetto comune vero, concreto, realizzabile. Un progetto in grado di far uscire la nostra amata Atletica dalle difficoltà interne ed esterne che ci impediscono di tornare e rimanere al livello che meritiamo per le nostre competenze e disponibilità finanziarie, provengano esse dal nostro mondo, da sponsor o dal Coni.
Ho intensificato i miei contatti diretti e indiretti. Ho raccolto attestati di stima e d’incoraggiamento da parte di personaggi che all’interno dell’Atletica hanno lasciato segni molto positivi. Così come da parte di personaggi che pascolano nel sottobosco del potere federale, i quali mi hanno incoraggiato a continuare, ma, non volendosi o potendosi esporre, mi hanno promesso il loro voto nel segreto dell’urna, a scapito magari di chi li avrebbe delegati per votare altri. Pochissimi disposti a battersi a viso aperto in dibattiti pubblici e assemblee.
Come temevo sin dall’inizio, non casualmente i meccanismi elettorali previsti dal nostro Statuto consentono alle oligarchie che oggi si scontrano in una lotta fratricida di controllare i voti e di bloccare nella Federazione ogni reale forma di democrazia, impedendo qualsiasi forma di reale rinnovamento.
Il vostro meraviglioso entusiasmo e il numero senza precedenti di appassionati che testimoniano qui ogni giorno il loro amore per l’Atletica, sono asfissiati da regole sapientemente congegnate perché non possano tradursi in voti.
La base sana del nostro movimento, quella che pensa, che lavora, che paga, non ha di fatto diritto di voto.
Alla fine mi sono trovato di fronte a un bivio: entrare nel gioco senza scrupoli, usando il famoso pelo sullo stomaco, sfruttando cavilli statutari e regolamentari, tradimenti di mandato e quanto di altro è in uso nelle assemblee elettive, oppure per il bene dell’Atletica farmi da parte per non peggiorare il già eccessivo clima di odio e lotta senza quartiere.
La mia candidatura non voleva essere una terza via simile ma alternativa alle altre, non un terzo pugilatore che sale sul ring a menare, ma l’offerta di tentare, mettendoci la faccia, la pacificazione delle fazioni sotto un unico tetto, per lavorare tutti assieme.
Non è stato possibile. L’odio tra i due candidati attuali è tale e tanto che non sarà possibile chiamare ai posti di responsabilità i più capaci, i più idonei, quelli con il curriculum migliore. Ognuno degli schieramenti, pur dichiarando il contrario, nella sua attuale caccia ai voti, sceglierà o ha già scelto per la sua squadra di governo solo i personaggi utili elettoralmente o che questa utilità millantano.
L’Atletica dei prossimi quattro anni sarà quindi, comunque vada, un mondo diviso, rissoso e rancoroso, a scapito di chi ama veramente la nostra disciplina, a scapito di chi profonde nel sistema competenza, tempo, entusiasmo, denaro di tasca propria.
I famosi scemi che tutti i giorni mandano sul serio avanti la baracca.
Si è scelta la strada della guerra senza quartiere, della reciproca delegittimazione. Ma nessuno s’illuda. Pur dissociandomi, pur rinunciando a rendere la contesa ancora più feroce, non rimango passivamente a casa.
Preso atto che non mi sarà possibile aiutare l’Atletica da Presidente, non sciogliamo il nostro sodalizio
Non lascerò morire il programma steso assieme a quanti mi stanno generosamente vicino. Completerò in ogni caso la sua stesura passando ai dettagli operativi e farò di tutto, da dirigente, da tecnico, da cittadino dell’Atletica, per affermare forte e chiaro, con voi, qui, quanto va fatto per risollevarla.
Non combatterò la nostra battaglia con sterile spirito da bastian contrario, non boicotterò il futuro governo, chiunque sia eletto. Lo incalzerò con critiche, proposte, costante vigilanza. Sarò una spina nel fianco per denunciare e scongiurare derive pericolose.
Un’opposizione costruttiva che non si limiterà a lagnose lagnanze su ciò che non si farà o sarà fatto male, che proporrà in continuazione i necessari correttivi, concretamente, con azioni e iniziative realistiche, utili e, soprattutto, possibili.
Continueremo a fare rete, in modo che nessuno debba più sentirsi solo di fronte allo schiacciasassi federale quando subisce un’ingiustizia. Ricorderemo al presidente le promesse fatte in campagna elettorale perché siano mantenute. Pretenderemo la trasparenza in ogni atto che annuncerà e delibererà, faremo sentire la nostra voce e la nostra forza per applaudire le scelte giuste e bocciare e castigare quelle sbagliate
Insieme siamo più forti.
Siamo l’Atletica di tutti i giorni, presente sui campi, nelle palestre, sulle strade, sugli argini dei fiumi, nei parchi, nelle pinete e daremo voce a tutti quanti, atleti, tecnici e dirigenti, avranno motivo di lagnanza. Il popolo dell’Atletica, quello che i cosiddetti rappresentanti ufficiali del Territorio, i manovratori di voti, si apprestano a tradire ancora una volta.
Non consentiremo a nessuno di zittirci.
Al futuro Presidente chiediamo oggi, in tempi non sospetti, il massimo della trasparenza, prima e dopo ogni singolo atto. Chiediamo attenzione nel valutare e discutere la ricaduta di ogni decisione sull’Atletica reale, non solo su quella virtuale delle pochissime società, che, con finanziamenti importanti, pensano spesso solo al loro tornaconto, senza il minimo rispetto e considerazione della maggioranza delle altre società, quelle da dieci voti, troppo sovente considerate fastidiosa zavorra, che sono invece la struttura portante dell’attività sul Territorio.
Abbiamo il nostro programma, la lista delle cose da fare, c’impegneremo affinché si realizzi, anche se faranno di tutto per tenerci ai margini. Ci proveranno in tutti i modi, ma non ci riusciranno. Siamo in tanti, questa nostra Atletica della rete ha creato una comunità senza precedenti, ha innescato un processo di democrazia diretta dal quale, con buona pace di chi oggi controlla i voti, non si torna indietro.
Una comunità che vigilerà, proporrà, denuncerà, costruirà. E se qualcuno, ogni tanto, un po’ stanco e deluso rallenterà il passo, migliaia di altri arriveranno, apportando energie fresche per proseguire nell’impegno.
L’errore da non fare sarà quello di sottovalutarci.

Fonte. dal profilo facebook di Eddy Ottoz

Share

About Author

Peluso

  • Grande discorso Eddy, da uomo vero, spero che l’atletica capisca ciò che esprimi. La base delle società, quelle da “dieci voti” avrebbe bisogno di un Uomo cosi rappresentativo. “Ignoti nulla cupido” – di ciò che non si conosce non c’è desiderio

  • silvio scotto pagliarara

    AZZZ !!! AMICO MIO ! CHE CONCLUSIONE POETICA !
    AD MAIORA
    SILVIO

  • silvio scotto pagliarara

    mi sembra di leggere …Un rapporto completo della situazione attuale , che cè nel comitato regionale campano !!
    Ormai piu’ nera della mezzanotte , cosa potrà succedere ancora !!!

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>