Cronaca — 22 ottobre 2007

Battesimo invernale per la prima edizione dell’Ecomaratona del Chianti, che in Toscana ha visto la partecipazione di ben 400 atleti; 42 chilometri con un dislivello di 1500 metri, tra gli stupendi paesaggi del Chianti, ma soprattutto tra le crete senesi, i caratteristici scorci deserti delle colline verso Arezzo. Tempo davvero inclemente con temperatura rigida ed un fortissimo vento da nord-est che ha creato molti problemi a tutti i partecipanti, ma soleggiato.
La gara femminile è stata vinta da una Monica Casiraghi (Fila Equipe) decisa e determinata, che ha saputo sempre tenere la testa della corsa in rosa. Tra gli uomini si è imposto Fabio Bernardi (Atletica Vittorio Veneto).
Quartier generale della manifestazione (organizzata dalla polisportiva La Bulletta, in collaborazione con le associazioni di volontariato del comprensorio) è stato il comune di Castelnuovo Berardenga, dove erano posti partenza ed arrivo della gara.
Molti i chilometri su sterrato con salite e discese in continuazione. Al decimo km. la prima asperità con il Cippo di Monteaperti, località che ritroviamo nella Divina Commedia, famosa per una cruenta battaglia tra senesi e fiorentini. Prima della dura salita verso la fortezza Sestaccia, dove è stato toccato il punto più alto del tracciato (Campi), i corridori hanno ammirato l’altra notevole costruzione storica di Montegiachi, l’imponente maniero. Tanti i poderi attraversati prima e dopo la lunga discesa verso S.Gusmè, con stradine alberate da cipressi e sfondi di notevole interesse naturalistico.
L’organizzazione non ha fatto mancare nulla ai partecipanti, a cominciare dall’accoglienza nei numerosi agriturismi della zona ed al pasta party serale, corposo e di ottima qualità. Buone anche le premiazioni. Tra i partecipanti del nord e centro, il sud è stato rappresentato da una nutrita comitiva di campani con in testa i salernitani (Isaura, Idea Aurora, Podisti Cava) e poi i casertani (Festina Lente). Una particolare menzione alla prova offerta dai coniugi Tramontano-Alfano (Marco e Maria), ormai esperti (ed appassionati) ultramaratoneti della formazione di Cava dè Tirreni.

Autore: Giovanni Mauriello

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