Curiosita — 31 dicembre 2007

Piccola premessa.


In Campania ci sono state gare podistiche di rilievo nazionale e regionale, organizzate da parte di responsabili di società con una certa faciloneria, senza rispettare, in modo adeguato, il regolamento Fidal e le sue norme che disciplinano le gare su strada, sollevando feroci critiche da parte dei podisti.


Le critiche hanno riguardato principalmente i seguenti aspetti: mancanza o insufficienza d’acqua ai ristori, chilometriche segnalate male (dove troppo lunga, dove troppo corta), percorsi non protetti dalle auto, classifiche stilate male, assenza di bagni chimici, ecc.


E’ chiaro che questo modo di fare nell’organizzare una gara, impoverisce la stessa sia dei contenuti tecnici sia dei canoni di sicurezza, creando notevoli malcontenti nei partecipanti che, per esservi presenti, spesso sopportano sacrifici economici, a volte morali (dissapori nella propria famiglia). A tutto ciò fa riscontro lo stridente silenzio della Fidal, che deroga, in modo palese, dalla sua funzione di controllo.


Da qui il dubbio, nato nel mio interlocutore telefonico, se fosse meglio avere organizzatori specialistici (da lui interpretato come mio modo di pensare scientifico) o organizzatori moralistici (interpretato, sempre dallo stesso, come suo modo di pensare umanistico).


Chiarisco il mio pensiero in proposito:


1)      Gli organizzatori di gare devono essere adeguatamente preparati sulle norme federali, devono avere adeguata comunicazione con gli organismi locali e, soprattutto, devono avere un rapporto di comunicazione con la popolazione dei luoghi dove andrà a svolgersi la gara, per renderli partecipativi.


2)      Organizzare una gara non deve rappresentare per gli organizzatori o parte di loro, un business, ma i vantaggi economici, derivanti dalla sua organizzazione, devono essere impiegati per attivare quegli strumenti necessari per dare sicurezza e qualità tecnica a tutti i partecipanti alle gare (dal primo arrivato all’ultimo arrivato).


3)      Ogni gara organizzata deve essere motivo di nascita di un’atmosfera festosa che allieta non solo i podisti, ma la cittadinanza del luogo.


 


In conclusione, a mio modo di vedere, un organizzatore di gare podistiche, adeguatamente preparato e competente, non può sottrarsi ad essere anche un organizzatore moralmente adeguato, per due semplici motivi: a) perché questa virtù è intrinseca nel suo animo e appartiene al suo personale bagaglio morale, b) perché è costretto a comportarsi moralmente corretto per i controlli degli organismi preposti (dai sindaci della sua società, dal consiglio direttivo della società organizzatrice, dagli atleti della società attraverso il bilancio societario).


Credo, per continuare l’analisi, che un organizzatore che abbia un’ottima morale, ma solo quella, sia in grado di organizzare solo gare disastrose.

Autore: Francesco Diana

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