TuttoCampania — 25 gennaio 2009

Clicca per l'immagine full sizeA Torre Gaia non ha nevicato, ma sul fango si pattinava una bellezza. Difficoltà a stare in equilibrio, scivoloni e piedi inzuppati ed impastati fin oltre le caviglie. La campestre, oggi, ha mostrato il suo vero volto. Un’immagine che spesso appare in altre regioni e che sicuramente mancava dalla Campania da un paio di decenni. A pochi chilometri da Napoli sembrava di correre il Campaccio.


La campagna e l’ambiente rurale con i vigneti che cingono Dugenta ci hanno accompagnato per un’intera giornata, facendo una gran bella figura; ma va anzitutto elogiato il lavoro svolto dagli organizzatori, che si sono mossi da veri strateghi su un terreno insidiosissimo. Lo staff dell’Atletica Dugenta, con il presidente D’Abbruzzo, hanno saputo scegliere un percorso ed un allestimento del tracciato ad ampio respiro e per tutte le età ed il risultato si è visto: una signora campestre.


Cinquecento atleti non sono poca cosa per un cross (seppure divisi in varie categorie), specie quando troviamo tanti ragazzi delle scuole con canotta e scarpette, con genitori, allenatori ed accompagnatori. La gara di quest’oggi, in un angolo del territorio beneventano ricco di storia e tradizioni, farà parlare molto di sé. Chi mastica campestri ha avuto pane per i suoi denti e le difficoltà anche per i più bravi si sono viste. Il terreno di gara, dopo giorni e giorni di pioggia, è apparso un acquitrinio fangoso e melmoso; i piedi sembravano impastare la creta e solo per alcune centinaia di metri una sottile striscia d’erba o un leggero sterrato  permettevano una corsa più libera. Senza le chiodate è stato difficilissimo portare a termine la gara, in verticale ed anche chi calzava le scarpette tecniche, al traguardo è giunto con qualche pezzo in meno proprio nelle scarpette. Ma l’agonismo, l’allegria ed il divertimento per tanti non sono mancati; gioiosi i bambini all’arrivo, con le mamme che si mettevano le mani nei capelli, per come erano ridotti.


Clicca per l'immagine full sizeDall’alto della stretta via che conduce alla fattoria Torre Gaia, il pubblico ha potuto assistere alle fasi delle varie batterie, incitando gli atleti di turno ed in questo la location è apparsa indovinata. Ottimi i servizi, con bagni chimici, spogliatoi e la fontanina per un prima ripulitura (ma tanti si sono calati con i piedi nei canali d’irrigazione che circondano la tenuta).


Tutte le fasi sono state raccontate da Gennaro Varrella, speaker d’eccezione di questa riuscita edizione. Per chi ha avuto la possibilità di fermarsi per il pranzo, il ristorante Donna Giulia ha completato la festa sportiva, con i piatti della Tenuta che fu dei Gambacorta. E’ il Sannio della dinastia dei Frasso che si fa strada in questi 113 ettari di vigneti, che hanno nella ricca Bottaia il punto di forza di un’economia vinicola tra le prime in Italia.

Autore: Giovanni Mauriello

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Peluso

  • Marco Ferriero Montemiletto Team Runners

    tutto davvero molto bello !!!

  • gennaro v. int.security service-nola

    grazie Giovanni,belle parole.

  • SALVATORE ALBRIZIO NAPOLI NORD MARATHON.

    GIOVANN SEI ECCEZIONALE SIA COME UOMO CHE’ COME GIORNALISTA,LEALE E MOLTO ALTRUISTA.

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