Medicina — 26 novembre 2007

E’ già arrivato in Europa ma non in Italia, dove è atteso per gli inizi di dicembre. Il virus ‘Solomon’ chiamato dal nome delle isole del Pacifico dove è stato isolato per la prima volta
Gli esperti si aspettano che ‘Solomon’ sia simile a ‘Wisconsin’, il virus del 2007, e proprio per questo ritengono che i sintomi saranno più o meno gli stessi e l’intensità dell’epidemia sarà simile a quella dello scorso anno. Ma vediamo nei dettagli attraverso una giusta informazione come difenderci da questo fastidioso virus, che quando arriverà  costringerà a letto tra i 3,5 e i 5 milioni di persone.


 Che cos’è l’influenza?


L’influenza è una malattia provocata da virus (virus influenzali) che infettano le vie aeree (naso, gola, polmoni). Spesso vengono impropriamente etichettate come ‘influenza’ diverse affezioni delle prime vie respiratorie, sia di natura batterica che virale, che possono presentarsi con sintomi molto simili. Nello stesso periodo dell’anno in cui la circolazione dei virus influenzali è massima (in Italia solitamente da dicembre a marzo) possono contemporaneamente circolare molti altri virus che provocano affezioni del tutto indistinguibili, dal punto di vista clinico, dall’influenza (Adenovirus, Rhinovirus, virus sinciziale respiratorio etc.) Per essere sicuri che si tratti veramente di influenza e non di un’altra affezione, dovrebbero essere eseguiti test di laboratorio, che permettano di identificare il virus o il batterio responsabile. A livello pratico, però, tanto gli esami sierologici che quelli virologici non vengono quasi mai eseguiti, in quanto il loro contributo, ai fini del trattamento, è scarso.


Quali sono i sintomi dell’influenza


I sintomi dell’influenza sono comuni a molte altre malattie: febbre, mal di testa, malessere generale, tosse, raffreddore, dolori muscolari ed articolari. Soprattutto nei bambini si possono manifestare anche sintomi a carico dell’apparato gastro-intestinale (nausea, vomito, diarrea).


Come si trasmette


Per via aerea, attraverso le goccioline di saliva emesse con la tosse, lo starnuto o anche semplicemente parlando. Il periodo di contagiosità comincia un po’ prima che si manifestino i primi sintomi e si prolunga per 5-7 giorni; solitamente il periodo di contagiosità è un po’ più lungo nei bambini che negli adulti. Il periodo di incubazione dell’influenza è molto breve, da 1 a 4 giorni (in media 2). Il virus dell’influenza, che resiste molto bene nell’ambiente esterno in situazioni di bassa temperatura ed umidità, si diffonde facilmente negli ambienti affollati.


Come si cura l’influenza?


Nei confronti dell’influenza può essere messa in atto una terapia sintomatica, con farmaci quali antipiretici (che abbassano la febbre), analgesici (che agiscono sul senso di malessere, sulla cefalea e sui dolori articolari e muscolari) ed antinfiammatori. Il trattamento sintomatico è sufficiente nella maggior parte dei casi di influenza non complicata; in presenza di complicazioni (polmonari o di altro tipo) va naturalmente prescritta e somministrata una terapia specifica sotto controllo medico.


 Quando si debbono usare gli antibiotici?


Gli antibiotici sono attivi solo contro le infezioni batteriche e perciò, nell’influenza, patologia di origine virale, non hanno alcun effetto. Costituiscono comunque un presidio molto importante in caso di complicanze batteriche, che possono verificarsi nel corso della malattia, soprattutto in soggetti predisposti a causa di fattori di rischio o di malattie concomitanti; l’indicazione al loro uso va riservata al medico.


Come ci si può proteggere dall’influenza?


La vaccinazione antinfluenzale rappresenta il mezzo più efficace e sicuro per prevenire la malattia e le sue complicanze. I vaccini antinfluenzali, la cui composizione può variare di anno in anno, a seconda delle caratteristiche dei ceppi di virus influenzali circolanti, hanno un’efficacia, negli adulti sani, variabile dal 70 al 90%, e riducono la mortalità legata all’influenza del 70-80% (Fonte:OMS) in quanto, anche se non sempre riescono a prevenire l’infezione, agiscono riducendo in modo sostanziale la frequenza delle sue complicazioni


Per chi è utile la vaccinazione antinfluenzale?


 La vaccinazione antinfluenzale in sé è un intervento di profilassi che può essere utile per tutti coloro che desiderino evitare l’infezione e contribuire a ridurre la circolazione dei virus influenzali.


Quando vaccinarsi?


Si consiglia di praticare la vaccinazione tra metà ottobre e metà novembre, ricordando che occorrono almeno due settimane per una risposta anticorpale adeguata. Vaccinarsi prima ha poco senso, perché la copertura immunitaria fornita dal vaccino potrebbe diminuire proprio nel periodo di massima attività dei virus influenzali, che in Italia va solitamente dalla fine di dicembre ai primi giorni di marzo. La vaccinazione, rimane comunque un efficace mezzo protettivo anche se viene effettuata in periodi successivi, e può trovare indicazioni, ad esempio, in persone che effettuino viaggi all’estero in zone in cui l’attività influenzale segue ritmi diversi dai nostri.


Quali sono gli effetti collaterali della vaccinazione?


 La vaccinazione comporta raramente effetti indesiderati, peraltro di scarsa entità, che vanno dal gonfiore-arrossamento nella sede dell’iniezione, al malessere generale, alla febbricola o dolori muscolari di breve durata e intensità.


 


(Fonte influenza.it)

Autore: Podistidoc

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