Cronaca — 10 maggio 2010

 La spedizione degli atleti della Stracagnano candidati alla 100 km del Passatore macina km  nelle maratone del riso e Colle- marathon.
Partito da Cagnano con il nostro Reverendo Don Luca  Santoro seriamente intenzionato a scrivere il suo nome nella lista dei supermaratoneti d’Italia. Aspettiamo  Aldo Gallo ( Piscione per gli amici) alla stazione di Campomarino proveniente da Montecalvo Irpino.  Immagino la sua levataccia per trovarsi puntuale all’appuntamento delle 7,30.  Sarà nostro compagno di viaggio e di avventura. Massimo ha dato forfè per via delle precarie condizioni di salute del papà. Ci raggiungerà a Fano la domenica mattino per la Colle-marathon assieme a Michele Spagnulo.
Il Viaggio verso Vercelli è tranquillo, il traffico autostradale è scorrevole, pensavo peggio in previsione delle due festività, evidentemente siamo ancora in piena crisi economica.
La nostra prima tappa è Pavia, ospiti a casa di un nostro amico e mio compare che ci condurrà dopo pranzato sotto richiesta di Don Luca a visitare la famosa Certosa. Francamente  io avrei preferito riposare, ma, quando davanti ai miei occhi si presenta una così rara bellezza devo ringraziare chi ha insistito perché andassi, rare volte o goduto di tanta bellezza. Qui si ha la visuale di qual’era  a suo tempo la potenza della famiglia degli Sforza .
La cena a base di pesce al forno e patate è bene in linea con quella che dovrebbe essere la dieta di un maratoneta, puramente casuale in questo caso ma gradita. La notte passa  con concerto a suon di tromba offerto in esclusiva da Piscione, ormai anche a questo sono abituato conoscendo una infinità di trombettieri, a detto di qualcuno anche io la suono discretamente.
Levataccia mattutina per  recarci in tempo a Vercelli per il ritiro dei pettorali e preparazione di rito prima della partenza. Quello che temevo si è avverato, nonostante autista attento e navigatore anche!!  Ci siamo persi sulle strade padane. Dopo qualche giro non previsto attraversando parecchi paesi , uno  ultimamente agli onori della  cronaca ,Garlasco , arrivammo comunque a Vercelli presentandoci al ritiro dei pettorali allestito in un vecchio monastero con un buon margine di anticipo. Non è mancato di leggere sul viso di amici maratoneti  quasi di casa lo stupore di vederci a Vercelli  baipassando  Colle-marathon molto più vicino a noi. E’ d’obbligo spiegare  che comunque l’indomani avremmo corso la Colle ma ci serviva un po’ di riscaldamento che avremmo fatto a Vercelli. Vercelli come Messina, per me e anche per chi mi accompagna è la prima volta, avevo  desiderato di correrla, ma le concomitanze me lo avevano sempre impedito.
Sul petto il pettorale e sulle spalle saldamente incollata la foto del compianto Peppino Di Luzio scomparso recentemente. E’ mia intenzione è incominciare da questa gara ad onorare la sua figura terminando con la Maratona del Gargano quest’anno a lui dedicata. Voglio immaginare di averlo al mio fianco e farlo correre con me.
Alla partenza parecchi volti conosciuti che si incontrano in quasi tutte le maratone e ultra, molti li incontrerò l’indomani alla Colle-marathon  tutti stakanovisti delle lunghe distanze,  tra essi: Vito Piero Ancora, Roberto Trinelli, Marina Mocellin, Francesco Capecci, Ser Marathon al cecolo Fausto della Piana e altri con cui mi scuso del non menziona mento.
Sparo in orario, dalle retrovie partiamo molto piano anche in previsione di lasciare un po’ di forze per l’indomani ma è molto difficile frenare quando le gambe vogliono andare e quelle del ‘ Don’ fremano  e non ci stanno di restare nelle retrovie e in men che non si dica lo fanno sparire dalla mia vista. La mia invece è una gara tranquilla, mi godo le immense distese delle risaie Vercellesi, non manco di pavoneggiarmi nell’allacciare discorso con un giovanotto alle prese con la sua prima maratona dispensando consigli a destra e manca . Mi preoccupa un po’ il silenzio della mia schiena, o sta covando sotto la cenere oppure le coccole che li sta facendo Matteo sono di suo gradimento, stò correndo con insperata scioltezza. La gara  è molto bella , i ristori ben forniti , il percorso totalmente piatto il che crea in me qualche disagio abituato ad altimetrie ben diverse , gioisco alla vista di qualche ma raro cavalcavia.  Spendo l’energie risparmiate  nell’ultima parte della gara buttandomi all’arrembaggio presentandomi all’arrivo in volata guadagnandomi uno scrosciante applauso dal pubblico presente. Appena sopra le quattro ore il tempo impiegato ( mi era sembrato di leggere nel tabellone 4,01 smentito poi dal tempo ufficiale pubblicato con un 4,11, sarà stata o la stanchezza o la euforia dell’incitamento del pubblico) non è il  crono  che mi lascia perplesso ma il fatto che appena tagliato il traguardo con le braccia in alto, istintivamente abbasso la testa aspettando che qualche bella ragazza mi infili la tanta sudata medaglia, la medaglia ..!!! dov’è la medaglia , aimè non c’è la medaglia. Magra consolazione avendola trovata poi nel pacco gara, non vale, non ha senso, la medaglia va infilata all’arrivo, è un toccasana per tutta la fatica.
Don Luca ha vinto la sua sfida con se stesso fissando il suo  momentaneo personale sulla lunga distanza  fermando il cronometro a 3,48, è contento ma anche preoccupato pensando all’indomani,lo tranquillizzo con la tipica battuta ‘ domani è un altro giorno’.
La maratona , in complesso  molto bella, mi è piaciuta, la medaglia.. no !!. Un 30 e lode  per il pasta party con addirittura scelta del menù, dal riso e fagioli alla pasta col  sugo o in bianco, dalla cotoletta alla fettina con contorno di patate o insalata. Un’altra pecca per essere pignoli, i bagni troppo poco igienici.
In linea con la tabella di marcia, poco prima delle 16,00 siamo in viaggio verso Fano, a farci compagnia si è aggiunto il Super Super  Vito Piero Ancora con più di 500 maratone ben salde nel suo carnet.
L’arrivo al centro maratona di Fano è tutt’altra musica, non me ne vogliono i polentoni, ma qui si respira aria di casa nostra, il susseguirsi di incontri con abituali amici riscalda il cuore. Il già affollato pasta party ci suggerisce di non perdere tempo e subito dopo il ritiro dei pettorali in fila alla mensa  dove c’è già il nostro Veterinario e famiglia per consumare il piatto di pasta e il panino offertoci dall’organizzazione assieme al vino a volontà è gradita sorpresa quest’anno  il concerto nella mensa, un gruppo che interpretava   in modo impeccabile De Andrè. ( Veramente bravi)
Il ritardo dei pullman al mattino che ci devono traghettare a Barchi preoccupa un po’ tutti i maratoneti , io ne approfitto per distribuire i volantini della Maratona del Gargano con su la foto  del compianto Peppino spiegando che quest’anno la Maratona del Gargano la dedichiamo a lui e che la stessa  ritorna nel suo percorso tradizionale: Cagnano Sannicandro e ritorno.
Una organizzazione perfetta come quella della Colle-marathon non poteva sgarrare già dal primo mattino, i pullman arrivano con un leggero cambio di programma ma  ci sbarcano a Barchi con margine di tempo sufficiente per il rito della preparazione pre partenza  .
Sulla mia schiena e sul petto appunto di nuovo la foto di Peppino, qui mi dico, ha ancora più senso visto che faceva parte della stessa squadra che organizza l’evento. Non nascondo la delusione  quando non ho visto nessuno accenno di commemorazione da parte degli organizzatori all’amico, mi sarei aspettato che si fosse rispettato almeno un minuto di silenzio in memoria. La cosa mi sorprende facendomi assopire nei miei pensieri da non accorgermi della partenza trasportato dall’onda per diversi km prima che Piscione sopraggiunto alle  mie spalle con il suo urlo non mi fa tornare alla realtà. ( la vita è niente, e si fa fatica a ricordare un amico ormai morto).
Il percorso della Colle-marathon è tanto bello quanto duro, durezza compensata da tanti posti caratteristici, attraversa tanti Comuni tutti animati ed impegnati perché la manifestazione finisca nei migliori dei modi, qui sicuramente non esiste il campanilismo che c’è dalle nostre parti mutilando le nostre manifestazioni che potrebbero essere altrettante belle ed interessanti.
Me la prendo con molta calma, raccolgo gli applausi di molti in segno di approvazione del mio gesto. Don Luca è molto più avanti infatti al primo giro di boa lo incrocio calcolando che ha già qualche km di vantaggio. La schiena mi permette di aumentare l’andatura .nell’ultima parte della gara, raggiungo è lascio alle mie spalle prima Michele Spagnulo, poi Massimo Faleo ,  poi aggancio e oltrepasso  il treno delle  4 ore e trenta . All’ingresso di Fano una gradita sorpresa, sento urlare il mio nome in un incitamento alquanto famigliare, riconosco dei miei compaesani trapiantati a Fano per lavoro, la cosa mi carica e aumento l’andatura dopo aver risposto all’incitamento con la mano con un cenno di saluto .
Quando mi presento sotto l’arco all’arrivo, il cronometro segna 4,27,( mi compiaccio, ma avrei potuto fare meglio), lo speaker annuncia il mio nome, ma nessuno accenno all’amico stampato sul mio petto e sulla mia schiena. Il classico medaglione infilatomi al collo dalla bella ragazza mi riporta a Vercelli dove la mia testa si abbassò a vuoto.
Recandomi a ritirare il pacco gara, passo davanti al tendone della mensa , al di fuori  Ã¨ ancora attaccato il manifesto della Maratona del Gargano con l’immagine di Peppino messo li la sera prima ,( apprendo dopo che qualcuno ha storto il naso e commentando come cosa fuori luogo usare l’immagine di una persona che non c’è più per promuovere una manifestazione. In merito a ciò alcune riflessioni: Al mondo ci sono molti tipi di uomini e di amici chi importanti e chi un pochino di più, dedicare a Peppino la maratona dove lui ha voluto festeggiare il suo ultimo compleanno è il modo di dimostrare questo di più).
Nelle docce trovo Don Luca  già fresco di sciampo doccia, nella fretta di lasciare il posto ad altri ha dimenticato di prendere lesue  scarpe,( avviso  chi li avesse prese; Stia molto attento, sono scarpe da prete e possono giocare brutti scherzi)
Salutiamo il super Annibale ( questa volta un po’ meno super..!!) strappandogli la promessa di essere presente alla Maratona del Gargano il 19 giugno a Cagnano Varano.
Un po’ acciaccati l’allegra brigata si ricongiunge per il viaggio di ritorno, con noi anche Massimo  Faleo e Michele Spagnulo quest’ultimo unico Garganico riuscito a portare a termine la 200 km dei 9 colli.
Apprendo durante il viaggio che la Stracagnano si è ben distinta anche nella  gara di Mattinata vincendo la sezione femminile con la superba  Marianna Sollazzo ed il titolo di società e  piazzando i suoi atleti nei primi posti di categoria.  Saluto con entusiasmo il ritorno  di Raffaele Rinaldi che rientrato da un periodo di stop, è subito vincitore della sua categoria. Complimenti a tutti.
La preparazione per la lunghissima distanza, continua l’8 maggio a Banzi per alcuni, per me ,il Don e  il Veterinario , prossimo appuntamento il 16 maggio al Piceno.


Buona preparazione e buona corsa a tutti.

Autore: Pasquale Giuliani

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