Medicina — 24 marzo 2009


L’inquietante quesito si ripresenta alla luce del nuovo grave episodio del povero atleta parmense morto alla maratona di Roma.


Ebbene aldilà del enorme dispiacere come uomo e come atleta la mia professione mi impone una riflessione,e se è possibile dare un contributo scientifico,su questo drammatico episodio.La storia insegna con Filippine,l’araldo ateniese che all’arrivo della’ prima Maratona’ nel 490 A.C. ad Atene stramazzò per un probabile arresto cardiaco.Dopo di lui si sono verificati centinaia di altri casi,molti mortali.Alla luce di tali osservazioni è lecito domandarsi se la corsa forzata.. deve essere considerata innocua oppure dannosa per il cuore.Oggi sappiamo che in base a semplici esami come l’elettrocardiogramma,l’ecocardiogramma e gli esami di laboratorio dopo stress si è in grado di verificare se il cuore in quelle circostanze  subisce qualche danno,anche di piccola entità come la semplice perdita di enzimi dalle cellule cardiache traumatizzate per lo sforzo.Infatti,dopo alcuni studi, i ricercatori del Massachusetts General Hospital


(da *Circulation 11/06) verificarono cosa succedeva su 60 corridori dilettanti dopo le maratone di Boston del 2004 e 2005.Oltre il 60% mostrarono alla fine della corsa un lieve aumento degli enzimi cardiaci ( e questo dato potrebbe essere poco o niente importante,secondo il mio parere,per la scarsa significatività degli enzimi dopo stress che sono si cardiaci ma sono anche muscolari !!),ma dato ben piu’importante fu che il 40% dei corridori mostrava sia il tasso enzimatico esageratamente alto ma accanto a questo mostrava anche alterazioni dell’ecocardiogramma atipiche con riduzione od alterazioni della cinesi segmentaria del cuore ( microinfarti ??).Ora aldilà del terrorismo sportivo di questi colleghi ricercatori che tralatro non mi risulta abbiano dato seguito a queste ricerche c’è comunque da tenere in considerazione due dati di fatto importanti: primo che sicuramente c’è molto da pensare quando vediamo per strada tanti sedentari magari in là con gli anni con la pancetta e natiche prosperose,che si inventano e si attivano nelle varie maratone piu’ o meno paesane senza un calcolo esatto del loro rischio cardiovascolare ( e sicuramente non rientrava in questa categoria l’atleta morto a Roma).L’altro dato importante è invece che in parte c’è una verità nella ricerca dei colleghi americani,perché l’elemento che determina l’arresto cardiocircolatorio purtroppo spesso non è solo l’infarto ma anche la complicazione di gravi aritmie che compaiono per la presenza di anomalie congenite misconosciute o sottovalutate


( Sindrome del QT lungo,Coartazione aortica, Bicuspidia aortica,Ipertrofia ventricolare sx complicata ec.ec.) o peggio ancora per la presenza della cosiddetta ‘ malattia aritmogena del ventricolo dx’ ,ebbene tutto questo può complicarsi in modo estremamente drammatico,anche in atleti allenati,dopo sforzo fisico intenso e questo purtroppo lascia aperto tutto un contenzioso e un campo pieno di certezze scientifiche e sportive ma anche con tanti dubbi che spesso vengono presi con leggerezza.


 

Autore: Dr. Miranda Giuseppe

Share

About Author

Peluso

  • Coppola Pasquale ASD la Solidarieta

    Come sempre il dott. Miranda è un grande professionista, per la quale nutro una certa stima e rispetto,.
    ma gli chiedo è possibile che durante il tragitto non abbia accusato niente?
    Grazie Pasquale Coppola

  • Nicola Iaquinto POD. VALLE CAUDINA (MONTESARCHIO)

    VORREI CHIEDERE SE NEI PERIODI PRIMAVERILI, IN CUI SUBENTRANO LE ALLERGIE AL POLLINE, CHI USA GLI SPRAY
    ANTIALLERGICI, GLI STESSI POSSONO CAUSARE DISTURBI CARDIACI O ALTRO PER CUI SAREBBE NECESSARIO SOSPENDERE LE ATTIVITA’ SPORTIVE.
    GRAZIE NICOLA IAQUINTO

  • nello asd le tartarughe

    Caro dottore le pongo un quesito che mi sta molto “a cuore “Io come lei lavoriamo in terapia intensiva cardiologica, di sindrome coranariche , di morte improvviseo ed aritmie ventricolari post infartuali se ne vedono la domanda che le pongo e questa dopo uno sforzo cosi intenso come una maratona che si svolge a determinate temperatura si assiste a perdite importanti di liquidi di cui elettroliti quali il potassio Sodio e calcio una perdita cosi massiva se non subito reintegrata può essere la causa di morte improvvisa in soggetti apparentemente sani (vedi Roma e Barcellona)
    1000 grazie per eventuale risposta Nello

  • marco favorito terni

    salve, secondo il mio modesto parere se una persona è allenata e controllata sotto il profilo medico non corre rischi maggiori di un sedentario sforzando il fisico in una maratona, pensate alle migliaia e migliaia di podisti che la domenica corrono in tutte le gare che si svolgono nel mondo, direi che la statistica che rileva le morti appunto per eventi sportivi è molto bassa anche più bassa di quello che si riscontra nelle persone che se ne girano tranquille a spasso. nel caso di roma purtroppo è un tragico evento che può succedere a prescindere da quello che uno fa ossia se nel dna i quella persona c’era la possibilità di morire per malatia cardiaca probabilmente sarebbe deceduto più in la magari chissa’, lo sport comunque non uccide certo, ma aiuta a vivere molto meglio sicuramente.

  • Francesco Capriglione- Cava.Picentini.Amalfi

    Penso semplicemente che dovremmo imparare ad ascoltare di più il nostro corpo, un organismo meravigliosamente dotato di efficienti dispositivi di sicurezza. Spesso l’accanimento a migliorare la nostra prestazione personale annebbia il nostro buon senso e soprattutto la coscienza di quello che realmente siamo, ossia degli sportivi e non dei professionisti. Anch’io ho cercato fino a non molto tempo fa di superare, gara dopo gara, il mio personale. Poi ho deciso di partecipare alle gare per viverle nel loro essere momenti di divertimento, di socializzazione,. . . di vita, non badando più a quei trenta secondi persi per fermarmi ad un ristoro.

  • DR.GIUSEPPE MIRANDA

    PORSI DELLE DOMANDE E DARSI O CHIEDERE DELLE RISPOSTE E’ GIA’ INDICE,OLTRE CHE DI INTELLIGENZA,ANCHE DI PREVENZIONE E QUESTO MI CONFORTA. A PASQUALE COPPOLA CHE FA’ DELLA CORSA OLTRE CHE UNA PASSIONE UNA PROFESSIONE TECNICA,GIUSTAMENTE ALIMENTA IL DUBBIO SE SI POSSA NON AVERE DEI SEGNALI DURANTE LO SFORZO,EBBENE SI,PERCHE’IL CUORE E’ UN MUSCOLO GENEROSO IL PIU’ GENEROSO DEL NOSTRO CORPO,I SUOI STIRAMENTI O STRAPPI…!! POSSONO NON ESSERE AVVERTITI O SOTTOVALUTATI OD AVVERTITI QUANDO NON SI PUO’ PIU’ INTERVENIRE O NON SI HANNO I MEZZI ED IL PERSONALE PRONTI AD INTERVENIRE,PERO’,COME TU BEN SAI,POSSIAMO AVERE DEI SEGNI INDIRETTI SIA CLINICI CHE STRUMENTALI,SE LI CERCHIAMO…
    X NICOLA,GENERALMENTE GLI SPRAY ANTIALLERGICI NON DANNO TURBE DEL RITMO MINACCIOSE A PATTO CHE SE NE FACCIA UN USO MODERATO ED IN LINEA DI MASSIMA SE NON SUBENTRANO CRISI RESPIRATORIE NON E’ NECESSARIO SOSPENDERE L’ATTIVITA’.
    X MARCO, SICURAMENTE CHI FA’SPORT CORRE MOLTI MENO RISCHI DI CHI NON LO FA E CON ME SFONDI UNA PORTA APERTA,TANTO E’ CHE FACCIO FARE ATTIVITA’ AI MIEI PAZIENTI CON PRECEDENTI INFARTI O BY-PASS, IL PROBLEMA NON E’QUESTO, MA DI TUTTI QUEI PODISTI CHE CORRONO LA DOMENICA!! NEL MONDO QUANTI SANNO REALMENTE LE CONDIZIONI DEL LORO CUORE?
    X NELLO,ASSOLUTAMENTE NO ABBIAMO UNA SCORTA A SUFFICIENZA, CERTO L’ESASPERAZIONE E LE CONDIZIONI CLIMATICHE VANNO VALUTATE ATTENTAMENTE NON E’ UGUALE CORRERE A ROMA E CORRERE NEL SAHARA,A NAPOLI O ALL’ECOMARATONA DEL VENTASSO.
    X FRANCESCO,SONO PIENAMENTE D’ACCORDO,NON ESISTE SENSAZIONE PIU’BELLA DI CORRERE PER CORRERE,ANCHE MISURARSI CON SE’STESSI HA UN LIMITE E LA COSA GIUSTISSIMA CHE HAI DETTO” BISOGNA SAPER ASCOLTARE IL PROPRIO CORPO LUI CI PARLA,CI LANCIA DEI SEGNALI.

  • giovanni calce Poligolfo Formia

    Dr. Miranda, complimenti per l’articolo e le risposte, volevo farti una domanda: basta la visita che si effettua annualmente? è opportuno oltre ai vari controlli, analisi effettuarne nun’altra durante il corso dell’anno?
    Grazie anticipatamente da noi di formia

  • Valerio Irace, Benevento

    Gentilissimo dr. Miranda, con estremo piacere ed infinito interesse prendo atto di quanto lei sia vicino a tutti noi podisti. Scostandomi leggermente dal filo conduttore del tema in oggetto, Vi chiedo se è normale che, praticando la corsa, le vene delle gambe – specie dei polpacci – si siano “ingrossate” diventando visibili. Può tale situazione portare a varici? Grazie

  • DR.GIUSEPPE MIRANDA

    TI RINGRAZIO GIOVANNI,PER LA VISITA ANNUALE IN LINEA DI MASSIMA BASTA,CHIARAMENTE SE CORREDATA CORRETTAMENTE DA TUTTI I CRITERI MEDICI,UNICA ECCEZIONE SE DOVESSERO COMPARIRE IMPROVVISAMENTE SENSAZIONI O SINTOMI SCONOSCIUTI IN QUEL CASO E’OPPORTUNO PARLARNE CON IL MEDICO DI FIDUCIA.UN SALUTO A VOI DI FORMIA. X VALERIO,TRANQUILLO E’ABBASTANZA NORMALE UN AUMENTO DEL VOLUME DEL CIRCOLO SUPERFICIALE VENOSO DEI POLPACCI IN GENERE PER CHI LAVORA MOLTO SUI MUSCOLI GEMELLI.PER CIO’CHE CONCERNE LA POSSIBILITA’ DI SVILUPPARE VARICI QUESTO LO E’ SOLO SE C’E’ INCONTINENZA DELLE CROSSE,CHE SONO QUELLE VALVOLINE CHE IMPEDISCONO IL RITORNO VERSO IL BASSO DEL FLUSSO VENOSO,E QUESTO UN BUON ECOCOLORDOPPLER LO PUO’ EVIDENZIARE.

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>