Medicina — 24 novembre 2010

La star del momento è il cileno Edison Pena uno dei 33 minatori rimasti intrappolati per oltre 2 mesi nella miniera di San Josè in Cile, che il 7 Novembre è riuscito a tagliare il traguardo della maratona di New York. Soprannominato “The Runner”, durante il periodo di ‘prigionia’, Pena si è allenato ogni giorno percorrendo più volte il corridoio sotterraneo; nonostante un allenamento svolto in condizioni non esattamente ottimali, ha partecipato alla Maratona di New York percorrendo i 42 km in poco meno di 6 ore. Durante la gara sembrava essersi ritirato a causa di un infortunio, tuttavia l’importanza di arrivare al traguardo lo ha spinto a proseguire camminando con l’aiuto del ghiaccio. Ma quali sono i rischi corsi dall’atleta cileno? E quali le ripercussioni sulla salute a cui va incontro un atleta poco preparato?

L’abbiamo chiesto al nostro esperto, Enrico Sartorello, rugbysta e Direttore della Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale San Bassiano (VI), oltre ad essere Traumatologo della Benetton Basket e Rugby e seguire molti sportivi tra cui anche maratoneti.

A cura di Liana Zorzi e Irene Butta

IMPARA A CORRERE E PREVIENI LE LESIONI DA OVERUSE


‘La corsa non coinvolge solo l’articolazione del ginocchio e della caviglia, ma anche il piede che arriva prima con il tallone e poi con la punta, i muscoli della gamba; poi il carico passa dal ginocchio, all’anca, al bacino, alla schiena. Se ogni distretto non svolge il movimento nella maniera corretta, il carico nel gesto tecnico errato darà luogo a un sovraccarico e quindi al dolore’ spiega Sartorello. Per farsi un’idea dei traumi a cui va incontro un maratoneta, basti pensare che durante la corsa, ogni passo carica sulle strutture articolari e tendinee un peso di 3 volte superiore al peso corporeo. Per esempio, un maratoneta che pesa 70 kg e compie circa 1000 passi ogni km, in gara scarica sul terreno, e quindi sulle articolazioni, ossa, muscoli, tendini e legamenti, circa 8400 tonnellate (peso corporeo 70 kg x 3 x 1000 passi a Km x 42 km). ‘Ad ogni passo quindi, corrisponde una vibrazione, un carico sulle strutture articolari e tendinee dato dall’impatto che il peso corporeo ha sul terreno. Per questo motivo, capita di riscontrare nei maratoneti fratture ossee delle dita dei piedi determinate dalle vibrazioni e chiamate, appunto fratture da durata o da marcia’ sottolinea il Primario di San Bassiano.
Pochi accorgimenti elementari sono alla base della prevenzione delle lesioni da overuse nella corsa:


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Peluso

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