Atletica News — 04 gennaio 2011

Io c’ero quel 18 luglio del ’90, un mercoledì se ricordo bene, e lo Stadio Dall’Ara era stracolmo per il Golden Gala, di passaggio a Bologna per l’inagibilità dell’Olimpico a Roma.


Un pubblico meraviglioso applaude Totò Antibo e Nadia Dandolo mentre strapazzano i records dei 5.000, ma si esalta anche per Koech, Mei, per un giovane di nome Noureddine Morceli che fa il miglior tempo dell’anno sui 1.500 e per una britannica di colore di cui sentiremo parlare: Fiona May.


Ero nell’Organizzazione dell’evento, su quella Pista in Sportflex appena rifatta, vanto del movimento Atletico bolognese e nazionale, con la sua splendida appendice dell’Antistadio.


Chi come me c’era farà bene a rimandarsi a memoria quei momenti, indimenticabili, perché quella mitica Pista, per la quale mi ero tanto speso prima come Consigliere poi come Presidente Provinciale FIDAL, lottando per la sua migliore gestione e manutenzione, quella Pista a quanto pare sembra destinata a sparire.


Facendo violenza a me stesso mi viene da dire che forse è meglio così, almeno smetterò di vederla bruciata dai petardi lanciati dagli sportivi del calcio, o martoriata da migliaia di tacchetti, o ancora passerella del Concessionario d’auto di turno, o base ideale per pesantissimi cartelloni pubblicitari, o per tante altre amenità del genere, comprese le enormi ruspe a raschiare il suo splendido fondo per spalare la neve.


Da settimane i giornali riportano il Progetto per il rifacimento dello Stadio e sento e leggo dichiarazioni che mi hanno fatto rivivere quanto letto e sentito già in occasione del disgraziatissimo (a mio parere) accordo Comune di Bologna/Gazzoni Frascara del 1998.


Già allora, in virtù di una Convenzione valida fino al 2028 (per tale durata creò dubbi di legittimità persino nell’allora Presidente del CONI Provinciale) il Dall’Ara doveva diventare ‘il modello di Stadio per il Calcio Italiano del Duemila’ e ‘uno Stadio a misura di famiglia’ (quasi le parole di oggi, 13 anni dopo!!), insomma qualcosa di fantascientifico.


Ricordate che a Giugno ’98 dovevano cominciare i lavori per allestire negozi, un’agenzia viaggi, un parco giochi, sale TV, ristoranti, una ricevitoria-tabaccheria, un beautycenter, uno sportello bancomat, il BolognaPoint, un’edicola e persino una yoghuteria; qual’è stato l’ultimo vostro acquisto in questi locali ? E lo yoghurt era buono ?


E poi la Torre di Maratona che doveva diventare un Museo del Bologna ( come oggi).


La Sala Stampa dei Mondiali di Calcio veniva riconvertita in ristorante da 200 posti, con ludoteca a disposizione del Quartiere ed uno spazio per incontri, conferenze ed eventi, oltre a disporre di un parcheggio per 80 auto.


Bene, di tutto questo è rimasto il parcheggio. Il resto, puff …


Della destinazione della Pista di Atletica invece nemmeno una parola, eppure si vedeva !!


La cosa sicura fu lo sfratto di alcune realtà come, ad esempio, proprio la FIDAL che perse prima le Palestre Rossa e Verde che per anni erano stati luogo di incontro ed attività per tantissimi Atleti e poi anche i locali (passati però ad una importante Polisportiva felsinea); senza però avere nulla in cambio, se non le ennesime promesse di sveltire i lavori sul Baumann (nota: avremmo dovuto aspettare altri 2 anni !!).


Eravamo stati incolpati di ‘utilizzare poco’ l’impianto.


Nella Convenzione, come tenne a sottolineare l’allora Assessore allo Sport, la Pista era a ns. disposizione per ben ‘2 volte all’anno’, con l’ipotesi di arrivare anche a 6 giorni ma preferibilmente non nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre (quando si svolge il 90% dell’attività su Pista); c’era però l’apertura a valutare ampliamento dalle 2 giornate se riuscivamo ad organizzare ‘manifestazioni ad alto livello’. In Dicembre ?!? No comment.


Ed anche oggi leggo sui giornali che si parla di scarso utilizzo dell’impianto, addirittura 180 minuti al mese (i conti non mi tornano ).


Almeno adesso c’è chiarezza: per essere in linea con gli standard UEFA anche la Pista di Atletica viene distrutta. Mi domando, scioccamente: rispetta i parametri UEFA l’Olimpico di Roma, con la Pista di Atletica a 9 corsie, che tutti gli anni ospita il Golden Gala di Atletica e il 26 maggio 2011 la Diamond League ?


Come si fa a non essere d’accordo quando nel Progetto si dice che


La riorganizzazione delle aree limitrofe allo stadio Dall’Ara rappresenta una riflessione sulle grandi opportunità che deriverebbero dall’ammodernamento non solo delle attrezzature sportive ma dell’intero assetto del quartiere. Questa zona ha infatti tutte le potenzialità per trasformarsi in un distretto sportivo esclusivo e dinamico, un punto di riferimento per Bologna come città dello sport. Accanto a nuove strutture e servizi legati alle attività sportive, saranno riservati ampi spazi per attività commerciali e lavorative. Il programma sarà incentrato sul tema dello sport e del tempo libero, con l’intento di rispondere alla sempre più crescente richiesta di complessi sportivi polifunzionali per ospitare i numerosi club e circoli cittadini. Il progetto rappresenterà molto più che un nuovo stadio per il Bologna FC e supporterà una più ampia diffusione della cultura dello sport, attivo e passivo, per giovani ed anziani, per dilettanti ed atleti professionisti, facilitando l’integrazione tra differenti gruppi sociali e culturali.


In poche righe ben 7 volte si parla di sport, dovrei esserne contento ma mi fido poco delle parole; come Atletica sono e siamo già stati più volte scottati, poi magari questa è la volta buona, o almeno spero.


Mi piacerebbe valutare positivamente questi grandi Progetti ma penso anche che parliamo di una Città dalle caratteristiche di Bologna, dove ad esempio si fa fatica a far passare (fisicamente e politicamente) un Civis.


Abbiamo veramente bisogno di Progetti belli ma che mi sembrano molto ‘invasivi’, in una zona a 50 metri dal colonnato di San Luca ed a 100 metri dalla Certosa ?


Forse sì e sono io che sono vecchio e non vedo più in là del mio naso.


Si propone una rivisitazione della zona .. ‘per decongestionare il traffico’ ma che nel contempo porti ad una maggiore affluenza di persone in un Quartiere come il Saragozza che (credo) come tutti ha già abbastanza problemi d’inquinamento? Bello, ma ci andranno tutti in bici o a piedi ? E quando la domenica gioca il Bologna, ci saranno ancora le grosse limitazioni al traffico nella zona ? Che senso avrebbe allora un nuovo parcheggio per oltre 2500 auto ?


Di certo nel progetto c’è anche   


. la collinetta artificiale che sorgerebbe all’antistadio, per collegare con una sopraelevata l’ingresso principale e smaltire il traffico di via Costa.


quindi anche l’Antistadio verrà distrutto ‘per smaltire il traffico di A.Costa’ ?


Sembra che potrebbe essere spostato verso la Rotonda Romagnoli, sembra.


E le Società, o i Singoli, che da anni fanno attività in Quartiere e su quegli impianti dove andranno ? E per quanto tempo saremo senza una seconda Pista ? Già ne abbiamo poche ed in pessime condizioni, nonostante i ripetuti appelli fatti negli anni dalla FIDAL.


Spero non si proponga poi la chiusura dell’Arcoveggio per una migliore viabilità su via Corticella (ne avrebbe sicuramente bisogno), o del Baumann così da liberare un po’ la Fiera (non parliamo del traffico attorno), e perché non chiudere il Biancolelli per …. boh, a qualcosa servirà pure una sua chiusura !!
Comunque nei Comunicati si legge anche che


Il progetto non è solo commerciale, ma prevede una vera città dello sport, con 36.000 mq dedicati a tutte le discipline, più 11.000 ad ospitare la facoltà di Scienze Motorie, un museo dello Sport e altre attività ricreative.


Bene, molto bene, peccato che, da appassionato di Atletica, nelle accattivanti slides presentate non riesco a vedere dove possa essere ricavato lo spazio per il ns Sport; guardate Voi stessi il Progetto al link http://www.brenso.biz/portfolio-item/arch-sportcampus-2 e ditemi dove potrebbero essere allocate alcune ns. discipline perché, ricordiamolo sempre, l’Atletica non è solo corsa (velocità, fondo e ostacoli) ma anche pedane dei salti (lungo, alto, asta, triplo) e tanto spazio per i lanci (peso ma soprattutto martello e giavellotto).


Spero di cuore che mi saprete dire dove finiremo e mi convincerete che questa volta ho sbagliato nei giudizi e che, finalmente, non avremmo accettato passivamente qualcosa in cambio di un pugno di mosche, come successo negli anni passati.


Ha scritto tra l’altro Matteo Marani del Guerin Sportivo


L’idea dei ragazzi di ProBologna ha dunque l’appoggio mio e del Guerino. E l’avrà qualunque iniziativa, meglio ancora se popolare e disinteressata come questa, che sorgerà in maniera spontanea.


Mi scuserà Marani (e mi scuserete Voi) ma ho 57 anni e sentire di ‘iniziativa disinteressata’ quando si parla di un Progetto che muove 200 miliardi delle vecchie lirette, mi sembra una delle tante forzature che ho sentito e letto, anche se apprezzo molto la disponibilità e lo slancio del giornalista.


Una buona notizia.


Il tutto costerebbe ‘solo’ 100/110 milioni, una cifra che non credo oggi si trovi in un batter d’occhio, magari da un Comune prosciugato dalla Finanziaria, dove è stato difficile trovare chi salvasse il Bologna e dove è sempre difficile trovare sponsorizzazioni, a meno che non si punti (ovvio, dirà qualcuno) sul ritorno del lato commerciale ed imprenditoriale del Progetto. E in effetti si parla di ‘un 25% di entrate annue in più per il solo Dall’Ara, ristorazione compresa. Più un 13% derivante dall’indotto della nuova area sportiva e commerciale’.


Male proprio che vada, ci sarà ancora l’azionariato popolare ?


Spero che Gianni Morandi, ora Presidente Onorario del Bologna FC e dopo aver fatto tanto per il salvataggio della Società RossoBlu, da sportivo e Maratoneta possa ora spezzare una lancia a favore del movimento che tanto ama e che tanto lo ama per le sue imprese.


Così come spero (e sono certo) che si impegneranno al massimo tutte le realtà dell’ambiente, dalla FIDAL al Coni e che oltre a loro facciano sentire la loro voce, veramente, anche tutte le Società di Atletica, bolognesi e non.


E spero che anche il Comune stesso abbia la possibilità di intervenire a ns. favore, un’Amministrazione che si trova ancora una volta davanti a proposte bellissime ma, secondo il mio modesto avviso, difficilmente realizzabili, almeno nella forma e nell’entità previste, forse come già successo esattamente 13 anni fa.


E poi, ribadisco, spero di sbagliarmi e che ProBologna e Benso facciano il ‘Dall’Ara del futuro’, senza dimenticare però l’Atletica e le sue Piste, le sue Pedane, i suoi Atleti, le sue Società.


Il Comune una quota la potrebbe già ricavare rientrando del ‘credito Sacrati’ che mi fa venire l’altra Convenzione ‘assurda’ (sempre a mio parere) stipulata nel 2001 dalla ns Amministrazione con la Fortitudo per il Paladozza.


Ricordo ancora le battaglie (ed il rumore del silenzio di tante realtà bolognesi attorno al sottoscritto) per non perdere la storica Pista sotto al Paladozza, luogo ideale di preparazione indoor in alternativa alle già citate Palestre allo Stadio (perse nella Convenzione Gazzoni/Comune), Pista distrutta dal passaggio di bilici e Tir nella ristrutturazione del PalaDozza da parte della Fortitudo.


Ricordo le promesse della Fortitudo e dell’Assessore allo Sport che tutto sarebbe stato ripristinato ma mi sovvengono anche le parole dell’attuale Presidente CONI Provinciale che, solo pochi mesi fa, si è rammaricato della perdita della stessa Pista, risultato di ennesime promesse non mantenute, nonostante gli impegni sottoscritti.


Mi sa che a breve parleremo anche di questo, mi sa proprio di sì .


Ringrazio chi ha avuto la pazienza di arrivare fino a qui per leggere le valutazioni di un semplice cittadino, che ha avuto la possibilità di vivere ed attraversare certi momenti (purtroppo sconosciuti ai più) e tanto amante dell’Atletica, spesso definita ‘Regina degli Sport’ ma che di quegli Sport è molte volte la ‘parente povera’; non conosco il politichese e dico quello che penso, solo per un tranquillo e costruttivo scambio di idee, sempre supportato da documenti e fatti reali.


Reali come la cavalcata di Totò Antibo quel 18 luglio 1990, quando fermò il cronometro su un 13’05’59 da favola, su una Pista da favola.


Io c’ero, la Pista anche .. per ora.


 

Autore: Claudio Bernagozzi

Share

About Author

Peluso

  • Carlo Cantales FIDAL Napoli

    Non sarò un 50enne, nè avrò l’esperienza del Sig. Claudio Bernagozzi, ma dalla visuale dei miei 24anni, dalla mia passione per questo sport e dal mio piccolissimo ruolo istituzionale, non posso che sentirmi accartocciare il cuore leggendo queste parole.
    Sono due i motivi per cui la mia reazione è quella descritta:
    1) e’ assurdo che qualcuno privi una cittadinanza e soprattutto degli sportivi del proprio impianto, si tratta di atletica e quindi ci tocca di più, ma è il concetto di fondo che è inconcepibile. Bistrattati, sopraffatti, calpestati e derisi dalla politica, dagli interessi e, per proprietà transitiva, dal calcio che non si cura degli altri…e dire che dovremmo essere tutti sportivi!
    2) purtroppo la fitta al petto è stata dovuta maggiormente alla simbiosi che è nata durante la lettura di questo sfogo di rabbia e dolore, oltre che di denuncia; per lunghi, lunghissimi tratti, questo articolo me ne ha ricordato un altro, scritto proprio da me circa un anno fa quando anche a Napoli si facevano gli stessi medesimi discorsi! 80milioni di euro per ristrutturare il San Paolo, 6000 posti auto, ristoranti, negozi, cinema, musei…e niente pista!!! Stesse parole, stesse promesse, stessi progetti… per adesso resistiamo, ma sappiamo bene che il Calcio Napoli non ha desistito e ritenterà l’assalto!
    Credo che sia ora che la FIDAL Nazionale, oltre ad autoregolamentarsi e autoelogiarsi, torni ad avere il suo ruolo con le istituzioni, a tutelare i nostri impianti e la nostra passione visto che, dopo aver letto anche questo articolo, pare che il problema in Italia sia piuttosto diffuso!
    L’atletica non può contare su certe risorse economiche, non ha (per sua colpa) ritorno mediatico e risalto, non sa più uscire dal suo stesso ambito e reclamare il proprio ruolo e la propria dignità e sarebbe finalmente il caso che si decida seriamente di cambiare rotta a tutti i livelli!
    Ognuno di noi quindi dovrebbe fare il proprio, senza che si arrivi a vivere di mondi separati (stadi diversi, dualismo strada.-pista, città e province che non collaborano e si sostengono a vicenda, etc… diventando tante scheggie impazzite, scorrelate e soprattutto che essendosi autodisgregate non contano praticamente nulla!) perchè l’atletica è una sola e sta a noi renderla tale, quindi forte!
    Con la speranza che ci lascino correre, auguro buona atletica a tutti, ciao

  • enzo m. -soc: ISS Napoli

    La differenza tra Napoli e Bologna c’è: a Bologna chissà quante piste ci sono, a Napoli solo quella dello stadio semidistrutta (fatta circa 20 anni fa) per un’utenza di circa 200 mila abitanti!!!!!

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>