Atletica News slide — 18 luglio 2015

GenzebeA Montecarlo si fa la storia dell’atletica. Stasera al meeting Herculis, Genzebe Dibaba compie un’impresa straordinaria: 3:50.07, record del mondo nei 1500 metri. Cancellato il 3:50.46 della cinese Yunxia Qu che resisteva da quasi 22 anni, esattamente dall’11 settembre del 1993. Per la 24enne etiope è il quarto record mondiale in carriera, il primo all’aperto, dopo quelli ottenuti a livello indoor nei 1500 (3:55.17), 3000 (8:16.60) e 5000 (14:18.86). Un risultato cercato e fortemente voluto dalla giovane rampolla della dinastia Dibaba che oggi ha preso forma fin dai primi passaggi al traino dell’impeccabile “lepre” Chanelle Price (1:00.31/400m e 2:04.52/800m). Al suono della campana, arriva il momento di scrollarsi di dosso anche Sifan Hassan (seconda in 3:56.05, record olandese) e di far partire un suntuoso assolo. Da qui in poi parla solo il cronometro: 3:04.62 ai 1200 metri con l’ultimo tocco al suo capolavoro materializzato in un favoloso giro finale da 59.79. Epic win, classe infinita. Alle sue spalle, in scia alla Hassan, c’è Shannon Rowbury autrice di un 3:56.29 che riscrive il datato primato continentale americano (3:57.12 di Mary Decker nel 1983).

Attenzione, però, perchè la decima tappa della IAAF Diamond League fa tremare anche il record maschile dei 1500, a pochi giorni dal 17esimo anniversario del 3:26.00 di Hicham El Guerrouj al Golden Gala di Roma. Ad insidiarlo è il keniano Asbel Kiprop che con 3:26.69 giunge ad appena 69 centesimi dallo storico traguardo. Quella dell’iridato in carica è comunque la terza prestazione mondiale di tutti i tempi. L’ordine d’arrivo fa sgranare gli occhi: in tutto sono sei gli uomini sotto i 3:30 compreso il 3:28.79 di Mo Farah, quarto in 3:28.93. Il britannico resta ad appena 12 centesimi dal primato europeo che due anni fa, su questa stessa pista, fece suo in 3:28.81.

Negli 800 metri impressiona l’1:42.51 del bosniaco Amel Tuka che, grazie ad una volata-killer, “trafigge” Nijel Amos (1:42.66) e Ayanleh Soulemain (1:42.97). L’atleta, allenato dal tecnico azzurro Gianni Ghidini, conquista così il vertice del ranking mondiale stagionale: è l’undicesimo ottocentista della storia, il quarto nel Vecchio Continente. Anche nel peso c’è una new-entry nella top-10 delle liste mondiali di sempre grazie al fenomenale 22,56 dello statunitense Joe Kovacs: da stasera ufficialmente il settimo uomo alltime. Nei 100 metri ennesimo sigillo di Justin Gatlin, 9.78 (-0.3) sul connazionale Tyson Gay (9.97). L’olimpionico Christian Taylor si aggiudica, invece, per 2 centimetri il duello nel triplo con il cubano Pedro Pablo Pichardo: 17,75 (-0.8) a 17,73 (+1.0).

AZZURRI: GRENOT SI MIGLIORA A 51.07, TROST 1,91 – Condizione in crescita per Libania Grenot (Fiamme Gialle). A Montecarlo la campionessa europea dei 400 metri chiude al sesto posto in 51.07. Tradotto significa il suo crono più veloce del 2015: 65 centesimi in meno del 51.72 centrato il 4 giugno al Golden Gala di Roma. Vittoria e migliore prestazione mondiale dell’anno alla statunitense Francena McCorory che in 49.83 mette in fila le giamaicane McPherson (50.41) e Day (50.66). Nell’alto Alessia Trost (Fiamme Gialle) sale un centimetro sopra l’1,90 che, domenica scorsa,  le aveva messo al collo il secondo oro europeo under 23. Qui, però, il contesto è di un altro livello e l’1,91 (alla seconda) della 22enne pordenonese non la fa andare oltre il settimo posto nella serata che vede il riscatto a quota 2 metri della rivale russa Mariya Kuchina. Niente da fare per la 4×100 composta da Massimiliano Ferraro, Enrico Demonte, Davide Manenti e Jacques Riparelli. All’ultimo cambio qualcosa non funziona e il quartetto azzurro è fuori dai giochi. Stravincono gli Stati Uniti in 37.87 con Bromell-Gatlin-Gay-Rodgers.

OTTO MONDIALI STAGIONALI – A completare la lista di “world lead” del meeting monegasco ci pensa anche la tunisina Habiba Ghribi, 9:11.28 nei 3000 siepi, imitat dal keniano Caleb Ndiku, 7:35.13 sulla stessa distanza, ma senza barriere. Al vertice 2015 anche la 4×100 femminile USA formata da Gardner, Felix, Prandini e Whitney che fa sfrecciare il testimone all’arrivo in 41.96. Nell’asta Renaud Lavillenie spicca il volo a 5,92 e poi si avventura senza fortuna a 6,02. Lungo alla serba Ivana Spanovic grazie al 6,87 (+0.2) del primo salto, mentre la croata Sandra Perkovic colleziona un altro successo nel disco (66,80) come Tero Pitkamaki nel giavellotto (88,87). Nei 200 metri Dafne Schippers è sconfitta di un centesimo, 22.09 a 22.08 (-0.3), da Candyce McGrone. Per finire gli ostacoli con il 48.23 di Bershawn Jackson nei 400hs e il 12.46 (-0.3) di Sharika Nelvis nei 100hs, innervositi da una falsa partenza “ritrattata”.

Ufficio Stampa FIDAL.
Federazione Italiana di Atletica Leggera

Roma, RM, Italia

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Peluso

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