Cronaca — 21 aprile 2008

La maratona della Città di Napoli non offre sorprese. Solo quando si  individua un target preciso ci si pone naturalmente nella posizione di poter definire un offerta unica e di qualità. Solo quando si hanno le idee chiare si riesce a dar loro adeguata visibilità.
La decisione di offrire tre eventi in uno non ha premiato, ha disperso risorse e creato confusione, anche in ragione del percorso. A mio avviso i numeri sono la conseguenza e non la premessa di un progetto internazionale di tale consistenza, anche economica.
Si partiva dalle ossrvazioni lucide offerte agli organizzatori dall’esigente ed esperto popolo podista campano, ma non si è fatto granchè per praticarne il senso.
Per vero, leggo, dall’amico Gianni Mauriello, dell’impegno organizzativo per migliorare la sicurezza, lo considero sicuro punto di vanto.
Il numero di carrozzine, biciclette, rollers, risciò familiari e protagonisti dello struscio domenicale al posto sbagliato nel momento sbagliato è, però, imbarazzante.
Ho visto Emanuele Zanucchi preferire il marciapiede, così come  ho sentito qualcuno chiedere: ‘permesso?!’
Il top, comunque, è arrivato al 41°, quando un passante ha preso ad indicare ai maratoneti la corsia sbagliata, invitandoli, allo stremo e sotto gli occhi degli assistenti di percorso, a passare sotto il  nastro di segnalazione.
Finito l’effetto riempitivo della mezza, sono rimasti in poco meno di cinquecento temerari a percorrere ancora ed ancora il medesimo infuocato tratto di lungomare, con distacchi sempre crescenti e relativa progressiva invasione della sede di gara da parte degli annoiati e sempre più incontenibili passeggiatori.
Ho ripetuto anch’io i tratti dall’arrivo al 40° e poi al 41° diverse volte, facendo una puntatina all’interno fino a P.zza Bovio e totalizzando 905 scatti (in prevalenza sovraesposti, sigh!) in poco meno di 8 km attrezzatura in spalla.
Lesso alla meta, poco soddisfatto per il lavoro fotografico, con più scatti dei classificati alla maratona, muovo non critiche ma, come giustamente sottolinea Francesco Diana, suggerimenti per il futuro
Io farò tesoro dei miei errori fotografici di questa esperienza, l’organizzazione della Napoli Marathon farà lo stesso?
Alla fine c’è l’uomo sulle zebre pedonali un contestatore silenzioso che grida lo sdegno per un caos insopprimibile, proprio della sua Città. Un uomo che si appropria di spazi quotidianamente consumati dal traffico, vincendoli col proprio sudore.
Napoli è una città meravigliosa, non ha solo il lungomare, i napoletani sono unici i maratoneti campani più di 500.
Si potrebbe partire da qui per modellare i tratti della nuova maratona partenopea.


Saluti a tutti i podistidoc and Happy Run!

Autore: Diego Di Salvo

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