Curiosita — 09 agosto 2008


La prossima edizione dell’Ultramaratona degli Etruschi, la gara di 100 km. da Tuscania a Tarquinia nel Lazio, in programma l’8 novembre, sarà valida come campionato mondiale master. Rispetto alla passata edizione il regolamento stilato dagli organizzatori, l’Italia Marathon Club, prevede un tempo massimo di 14 ore per ultimare la prova.


Tanti i pareri su questa innovazione; nella schiera dei ‘no’troviamo Giovanni Interbartolo, un podista di 58 anni, che ama percorrere le ultramaratone al passo e che lo scorso anno concluse questa competizione poco sopra le 15 ore. In quest’anno ha percorso finora oltre 1000 km., concludendo tutte le manifestazioni a cui ha partecipato.


Adesso, con questo regolamento del mondiale della 100 km., in pratica deve rimanere a casa. Ma non ci sta ed ha scritto, assieme alla sua breve storia di sportivo, una pacata protesta rivolta agli organizzatori. Eccola.


 


 


di Giovanni Interbartolo


Sono Giovanni Interbartolo, alias Gianni il Bersagliere, gia’ noto ai lettori non per prestazioni di velocita’, che lascio a coloro che vogliono emulare i campioni,sottoponendosi ad allenamenti molto intensivi, bensì per il mio appassionato walking, che mi porta grandi soddisfazioni in tante manifestazioni podistiche di lunga e lunghissima distanza. Insomma concludo le gare al passo, semplicemente camminando, sia pure con un certo ritmo e costanza. E  trovo sempre la giusta  formula sportiva, adatta al mio fisico.


Da un ritmo di vita sedentaria con una ‘valigia’ corporea  permanente di 82 kg. da portare a spasso, all’eta’ di 51 anni, mi sono reso conto che dovevo cambiare ritmo di vita. Iniziai nel 2001 a praticare podismo con le piccole distanze;  man mano però mi sono voluto cimentare con misure che sono appannaggio di una ristretta cerchia di atleti e non di corsa.


Nel 2005 con una ‘valigia’corporea di 65 kg, anziche’di 82 kg (in quattro anni avevo perso 17 chili) mi cimentai addirittura con la 100km del Passatore. Non mi vergogno di affermare che il mio viso molto tirato dalla stanchezza fu solcato dalle lacrime di gioia per aver tagliato il traguardo a 16h 32′ ed aver ricevuto la medaglia di partecipazione, che invece per me, come tanti altri modesti podisti, significava  la medaglia della vittoria con noi stessi e non per pura competizione con altri.


Orgoglio di essere meridionale, siciliano di nascita e napoletano d’adozione (vivo a Quarto, nella provincia partenopea), nell’agosto del 2007 sfidai me stesso con la prima  24 ore di Statte, nel Tarantino, con un vento maestrale torrido, ma imperterrito finii la manifestazione con 132km di percorrenza.. Alla fine di quell’anno festeggiai i miei 1000km (dico mille) di gare ufficiali nello stadio delle Palme di Palermo, dedicato a Schifani. Da allora presi la decisione di partecipare principalmente ad ultramaratone, non disdegnando le sole poche maratone  che mi consentivano con il tempo massimo stabilito nel regolamento di ‘essere dentro’. Quest’anno mi ritrovo gia’ con 1158km di gare ufficiali, tra cui quattro 24 ore (Atene, Ciserano, Termini Imerese e Baselga) con un record personale di 144km conquistato a Termini. Il mio motto è ‘Tagliare il traguardo nei limiti del tempo massimo e non competere con nessuno, tranne me stesso’.


Dunque  l’anno scorso volli partecipare a questa magnifica manifestazione di 100km  (definita degli Estruschi), che chiusi in 15 ore e 5 minuti, alternando passi veloci e jogging senza nessuna spinta di corsa veloce. Ricordo con molta simpatia un giovane dell’organizzazione ‘rombare’ alle mie spalle, sullo scooter, proteggendomi nel primo tratto precedente gli anelli da una lunga fila di macchine con autisti impazienti. Quel  giovane aveva fatto una scommessa: ‘Riuscirà mai a chiudere la gara in tempo utile?’.


Lo rassicurai, di certo entro il 25mo km agguanterò il penultimo e alla fine della manifestazione non solo non sarei stato l’ultimo dei classificati ma  certamente non tra i ritirati. All’inizio del percorso degli anelli mi augurò buona fortuna. Lo ritrovai di nuovo in sella allo scooter all’inizio della salita per complimentarsi con me e pagare la scommessa scortandomi al traguardo. Carico di adrenalina, attacco la salita con relativa facilita’ per ricevere la medaglia di vittoria con me stesso e la stretta di mano dei presenti.


Mi divertii, mi piacque e mi proposi di ritornare per l’edizione 2008. Quando appresi che la manifestazione era stata premiata con merito, per ospitare il campionato mondiale dei 100km, da una intenzione passai ad un giuramento che non avrei certamente disertato per nessuna ragione questa edizione.


Ma ahime’!!! Che rabbia e delusione nell’apprendere che quella stessa organizzazione, da me molto stimata, mi ha automaticamente escluso dalla manifestazione, per aver abbassato, drasticamente, il tempo limite da 18 a 14 ore. Io mi sarei aspettato in verita’ l’opposto e cioe’ da 18 a 20 ore. La credibilita’ di una manifestazione sportiva, se e’ questo il risultato che si vuole ottenere, viene misurata esclusivamente  dalla massiccia partecipazione del pubblico e non dalla scrematura dei partecipanti.


La maratona di New York nei confronti di quella di Roma, che senza ombra di dubbio vanta il migliore ed unico scenario mondiale, e’ molto piu’ famosa solamente perche’ c’e’ una massiccia partecipazione del pubblico. Ricordate Charlot? Pur essendo un film muto, ogni sua mossa faceva ridere a crepapelle. I suoi film divennero famosi solamente perche’ il pubblico metteva il sonoro. La Marcia di Nijmegen (50 km. al giorno per 4 giorni) e’ famosa per la massiccia partecipazione del pubblico.


Un evento cosi importante, come la 100 km. degli Etruschi, e’ d’obbligo che deve offrire a tutti la possibilita’ di giungere al traguardo e di essere condiviso ugualmente tra  velocisti,  a cui porgo il mio doveroso rispetto per essere piu’ veloci, ed i comuni mortali podisti (come me) che amano la vera, pura e sana competizione sportiva con se stessi. Non per altro aumenterebbe matematicamente di sicuro il pubblico. Immaginate una partita di pallone a porte chiuse?  E tale sarebbe la 100km con velocisti e senza spettatori.


Spero che l’organizzazione si ravveda della decisione ingiusta, sportivamente parlando, e riporti il limite di percorrenza del tragitto  almeno a 18 ore, se non possibile a 20 ore come nel Passatore.


Ringrazio anticipatamente coloro che si vorranno unire al mio appello sportivo.  Non chiudetevi nel silenzio. E’ ora che talune organizzazioni tengano conto della innumerevole schiera dei dilettanti podisti che permettono, in fin dei conti, anche l’esistenza delle manifestazioni sportive.

Autore: Giovanni Interbartolo

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