Medicina slide — 17 giugno 2017

La spina può avere forma diversa a seconda dei casi, ma in genere termina con una punta acuminata. Istologicamente la spina calcaneare è costituita da osso rivestito all’estremità da tessuto cartilagineo circondato da un connettivo fibroso a ricca infiltrazione linfocitaria e con depositi di calcio.

Tipi di spina calcaneare

La spina calcaneare si forma in genere sulla superficie inferiore dell’osso calcaneare o, meno frequentemente, sulla sua superficie posteriore. Distinguiamo pertanto:

  • Spina calcaneare inferiore: l’esostosi è localizzata sulla piante del piede, sulla superficie inferiore del calcagno, nella zona di inserzione della fascia plantare. Questa forma è, infatti, spesso associata a una fascite plantare. Seppur più raramente, può essere una delle manifestazioni della spondilite anchilosante.
  • Spina calcaneare posteriore: l’esostosi si localizza sulla superficie posteriore del calcagno, nella zona di inserzione del tendine d’Achille. Questa forma si associa all’infiammazione del tendine d’Achille.
    CauseLa formazione dello sperone calcaneare e, in generale, delle esostosi è legato a fenomeni di neoformazione ossea, innescati dall’instaurarsi di processi infiammatori, irritativi o erosivi a carico dell’osso interessato dalla lesione. Gli insulti infiammatori sono da stimolo per l’accumulo di sali e calcio e la neoapposizione ossea. Lo sviluppo di una neoformazione è molto lenta: il processo lesivo inizia anche molti anni prima dell’insorgenza dei sintomi.In particolare, possono concorrere alla formazione di una spina calcaneare i seguenti fattori:

    • sovraccarico funzionale a carico dei tendini o dei muscoli del piede, per esigenze lavorative o per la pratica di sport come la corsa, il basket, che richiedono cambi repentini di ritmo e salti
    • utilizzo di tacchi troppo alti o troppo bassi (perchè derminano una postura scorretta del piede)
    • malformazioni anatomiche del piede: piede piatto o piede cavo
    • malattie infiammatorie croniche quali l’artrite reaumatoide o la spondilite anchilosante
    • obesità e sovrappeso
    • età avanzata e diabete

     

    Richiamo Anatomico e Fisiopatologia

    L’osso calcaneare, di forma circa quadrangolare, costituisce gran parte della volta del piede e su di esso grava la maggior parte del peso corporeo. Esistono due sistemi muscolo-tendinei che agiscono, con linee di forza ortogonali tra loro, sul calcagno e sono:

    1. il sistema calcaneo-plantare: su cui agiscono i muscoli plantare del piede (superficie inferiore del piede)
    2. il sistema achilleo-calcaneare: su cui agisce il muscolo tricipite surale (superficie posteriore del piede)

    Il sistema calcaneo-plantare esercita una trazione maggiore rispetto a quello achilleo-calcaneare. E’ per questo motivo che le spine sottocalcaneari sono più frequenti rispetto a quelle retrocalcaneari.

    Diagnosi
    Per diagnosticare questa patologia è opportuno rivolgersi al medico. Lo specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione (Fisiatra), sulla base dell’anamnesi e dell’esame obiettivo, porrà il sospetto diagnostico che potrà essere confermato dall’esecuzione di una Radiografia del piede.

     

    Trattamento

    Esistono molteplici terapie per trattare la spina calcaneare e sarà il medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione a guidarvi verso quella più corretta per il vostro caso specifico.

    Il trattamento di prima linea è, nella maggior parte dei casi, il trattamento conservativo (non chirurgico): ne fanno parte una serie di trattamenti specifici e non invasivi che, ad oggi, consentono di ottenere ottimi risultati.

    I più comuni trattamenti conservativi sono:

    • riposo: è molto importante evitare di sollecitare ulteriormente la zona infiammata. E’, dunque, consigliabile evitare tutte quelle attività che hanno favorito l’insorgere dell’infiammazione, almeno fino a quando la patologia non viene trattata adeguatamente. Continuare a svolgere i movimenti che hanno portato alla patologia potrebbe peggiorare la sintomatologia dolorosa.
    • ghiaccio: applicare del ghiaccio è anch’essa una buona idea per attenuare l’infiammazione.
    • antidolorifici e antinfiammatori
    • utilizzo di calzature idonee
    • utilizzo di ortesi plantari su indicazione specialistica: l’utilizzo di un plantare specifico per il paziente sarà utile per assorbire le sollecitazione a cui è sottoposto il tallone e ottenere un riequilibrio strutturale consentendo di alleviare il dolore alla pianta del piede e prevenire il peggioramento della patologia. Se lo specialista riterrà opportuna questa soluzione, il plantare verrà costruito dal tecnico ortopedico su misura
    • esercizi di stretching e potenziamento dei muscoli della gamba specifici: esistono una serie di esercizi che è possibile eseguire, sempre su indicazione medica
    • massoterapia: massaggi specifici, eseguiti da personale esperto possono fornire sollievo immediato alla zona dolorante
    • onde d’urto: da eseguire solo su indicazione medica. Il meccanismo d’azione è legato allo stimolo sulla formazione di nuovi vasi sanguigni, in grado di “spazzare via” le calcificazioni, le scorie e i prodotti dell’infiammazioni a livello della zona colpita dalla patologia. E’ una terapia molto efficace e duratura nel tempo, ma per vedere i risultati è necessario del tempo (mediamente 1 mese): in genere si eseguono cicli da 3 sedute (1 a settimana), eventualmente ripetibili (3+3).
    • ultrasuoni
    • ionoforesi

    In alcuni casi selezionati, se la terapia conservativa ha fallito, è possibile ricorrere alle mani del chirurgo. L’intervento chirurgico di asportazione dello sperone calcaneare deve essere considerata l’ultima risorsa cui ricorrere dopo aver provato le terapie sopra elencate, che risultano essere efficaci in oltre il 90% dei pazienti affetti.

     

    Prognosi e tempi di guarigione

    La prognosi è generalmente favorevole: il 90% dei pazienti che si rivolgono al medico specialista (Fisiatra) e aderiscono alla terapia proposta, guariscono col solo trattamento conservativo.

    I tempi di guarigione varano da caso a caso. Per quanto riguarda le terapie fisiche (onde d’urto, ultrasuoni, ionoforesi), sono necessarie più sedute.

     

    Sintomi

    In oltre il 30% dei casi la spina calcaneare, in particolar modo quella retrocalcaneare, è asintomatica, ossia non causa alcun disturbo.

    Quando è sintomatica, le manifestazione principe è il dolore al tallone. In particolare:

    • il dolore al tallone più tipico è un dolore del tipo “fitta” a livello del tallone, esacerbato da lunghi periodi in piedi o da attività quali camminare e correre
    • nei casi più lievi si può avvertire anche solo un indolenzimento dei tessuti che circondano la lesione
    • quando alla spina calcaneare si associa anche la presenza di una fascite plantare il dolore al tallone spesso compare più intenso al risveglio mattutino. Questo accade perchè, in conseguenza della posizione assunta dalle dita dei piedi durante il riposo notturno, la fascia plantare subisce un accorciamento che va a innescare il dolore.

Questo articolo è stato scritto dalla Dr.ssa Giovanna Russo in collaborazione con MedicinaFisica.It

 

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