Maratone e altro — 23 maggio 2011

Ritorniamo sul tema della misurazione delle corse su strada, traendo spunto da un piccolo episodio collegato alla bella gara di 10km appena disputata a Monza.
Alcuni atleti, ed in particolare Paola Sanna, hanno registrato sul loro Garmin una lunghezza superiore al dichiarato di circa 600 metri, e ne hanno tratto le logiche conseguenze prendendo per buoni i tempi registrati al passaggio dei 10km effettivi.
Tale comportamento ha un qualche fondamento?
Noi riteniamo di si, ma in forma del tutto NON UFFICIALE.
Spiego.
La misurazione ufficiale è avvenuta, anche a Monza, nei modi ampiamenti descritti in un precedente articolo sullo stesso argomento. Pertanto, correttamente, la gara è stata dichiarata di 10km esatti.
Ma, la natura tortuosa del percorso ha fatto si che, come spesso avviene, i concorrenti non siano riusciti, in molti casi, a percorrere effettivamente 10km, ma qualcosa in più, per l’esattezza 10.600 metri.
Il loro risultato statisticamente valido rimane tuttavia quello ufficiale rilevato al traguardo, e su questo non si discute.
Ma, dal punto di vista tecnico, queste competizioni hanno spesso la funzione di valutare lo stato di forma effettivo dell’atleta, specie nel caso di qualcuno, come la Sanna, che ha cambiato da poco sistemi di preparazione ed ha pertanto bisogno di riscontri precisi allo scopo di trarne indispensabili valutazioni sul proprio stato di forma.
Ed è qui che rientra in ballo il crono UFFICIOSO rilevato dagli strumenti personali che tutti usano largamente.
E’ un questo senso che la forte atleta bergamasca, e probabilmente non solo lei, ha avuto modo di gioire nel constatare una prestazione eccellente sulla distanza affettivamente percorsa.
Tutto qui.
Non ci sembra proprio il caso di imbastire una polemica sulla gioia di una atleta che dopo un periodo sofferto ha l’occasione di constatare una propria significativa ripresa.
O no?


 

Autore: Franco Anichini

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Peluso

  • Fabio Ricci, GS Esercito COMSUP

    A prescindere dal fatto che non ha senso parlare di “personali” nelle gare su strada, i GPS hanno un errore di sistema e non daranno mai la distanza esatta. Basta mettersi in corrispondenza dei km di una qualsiasi gara e sentire come al passaggio dei podisti i cronometri suonino in molti punti differenti. Strumento utilissimo per allenarsi, ma non adatto certamente per avere la precisione.

  • emmanuele vigliotti road runners maddaloni

    ma allora bisogna fidarsi del garmin??o a volte nel taglio di qualche curva può comunque portare ad una diminuzione del chilometraggio??

  • carmine cannavacciuolo antoniana

    ma mi stupisce tutto questo, di solito c’è una tolleranza ma non di 600 m

  • Franco anichini

    Le osservazioni sopra riportate sono esatte! Infatti nell’articolo si precisa più volte che trattasi di rilevamenti UFFICIOSI, precisazione che mancava nel precedente c.s., cosa della quale mi scuso, perchè capace di provocare qualche malinteso.

  • Fabio Ricci, GS Esercito COMSUP

    Ho visto in più occasioni, nelle gare di un’ora in pista, persone lamentarsi perché secondo loro il chip funzionava male e gli erano stati segnati meno giri di quelli effettivamente percorsi. Sapete perché? Perché invece di usare un normale cronometro per prendere i parziali, utilizzavano il GPS! Come ho scritto sopra, il GPS è uno strumento utile (io lo uso molto spesso), ma con un errore VOLUTAMENTE inserito nel sistema. Se volete averne una prova, andate in pista e prendete la distanza ogni giro per dieci giri…

  • Salvatore Molinari asd atletica setina

    Concordo con Fabio Ricci sul fatto che il garmin sia uno strumento utile per allenarsi e non attendibile in gara specialmente sulle lunghe distanze. Tutte le maratone in cui ho utilizzato il garmin misuravano poco meno di 43 Km; (Venezia, Roma, Berlino, Praga). Personalmente non indosso più il garmin su questa distanza in quanto anche psicologicamente, specie negli ultimi km della maratona sentire il bip suonare e scorgere il cartello chilometrico 400 mt dopo non è affatto incoraggiante.

  • franco anichini

    la discrepanza fra Garmin e metri in pista si spiega anche col fatto che la misurazione della pista avviene rigorsamente a 20cm dal cordolo, in prima corsia. Praticamente è impossibile percorrere un giro correndo proprio su quella linea ideale. Oltretutto in gara, ci sono gli sltri concorrenti, le curve prese in seconda corsia, gli scarti ecc.

  • sonia marongiu atletica città di padova

    assolutamente d’accordo con fabio ricci. ho pure io il garmin, lo uso per allenarmi perchè è molto divertente ma non mi passa in mente l’idea di usarlo per una gara in pista! so che dato il funzionamento ha dei limiti di affidabilità! e, come dice qualcuno, se si vuole sapere come si stà sui 10mila esiste sempre la pista! che è sempre di 400 m… per fortuna.

  • Carmelo Alvino Pres. pol.Podjgym Avellino

    carissimi amici, avete mai provato a correre senza il riscontro cronometrico, imparando a sentire il ritmo nelle vostre gambe e nel vostro cuore. se non lo avete mai fatto… provateci forse troverete la corsa più amatoriale e divertente ed invece di rodervi il fegato di chi ha misurato meglio il percorso o se il percorso non era pianeggiante per migliorare il vostro record personale, ricordatevi, che se anche vi chiamano senior/master rimanete sempre AMATORI.

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