Maratone e altro — 21 luglio 2010

Misurare esattamente, o con buona approssimazione, la lunghezza di un tratto di strada è stata un’esigenza sentita fin dall’antichità per motivi pratici, di organizzazione del traffico delle merci ed anche per motivi militari, cioè calcolare in quanto tempo una formazione militare poteva spostarsi da un luogo all’altro.
Nell’antica Grecia questo problema non venne percepito finchè gli spostamenti avvenivano principalmente via mare, ma divenne importante quando Alessandro il Grande intraprese la sua conquista dell’Asia. Egli si trovò a percorrere territori vastissimi (dall’attuale Turchia al Pakistan) in cui le distanze erano davvero molto rilevanti, ed i tempi di spostamento diventavano di grande importanza strategica, ma anche per l’organizzazione della normale vita civile.
Risale a quell’epoca la prima misurazione di cui si abbia notizia storica. Un bematistes di nome Filonides, figlio di Zoites di Creta, misurò la distanza fra Sicione ed Elis, dopo essere stato addestrato a mantenere un passo uniforme quanto a lunghezza. Un bematistes era infatti un professionista appunto addestrato a questo scopo. Sappiamo così che egli misurò la distanza di 218 chilometri, e che l’operazione si sviluppò “tra due soli”, presumibilmente marciando e non correndo. Questa frase ha alimentato molte discussioni, e si è deciso di non poter sapere esattamente quanto durò la sua marcia: da un minimo di 24 ore ad un massimo di 48 ore. Il percorso misurato era importante perchè conduceva dall’Achaia, raggiungibile via mare, alla città di Elis, che organizzava i Giochi Olimpici e ne era il principale punto d’appoggio logistico.  
Questo Filonides, con molti suoi colleghi, seguì Alessandro in Asia e ne divenne il più affidabile guerriero specializzato in operazioni di misurazione.
Anche le Legioni romane, poco più tardi, adottarono sistemi di misurazione basati sulla regolare lunghezza del passo di marcia di alcuni soldati specializzati. Va detto che le Legioni, in zona di operazioni, si muovevano sempre a passo di marcia, come noi facciamo invece nelle parate militari, mentre quando sfilavano vittoriose in città procedevano a passo libero. Ciò è molto logico. Avete indea di quanto può allungarsi o accorciarsi una fila di 6-7000 uomini allungata per le campagne? E avete idea di quanto può diventare militarmente pericoloso perdere il controllo di questo aspetto? Ne sanno qualcosa le Legioni sconfitte da Arminio in Germania, che furono attirate proprio in un agguato basato su questo fattore.
Allo scopo di misurare il percorso fatto, la Legione avanzava preceduta da una decuria di specialisti, che venivano subito dopo gli esploratori. Il loro compito era esattamente quello di misurare il percorso fatto. Procedevano a passo cadenzato, ogni passo (destro più sinistro) della lunghezza di 140 cm. Ogni cento passi si fermavano e ciascuno di loro raccoglieva un sasso e se lo metteva in tasca, per tenere il conto. Quando avevano dieci sassi in tasca, significava che avevano percorso mille passi. Si fermavano e scaricavano i sassi raccolti, formando un monticello ben fatto e facilmente riconoscibile, che indicava appunto il compimento di un miglio, ovvero mille passi.
Questi monticelli divennero poi le pietre miliari, che erano presenti sulle nostre strade fino a pochi decenni orsono, suddivise da altri segnali più piccoli che segnalavano ogni cento metri.
Come si vede il problema della misurazione era già percepito fin dall’antichità e considerato così importante da dar luogo alla formazione di personale specializzato.
Nei tempi moderni il problema in generale è stato affrontato con vari metodi, via via più precisi e sofisticati man mano che la tecnologia avanzava, fino agli attuali rilevamenti satellitari. Ma, come sanno tutti coloro che possiedono un apparecchio GPS, l’affidabilità di tali sistemi è ancora piuttosto aleatoria.
Ma questo è un argomento che svilupperemo nella prossima puntata.


 


Questo scritto è basato su informazioni fornite da Andy Milroy, il più grande esperto mondiale in materia di ultra-maratone, che ringrazio sentitamente.


 

Autore: Franco Anichini

Share

About Author

Peluso

  • Albino Di Filippo, Atl. Ermes

    Interessantissimo articolo (bello vedere che l’atletica è anche questo: un modo per conoscere curiosità e fatti storici), aspettiamo con ansia il prosieguo!

  • Sergio Lamberti A.S.D.FOLGORE NOCERA

    Certo che proseguo, caro Albino, per me che mi tocca misurare ogni anno,viste le continue piccole varianti ma che comunque non mettono mai d’accordo tutti e pensa oggi anche con i GPS, il problema è che tutti seguono linee diverse(tagli su marciapiedi ecc.) per ovviare a tutto ciò nelle maratone “importanti” si traccia una bella linea continua di colore di solito blu e chi gli corre “esattamente sopra,percorre esattamente i fatidici 42Km e 195mt. “Forse”??? La misura più precisa, credimi caro Albino,sono i 400mt del primo anello della pista o no? Ciao e buona corsa su distanza approssimativa ma comunque BELLA !

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>