Cronaca — 29 settembre 2008

La vittoria che non ti aspetti, su un percorso di sola salita e contro colui che della salita è da tempo l’indiscusso padrone: la firma di Marco De Gasperi sulla trentacinquesima edizione dell’Hochfelln Berglauf, grande classica della corsa in montagna internazionale disputata questa mattina a Bergen, in Germania. Poco meno di 9 Km. di gara, poco più di mille metri di dislivello, per un tracciato su cui negli anni si sono misurati tutti i più grandi della specialità, come si può facilmente desumere dalle liste all time. Sul finire di una stagione fatta di fortune alterne, il sei volte iridato della Forestale trova il guizzo che gli permette di mettere dietro, su sola salita, anche ‘sua maestà‘ Jonathan Wyatt, fresco del suo sesto alloro conquistato a Crans Montana. Così forte, sul tracciato di Bergen, De Gasperi mai aveva corso e il suo 41’41’ rappresenta anche il terzo tempo di sempre, dopo gli ‘storici’ 40’34’ di Wyatt e 41’22’ di Antonio Molinari.  Sul traguardo, Wyatt arriva questa volta 41′ dopo il valtellinese, capace di guadagnare gradatamente spazio nella seconda parte di gara, dopo che insieme allo stesso Wyatt e agli altri azzurri Gaiardo e Regazzoni era rientrato sul tedesco Zeiler, che l’allungo aveva invece provato nei primi chilometri di gara. Sul podio, nobilitandolo, sale anche Marco Gaiardo (Orecchiella Garfagnana), autore di un pregevolissimo 42’54’, che migliora di un paio di secondi il suo ‘personale’ e che lo conferma come il sesto uomo di sempre sul tracciato di Bergen. Ai piedi del podio, a 1’48’ da De Gasperi, si ferma invece la corsa del ceco Robert Krupicka, che chiude quarto davanti ai tedeschi Timo Zeiler (43’48’) e Helmut Schiessl (44’06’). Settimo è il polacco Andrej Dlugosz (44’42’), che precede il ceco Roman Skalsky (45’19’) e altri due azzurri: Andrea Regazzoni (Valle Brembana), protagonista sino ad oltre metà gara, cede qualcosa nel finale e chiude nono in 45’37’, sei secondi meglio di Gerd Frick (Telmekom Sudtirol), che acciuffa dunque una bella decima piazza. Per i colori italiani, da segnalare anche il quindicesimo posto di Antonio Toninelli (Valle Camonica) e il ventitreesimo del maratoneta Massimo Leonardi (Valle Brembana).
Sullo stesso tracciato degli uomini, crolla il record della prova femminile. Già sembrava mostruoso il 47’42’ realizzato nel 2002 dalla russa Svetlana Demidenko: che dire allora del 47’28’ con cui la neocampionessa del mondo Andrea Mayr taglia oggi il traguardo in sedicesima posizione assoluta? I minuti di distacco sono tanti davvero per una seconda classificata del prestigio di Anna Pichrtova: la ceca, iridata nel 2007, visto l’andazzo, nel finale alza un poco i remi in barca e chiude in 51’55’, lasciandosi avvicinare dalla connazionale Pavla Matyasova che conquista comunque il podio in un 52’31’ che spesso, da queste parti, sarebbe valso la vittoria. Le padroni di casa si consolano con la quarta piazza di Veronica Ulrich (56’26’) e con la quinta di Barbara Hasch (57’54’), in una giornata che, in ogni caso, segna il ritorno sulla grande scena internazionale di una classica un poco snobbata nelle ultime stagioni.
 


 

Autore: Paolo Germanetto

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