Anteprima — 19 dicembre 2013

“Ho smesso di correre tanti anni fa” dice soddisfatto Gelindo Bordin, “ed oggi posso dire di non farcela a stare senza la corsa”; con queste poche parole il Campione Olimpico di maratona a Seul 88 ha confermato al Presidente del Roma Road Runners Club Patrizio Mancini che sarà al via, il prossimo 6 gennaio, della ventiduesima edizione di Corri Per la Befana. “Mi piacerebbe correre i 10 chilometri della gara agonistica per stare insieme a tutti i runners e godermi lo splendido Parco degli Acquedotti e poi vorrei gustarmi i bambini che corrono la Happy Run e la MiniHappy Run” ha continuato il vicentino, che oltre alla medaglia d’oro di Seul vanta un bronzo mondiale a Roma 1987 e due Ori europei (Stoccarda 1986 e Spalato 1990) “la Corri per la Befana è un mix di passione e divertimento che il Roma Road Runners Club interpreta e trasforma in sport con successo, per questo ho pensato di iniziare alla grande l’anno 2014 proprio qui a Roma”. “Correre è ancora una parte importante della mia vita, cerco di allenarmi il più possibile per stare bene e vivere a fondo quelle splendide emozioni che sento ancora oggi dopo essermi allacciato le scarpe, stando a contatto con i miei amici, con la natura e con quanti condividono la mia stessa passione” conclude l’attuale direttore marketing Diadora, che è anche lo sponsor tecnico della manifestazione, “la mia vita oggi è fatta di impegni, incontri e tante cose da fare. Per la corsa sento il bisogno di trovare sempre un po’ di tempo. Credo che faccia parte dell’essere runners… dentro!”. Bordin correrà con lo stesso numero di pettorale di Seul 88: “ho smesso di gareggiare ormai da anni, per me oggi correre è un modo per stare insieme e godermi la mia passione, non la vivo più con lo spirito agonistico di un tempo… indossare il pettorale però è sempre una sfida e non nascondo che tornare ad indossare il numero 579 mi fa venire la pelle d’oca” sorride “Gelo” che all’Olimpiade koreana del 1988 tagliò il traguardo al primo posto in 2h10’32’’ “a Seul con quel numero mi sono ritrovato a correre gli ultimi metri di una maratona contro Salah e Wakiihuri, fu una gara pazzesca ed infernale, loro, i più forti maratoneti del momento, mi avevano già battuto in altre gare (ndr – Wakiihuri era campione del mondo in carica, titolo vinto a Roma 1987 dove Bordin giunse terzo), ma quel giorno fui più forte io…” sorride ancora Bordin, “proprio con quel numero! Il 6 gennaio però, visto il precedente, voglio correre con tanti amici intorno a me, dal primo all’ultimo metro.”.

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Peluso

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