Medicina slide — 19 dicembre 2016

contrattura-crampoCorro  da diversi anni e da sette mi occupo di traumatologia sportiva, essendo io stesso massofisioterapista . Domenica 11 Dicembre ho corso una bellissima gara di 10 km al lago Patria dove le sensazioni di spinta durante la gara erano abbastanza buone ma dopo una curva verso la fine dell’ottavo km ho avvertito una fitta forte al bicipite femorale sinistro che subito  ho riconosciuto essere l’inizio di una contrattura. Ebbene si gli ultimi 150 metri sono riuscito a giungere  il traguardo camminando a passo lento   per evitare il peggio visto che la fitta iniziale col passare inesorabile di metri e secondi diventava un dolore forte che ostacolava decisamente il mio naturale gesto atletico. Al termine della competizione mi risultava difficile estendere la gamba perché da contratto il muscolo mi causava una camminata con ginocchio flesso e dolore profondo e deciso nella zona postero laterale della coscia sinistra.

Ma veniamo all’aspetto più scientifico dell’infortunio, cosa è una contrattura:

la contrattura è un atto di difesa del muscolo che insorge nel momento in cui il muscolo viene sollecitato oltre il suo limite di sopportazione fisiologico quindi il sovraccarico funzionale porta a contrarre il muscolo involontariamente causando così  non una rottura di fibre ma alterando la capacità contrattile del muscolo.

Cosa fare in una situazione del genere?

Per esperienza personale il primo consiglio che mi sento di dare è  ridurre drasticamente la velocità di corsa che sia un allenamento o una gara e se il dolore è proprio invalidante rinunciare anche al traguardo di quel giorno, perché in una situazione di forte alterazione la contrattura può degenerare in altro tipo di traumatologia ben più grave con tempi di recupero che aumentano in modo direttamente proporzionale alla natura dell’infortunio. Io personalmente dopo l’arrivo ho effettuato un periodo di recupero da fermo cercando di tenere calda la zona dolente in modo da favorire la circolazione sanguigna sulla zona danneggiata e dopo circa venti minuti ho effettuato prima un massaggio leggero in modo da comprendere l’entità del danno e per iniziare a sciogliere il muscolo, poi sono passato ad una manovra un po’ più forte per sciogliere l’indurimento. Alla fine un leggero esercizio di stretching per allungare la muscolatura degli ischio crurali, gamba al caldo, e successivamente riposo.

Il giorno dopo le sensazioni erano buone, avvertivo una leggera dolenzia superficiale e ho trattato la contrattura  con massaggio decontratturante e praticando lo stretching propriocettivo con allungamenti a diversi gradi di range di movimento. Questa strategia di intervento mi ha permesso di non fermare la mia attività sportiva sia  perché sono stato rapido e consapevole da subito sull’ intervento da fare  e poi  perchè ho saputo tirare il freno quando era il momento di tirarlo senza inseguire progressioni ulteriori che il giorno dopo mi avrebbero costretto all’odioso  stop forzato.

Le linee guida in ambito medico sportivo  indicano per  le contratture un tempo più lungo rispetto a quello  velocissimo da me impiegato con l’ausilio di elettromedicali,massaggi e allenamento con carichi adeguati. Io credo che stia nella buona fede e professionalità dell’operatore sanitario e al lavoro coscienzioso e di gruppo fatto dal team composto da  fisioterapista, massaggiatore e preparatore atletico, stabilire in base alle caratteristiche tecniche dell’atleta infortunato i tempi di recupero. Infondo siamo tutti super appassionati e amanti della corsa e sappiamo bene quanto costi fatica per un atleta assoluto o amatore che sia, lasciare le scarpe da parte per un periodo più o meno lungo.

Buon allenamento.

piermatteo-gianlucaGianluca Piermatteo massofisioterapista

Preparatore atletico

Per contatti: gianpiermat@libero.it

 

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