Medicina slide — 18 gennaio 2017

polpaccio Capita spesso nelle mie settimane lavorative di massaggiare atleti che hanno problemi muscolari relativi alla muscolatura dei polpacci o più precisamente tricipite surale, dopo le competizioni domenicali dove l’impegno muscolare è decisamente maggiore rispetto alla settima di allenamento appena terminata.

In genere la sensazione di dolore che  viene descritta dai miei pazienti è abbastanza comune con dolorosità al tatto, difficoltà a flettere il piede dorsalmente e senso di pesantezza nella deambulazione con difficoltà a stare sugli avampiedi e a scendere le scale.

La funzione di questi muscoli è quella appunto di flettere il piede per permettere l’avanzamento durante la corsa,quindi provate solo ad immaginare quante volte il piede durante la giornata si flette e soprattutto in una gara di corsa  con che velocità e intensità si flettono i nostri piedi per portarci in avanti.

Le indagini preliminari da fare su un podista riguardano: L’ analisi posturale dove vengono indagate tutte le possibili componenti dell’appoggio del piede che possono in qualche modo influenzare la spinta del piede durante la corsa, dopodiché si valuta il consumo delle scarpe,se sono ancora valide come ammortizzazione (quindi durata di vita della scarpa)e soprattutto se c’è una componente maggiore di consumo in pronazione o supinazione . Quest’ ultima valutazione è fondamentale per capire quali sono i compartimenti muscolari maggiormente sollecitati durante la corsa.

Una volta fatte queste valutazioni preliminari si cercano manualmente le zone del polpaccio che risultano più dure al tatto dopodiché si decide quale  procedura e  tecnica manuale migliore con cui procedere per massaggiare.

Per esperienza personale trovo utile il massaggio di tipo trasverso dove il paziente atleta viene informato del dolore che potrebbe sentire in seduta, Trovo utile anche applicazione a fine seduta del kinesio taping che completa il lavoro del massaggio decontratturante con un’azione decompressiva continua.

Come elettromedicale a parere mio sarebbe consigliabile un breve numero di tecar ove necessario quindi non sempre!

Altro aspetto fondamentale per il podista è la ripartizione del carico post contrattura, io consiglio sempre di riprendere a correre in modo molto tranquillo con una durata di tempo dimezzata rispetto ai carichi quotidiani almeno fin quando il dolore e la libertà dei movimento del piede non viene finalmente ripristinata.

Conclusioni finali:

anche in questo caso il lavoro di team composto da preparatore atletico, massaggiatore e fisioterapista gioca un ruolo fondamentale in quanto un atleta ben seguito con ripartizione di carichi di allenamento adeguati e pronta “manutenzione” dei muscoli, riuscirà a togliersi qualche soddisfazione senza dover ricorrere ai ripari in seguito ad un infortunio.

Buona corsa a tutti.

piermatteoGanluca Piermatteo masso fisioterapista e preparatore atletico (cell. 392 403 99 30)

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