Atletica News — 27 maggio 2011

in uno Stadio Olimpico festante e chiassoso per la presenza record di quasi 50.000 persone sugli spalti, entusiaste per lo spettacolo di grande atletica offerto da molti dei migliori atleti del pianeta. Bolt su tutti, quindi, all’esordio stagionale in cui ha fermato il cronometro a 9″91, dopo aver inseguito, in uno sventolio di bandiere giamaicane, un brillantissimo Asafa Powell. Il sorriso all’Italia lo regala Andrew Howe, sempre più convincente sui 200, vinti con la grinta del protagonista in 20″31. A fine meeting va sul podio anche la 4×100 azzurra con Donati, Collio, Di Gregorio e Cerutti, seconda (38.89) solo al quartetto canadese. Il Compeed Golden Gala si congeda dal pubblico romano con ben sette primati mondiali stagionali e un record mondiale juniores, stabilito nei 3000 siepi femminili dall’etiope Adamu 9’20″37.


 


100 metri (uomini) – la spinta, a Usain Bolt, l’ha data l’urlo dei quasi 50.000 dell’Olimpico. Partito non velocissimo (0.174 la sua reazione allo start), il primatista del mondo ha lasciato col fiato sospeso chi si aspettava una accelerazione vincente con gara risolta già ai 40 metri. Asafa Powell gli è scappato davanti, bravissimo, e Bolt ha saputo riprenderlo solo negli ultimi metri, sospinto dal fragore dei suoi sostenitori, un intero stadio, chiudendo l’esordio stagionale e italiano in 9″91, a due centesimi dal mondiale stagionale dell’altro giamaicano Mullings. Powell, reattivo e competitivo, è uscito sconfitto con tutti gli onori in 9″93, il suo miglior tempo dell’anno. Strepitoso anche Lemaître, il francese campione d’Europa, che non si è lasciato intimorire dai giganti giamaicani ed è piombato sul traguardo in un grande 10″00, miglior prestazione europea 2011. Fa festa anche Kim Collins, campione del mondo otto anni fa a Parigi, ritornato dopo un semi-ritiro dalle gare e ancora capace di ben figurare in 10″12, quarto posto. Per Bolt la passerella, l’entusiasmo e il sorriso di chi questo pubblico, straordinario, lo ha sentito a fianco metro dopo metro. “Ero abbastanza nervoso – commenta Bolt – e mi sono fatto prendere un po’ dalla tensione in gara. La partenza non è stata il massimo. Era la mia prima uscita dopo tanto tempo e potevo fare meglio, ma in fondo ero qui per togliermi la ruggine di dosso e mi interessava chiudere senza problemi fisici. Il pubblico di Roma è stato esaltante, gareggiare qui un’esperienza elettrizzante. Powell ha fatto la sua gara, ma lui è già dentro la stagione, al contrario di me che sono soltanto all’inizio. Martedì prossimo conto di fare meglio ad Ostrava. La Giamaica è da sempre la patria di Bob Marley, è lui che l’ha fatta conoscere in tutto il mondo. Pensare che ora anche il mio nome è associato alla mia terra è un grande onore per me”.


Staffetta 4×100 (uomini) – gli azzurri dell’argento europeo di Barcellona (con Cerutti in squadra al posto di Checcucci) sono secondi nell’ultima gara della serata. Donati, Collio, Di Gregorio e Cerutti chiudono in 38″89, migliore prestazione europea del 2011, secondi dietro il quartetto canadese che ha tagliato il traguardo in 38″65. Il quartetto azzurro, aldilà del riscontro cronometrico che fa ben sperare per il proseguimento della stagione con il Mondiale in vista, si è lasciato alle spalle l’europa che conta, con i soli britannici assenti. Germania in 39″09, poi Polonia, Francia e Spagna. L’Italia under 23, con Manenti, Rosichini, Basciani e Tumi, è stata squalificata.


400 metri (uomini) – vince Chris Brown, il numero uno delle Bahamas, a lungo co-interprete della specialità con Wariner e Merritt. Il tempo del caraibico è un buon 45″16, sortito da un ottimo rettilineo, dopo che dalla curva era uscito baldanzoso il belga Jonathan Borlée, alla fine terzo in 45″53, beffato nel finale anche dal giamaicano Gonzales (45″43). Discreta la gara di Marco Vistalli, che in prima corsia ha recuperato una posizione in extremis superando lo statunitense Torrance, chiudendo sesto in 46″02.


Triplo (uomini) – debutto stagionale e subito primato mondiale 2011 per il britannico Phillips Idowu, che con 17,59 sfiora il primato del Golden Gala, che appartiene con 17,60 al primatista del mondo Jonathan Edwards. Chiude secondo lo svedese ex-campione olimpico Olsson (17,29), terzo il cubano Copello (17,14). Dietro il bahamense Sands (17,13) un bravo Fabrizio Schembri, quinto con 17,08 (vento -0.2). Settimo Fabrizio Donato (16,77, vento nullo), che dopo la misura iniziale ottenuta al primo turno ha infilato cinque nulli alla ricerca di una misura importante.


Asta (uomini) – è Renaud Lavillenie l’acrobata dell’Olimpico. Il francese, salito a 6,03 in inverno, stabilisce con 5,82 il nuovo record mondiale stagionale con un primo tentativo immacolato e netto. Un errore a 5,87, con in ballo ancora il tedesco Mohr (secondo con 5.72), e due altri errori a 5,92, non gli impediscono di ricevere un’autentica ovazione dal pubblico romano. Terzo l’ucraino Mazuryk con 5,62.


Giavellotto (donne) – la russa Abakumova, la valchiria della specialità, ha vinto con 65,40, una prestazione tecnica che le vale il primato mondiale stagionale, che già deteneva. La Abakumova ha battuto la tedesca Obergfoll (63,97) e la ceka Spotakova, primatista mondiale (63,32). Settimo posto e buona misura per l’azzurra Zahra Bani (59,28). Solo nona e ultima la campionessa d’Europa di Barcellona 2010, la tredesca Linda Stahl.


5000 metri (uomini) – ancora un primato del mondo 2011 al Compeed Golden Gala, in una gara in cui era facilmente pronosticabile un grande risultato, vista la qualità dei competitors. La volata vincente, dopo ritmi decisamente alti con la chiave di volta dopo il terzo chilometro, è ancora di Imane Merga, al secondo successo consecutivo allo Stadio olimpico dopo quello dell’anno scorso, che ha chiuso in 12’54″21. Secondo, a due secondi dal primato mondiale junior, il kenyano Isaiah Kiplangat Koech, un ragazzo che ha strabiliato nella stagione indoor. Terzo l’altro kenyano Vincent Chepkok in 12’55″29. In totale sei atleti sotto i tredici minuti, per la miglior gara della stagione, in linea con la tradizione dell’Olimpico, che vuole i 5000 maschili terreno di conquista per chi ha fame di grandi tempi.


Alto (donne) – Blanka Vlasic vince all’Olimpico per la quinta volta nella carriera. Si tratta del secondo successo consecutivo dopo il “break” infertole nel 2009 da Antonietta Di Martino, assente questa sera in pedana. La Vlasic ha vinto con 1,95, a un centimetro dal record mondiale stagionale all’aperto della russa Chicherova, realizzato ieri. La croata ha provato i due metri, senza successo, per tre volte, uscendo un po’ delusa per la misura, ma sorridente alla chiamata del pubblico, che l’ha ricoperta di applausi. Seconda con 1,92 la Spencer, una specialista di St.Lucia, terza con la stessa misura la francese Melfort.


200 metri (donne) – ad Allyson Felix non riesce di lasciare il Compeed Golden Gala con una doppietta, dopo il successo sui 400 metri. La statunitense (quarta in 22″81) perde la scioltezza della corsa dopo la curva e lascia andar via la connazionale Bianca Knight (prima in 22″64). Sul podio anche la giamaicana Stewart in 22″74 e la 35enne Debbie Ferguson, bandiera delle Bahamas, terza in 22″76. Secondo impegno anche per Sanya Richard-Ross, quinta in 22″88.


800 metri (uomini) – nella sorpresa generale piazza lo spunto vincente il 35enne americano Khadevis Robinson, alla terza giovinezza di una lunga e onorata carriera. Per lui 1’45″09 e la gran soddisfazione di lasciarsi alle spalle il campione del mondo Mulaudzi (1’45″509 e il kuwaitiano Al-Azemi (1’45″52). Mai davvero in gara il campione olimpico dei 1500 metri, Asbel Kiprop, quarto in 1’46″02, ma primo dei kenyani, relegati al ruolo di comprimari con Lalang, lo junior Mutua e Kiplagat nell’ordine dalla quinta alla settima posizione della classifica. Ultimo, uno dei favoriti, l’altro kenyano Yego.


1500 metri (donne) – la protagonista è la titolatissima Jamal (Bahrein), oro a Berlino 2009, che abbatte la resistenza dell’etiope Assefa e coglie il terzo primato mondiale stagionale della serata dell’Olimpico in 4’01″60. Per la Assefa la consolazione del nuovo primato personale in 4’02″12. Buono l’esordio dell’altra etiope Burka, una delle specialiste più forti in circolazione, terza in 4’03″28. Quarta l’ex-leader 2011 Mishchenko, solo quinta la campionessa olimpica di Pechino Nancy Lagat (4’03″66).


100 metri ostacoli (donne) – dall’olimpico esce trionfatrice Dawn Harper, olimpionica in carica, che resiste al ritorno di Kellie Wells e fulmina il cronometro in 12″70 (12″73 per l’avversaria e connazionale). A metà gara salta Lolo Jones, ancora una volta rea dell’abbattimento di un ostacolo e conseguente perdita delle frequenze. Terza per un podio tutto a stelle e strisce, Danielle Carruthers ((12″80). Bravissima la under 23 svizzera Lisa Urech, quarta, che in 12″84 toglie oltre un decimo alla già sua miglior prestazione europea stagionale.


200 metri (uomini) – l’olimpico è una bolgia, Andrew Howe eccita la folla ed esce primo dalla curva. La determinazione del campione reatino a ben figurare è nota, ma si esalta sulla distanza della velocità che lo laureò campione del mondo juniores a Grosseto. Il rettilineo è un gigante che non fa paura, l’azzurro è primo al traguardo in 20″31 (vento +1.1), miglior prestazione europea della stagione, a un centesimo da quanto Howe seppe fare nella Notturna di Milano dell’anno scorso, e a tre centesimi dal primato personale, il 20″28 che fu primato europeo junior. Grande l’azzurro, che ha battuto nettamente specialisti con primati inferiori al suo, compreso il campione olimpico di Atene Shwan Crawford, quarto in 20″82, preceduto dal giamaicano Anderson (secondo in 20″49) e dal trinidegno Sorrillo (20″68). Howe si lascia avvolgere dall’abbraccio del pubblico impazzito, si concede la passerella e raccoglie il meritato tributo. Gioia. Applausi. “Devo dire – le parole di Howe a fine gara – che è andata bene: correre in casa non è mai facile perchè c’è sempre un carico di tensione aggiuntivo che non sai bene come gestire. In ogni caso per essere stata la mia prima stagionale sui 200 metri mi sembra che sia andata bene. In allenamento corro anche più forte di così e quindi so che posso limare ancora qualcosa a questo tempo. Devo lavorare, sia per migliorare la fase in curva, sia il finale: oggi mi sono indurito negli ultimi metri senza riuscire a spingere al meglio. Però devo dire che un pubblico così è davvero meraviglioso: mi sono sentito spingere fino al traguardo; davvero fantastico. Fisicamente no problem, con buone sensazioni: sento che posso migliorare ancora”.


400 metri (donne) – la gazzella americana Allyson Felix, una delle beniamine del pubblico di tutte le latitudini, avvolge la pista con la sua corsa agile e rotonda, e migliora all’Olimpico il proprio primato stagionale scendendo per la prima volta nella stagione sotto i cinquanta secondi (49″81). La classifica della specialità del Compeed Golden Gala ricalca alla perfezione le graduatorie stagionali, con le prime tre che si ripetono nello stesso ordine. Seconda l’africana Montsho (Botswana) in 50″47, terza la statunitense Francena McCorory in 50″70. Il dato statistico riporta di altre due quattrocentiste sotto i 51 secondi, la americane Dunn (50″79) e, un po’ più inaspettatamente visto lo status di vertice che detiene da anni, Sanya Richard-Ross, solo quinta in 50″98. Personal best per l’ostacolista inglese Shakes-Drayton, che si esprime bene anche sul piano (51″47). Ha fatto ciò che ha potuto Marta Milani, che ha chiuso ottava in 52″75. Alle sue spalle, nona, Libania Grenot, mai in gara e delusa dal cronometro (53″”50).


3000 metri siepi (donne) – Il primo eccezionale risultato della serata romana. Ha sfiorato il primato del Golden Gala la kenyana Milcah Chemos Cheiywa, che ha colto però il secondo successo stagionale in Diamond League dopo quello di Doha. La kenyana ha vinto allungando con decisione a 200 metri dal traguardo in 9’12″89, primato mondiale stagionale, precedendo l’etiope Assefa (seconda col record nazionale di 9’15″04, dodicesima prestazione di sempre. Terza la tunisina Ghribi ((9’20″33). Il dato statistico rilevante, oltre alla leadership mondiale della Cheiywa, è giunto dal primato mondiale junior stabilito dall’altra etiope Birtukan Adamu, che in 9’20″37 ha migliorato il precedente limite di categoria appartenente ad una altra etiope, Almaz Ayana, che la scorsa stagione a Bruxelles aveva ottenuto 9’22″51.


400 metri ostacoli (uomini) – il leader mondiale stagionale Louis J. Van Zyl conferma all’Olimpico di essere uno degli specialisti più accreditati per la conquista del podio mondiale a Daegu. E’ partito forte e dalla quinta corsia la sua figura è emersa subito da protagonista. Ha perso un poco nel finale, rallentando più del britannico David Greene, campione d’Europa, autore di un gran rettilineo che l’ha portato al secondo posto in 48″24, miglior prestazione europea della stagione. Terzo Angelo Taylor, due titoli olimpici nella specialità, in 48″66. Sotto i 49 secondi anche il portoricano Culson, argento mondiale, in 48″86. Esordio incolore per Kerron Clement, un titolo mondiale e un argento olimpico in carriera, nono e ultimo in 50″03.


100 metri pre-programme races (uomini) – due serie prima del piatto forte in chiusura di serata. Entrambe le corse vinte da sprinters canadesi. Nella prima si è ben comportato il campione italiano indoor dei 60 metri, Michael Tumi, secondo in 10″45, battuto dal forte canadese Connaughton (10″31). Tumi ha superato il polacco Kuc (10″49). Seconda serie all’altro canadese Smellie in 10″38
sul portoghese Nascimento (10″50) e l’olandese Codrington (10″53). Sesto posto di Roberto Donati in 10″58.


Lungo (donne) Рla gara si ̬ risolta in duello a stelle e strisce tra la campionessa del mondo Reese e la connazionale di origini africane Jimoh. Si ̬ imposta la Reese al quarto turno con 6,94 (vento -0,4), misura ripetuta nel salto di chiusura. Da segnalare al terzo salto un nullo molto netto ma davvero lungo. La misura ̬ la seconda al mondo nella stagione, a un centimetro dal fresco 6.95 della bielorussa Shutkina. La Jimoh era passata in testa al secondo turno con 6,84, misura che non ̬ stata capace di ripetere nel proseguimento della gara. Terza la francese Lesueur con 6,64.


Peso (uomini) – emerge ancora la figura di Dylan Armstrong, canadese che sta vivendo la miglior stagione della carriera. Sulla pedana dell’Olimpico ha chiuso la partita al quinto turno con un poderoso lancio di 21,60, a un fazzoletto di centimetri dal primato nazionale stabilito recentemente. All’ultimo turno la classifica si è smossa dopo i primi fuochi iniziali. Il campione olimpico Majewski ha portato il primato stagionale a 21,20, lo statunitense Hoffa (terzo ma in testa in avvio) ha chiuso con 21,13. Solo quarto Cantwell, per la prima volta nella stagione all’aperto oltre i 21 metri (21,09).


Disco (donne) – la croata Perkovic, campionessa d’Europa, apre la serata romana con una nuova convincente vittoria dopo quella di Shanghai, ripetendone quasi in fotocopia il risultato tecnico. 65,56 all’Olimpico, due centimetri in più in Cina. Il lancio vincente della Perkovic al secondo turno, dopo aver aperto in testa con 64,06. Seconda la cubana Barrios con 64,18 (a un centimetro dal primato stagionale), terza la tedesca Nadine Muller con 63,18. In ottava posizione l’azzurra Laura Bordignon con 55,42 (la serie: 54,88 – nullo – 55,42 – nullo – 54,14 – 53,91).


COMPEED GOLDEN GALA 2011


Migliori prestazioni mondiali 2011: UOMINI – 5000 metri: Imane Merga (ETH) 12’54″21; Asta: Renaud Lavillenie (FRA) 5,82; Triplo: Phillips Idowu (GBR) 17,59. DONNE: 3000 siepi: Milcah Chemos Cheiywa (KEN) 9’12″89; 400 metri: Allyson Felix (USA) 49″81; 1500 metri: Maryam Yusuf Jamal (BHR) 4’01″60; Giavellotto: Mariya Abakumova (RUS) 65,40. Primati mondiali juniores: DONNE: 3000 siepi: Birtukan Adamu (ETH) 9’20″37.


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Autore: cs

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Peluso

  • Marco Cascone

    I meeting vengono organizzati per lo spettacolo e per i valori tecnici, da esprimere al meglio. Un meeting come quello di Roma non può essere organizzato nel mese di maggio, lontanissimo dagli appuntamenti agonistici dell’anno (mondiali o Olimpiadi). La lontananza ci dona solo un atleta in piena fase di allenamento intenso, e quindi di conseguenza non pronto per risultati di valore assoluto (e ieri lo abbiamo visto). Roma è un Meeting bellissimo, cambiate data,: luglio era perfetto

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