Cronaca — 29 settembre 2008

Mentre il mondo dei lustrini e delle paillettes, al termine della settimana della moda milanese, si concentra sulle tendenze, si illude di poter stabile cosa è chic e cosa è kitsch, impone il tacco vertiginoso come mezzo di conquista femminile e vi associa un’immagine di donna che ha veramente poco a che fare con qualcosa di umano, per fortuna vi è anche il rovescio della medaglia vi è il mondo dello sport vi è il mondo della corsa unico requisito indispensabile per appartenervi: una vena di pura follia!
Top o canotta + pantaloncini; scarpette ai piedi; fisico che scoppia di salute!  
L’Atletica Molise Amatori di certo sa cos’è il vero sport e lo dimostra ogni anno organizzando, sempre meglio, quella che è ornai da anni una mezza maratona eccezionale, giunta alla sua XXV edizione con merito e gloria.
Nel verde delle colline molisane ed a pochi passi dal Matese, per festeggiare le nozze d’argento, ecco la contrada di Tappino, con la sua aria fredda e pungente, accogliere quasi mille runners e condurli fino al decumano di Altilia, nel suo anfiteatro pregno di storia, per partecipare tutti insieme alla grande festa delle premiazioni.
Altilia rappresenta un perfetto esempio di città mirabilmente conservata in un paesaggio agrario. Gli scavi hanno portato alla luce uno straordinario complesso archeologico e, cioè, i ruderi della città romana di Saepinum, alle falde del massiccio del Matese, nata sulle rovine di un insediamento sannitico del IV, V secolo a.C. e raggiungendo, poi, il suo massimo splendore nell’età Augustea.
Il borgo sorse durante anni di cui non abbiamo memoria storica come luogo di sosta e passaggio. Qui le greggi vi trovavano rifugio ed il nome latino ne rivela le origini (Saepio – recingo).
Si presenta come una città in miniatura dotata di tutti quei segni distintivi architettonici che connotavano un centro imperiale ossia mura, porte con fregi trionfali, foro, anfiteatro, terme, templi, monumenti tombali fuori le mura, ma con materiali non marmorei bensì di rustica pietra locale di varia coloritura, dal bianco al grigio – rosato, che conferisce al paesaggio sfumature particolari.
E’ questo il contesto magico che ha avvolto gli atleti all’arrivo e che è stato luogo preposto alle tante premiazioni. Si perché la Tappino – Altilia da riconoscimento ai primi 10 di ogni categoria, con prodotti tipici locali, in un’atmosfera di festa unica, con amici e parenti, suonatori del posto ed a completare lo sfondo, alle spalle dell’anfiteatro, un pascolo di mucche.
Chi in pullman, chi in macchina, dopo il ricco pranzo, torna verso casa una pioggerellina fitta fitta copre qualche lacrima e valorizza qualche sorriso Tappino – Altilia arrivederci al prossimo anno ma per il momento tutti sotto una meritata doccia calda!


 


Un abbraccio a tutti i cuori podisti.


 


 


Autore: Viviana Passaretti

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