Maratone e altro slide TuttoCampania — 19 dicembre 2016

coastLa sveglia è alle 5 del mattino. Nulla di anomalo per chi come me da anni si alza all’alba per iniziare la giornata correndo prima di andare a lavoro. Solo che oggi è domenica, giornata in cui solitamente non mi sveglio prima delle 6,30. Sempre per andare a  correre con gli amici per fare un lungo di una ventina di chilometri.

Ma questa domenica a Sorrento si corre la Coast to Coast, sia la mezza maratona che la maratona, una tra le gare in assoluto più dure del calendario podistico campano e nazionale.

Con Ciro e Michele l’appuntamento è alle 6,15 all’ingresso del viale di casa. Ciro correrà con me la mezza, quindi viene a prendermi con la prorpia auto; Michele parte da sol visoto sarà l’unico della mia squadra a fare la maratona.

A Sorrento ci aspettano Teresa, Bruno, Giovanni e Alfonso.

Quando arriviamo, il freddo pungente è mitigato dalla splendida giornata di sole e dall’adrenalina che, man mano che si approssima la partenza, rende il sangue sempre più incandescente.

Le partenze diversificate – partirà prima la mezza e poi la maratona – rendono meno caotico il flusso degli atleti al via. Peccato che, rispetto allo scorso anno, questa volta fin dai primi metri il percorso è in parte occupato dalle auto che sopraggiungono in senso opposto. Addirittura un pullman parcheggiato ai bordi della strada restringe pericolosamente la strada costringendo gli atleti a riversarsi sul marciapiede opposto per evitare di ammassarsi l’uno sull’altro.

Dopo circa 2 chilometri di rettilineo inizia la lunga salita di circa 9 km che ci porterà fin su Sant’Agata dei Due Golfi.

Con Ciro e Giovanni ci inerpichiamo sulla strada volgendo ripetutamente gli sguardiall’orizzonte per ammirare il magnifico scenario della penisola sorrentina.

Visto la splendida giornata, Ciro mi ha letteralemente  “obbligato” a portare con me lo smartphone per farci qualche selfie correndo.

Mentre gli altri membri del nostro team affrontano la dura e lunga salita a passetti per evitare di sprecare energie, rischiando di non farcela poi a chiuderla, noi tre li precediamo speditamente scambiandoci commenti sul percorso e sul panorama.

Ciro, che funge da “regista”, ritiene che non è ancora giunto il momento di fermarci per scattare qualche foto. Vuole uno spaccato di panorama da dove si ammiri distintamente lo scenario del golfo di Sorrento. A meno di un chilometro dal punto più alto e critico della gara, individua una terrazza panoramica. Ci fermiamo e iniziamo a scattarci dei selfie nemmeno fossimo dei ragazzini.

Eppure lo spirito goliardico con cui stiamo affrontando la gara fa invidia a dei diciottenni.

Trepidanti ci avviciniamo alla ringhiera che affaccia su uno scenario di incanto; sfilo lo smartphone dalla custodia allacciata al braccio e, su indicazioni del regista, inizio a scattare dei selfie.
Previdente qual è, Ciro ha messo in pausa il cronometro per farlo ripartire non appena riprenderemo a correre in maniera da sottrarre dal tempo finale quello che abbiamo perso per appagare la nostra vanità e ottenere il responso effettivo: due minuti esatti!

Finito il “servizio fotografico”, ricominciamo a salire verso Sant’Agata dei Due Golfi. Quando giungiamo in prossimità del cartello stradale che indica l’approssimarsi di una salita con il 10% di pendenza comprendiamo che sta per iniziare il momento più difficile. Dismettiamo lo spirito goliardico e ci concentriamo sullo sforzo fisico necessario per completare quel terribile strappo in salita.

Dopo circa 700 metri di fatica infinita, finalmente inizia la discesa a Sorrento.

Sapendo che da tempo soffro un leggero risentimento al nervo sciatico, per cui in discesa non ho alcuna intenzione di forzare, Ciro e Giovanni mi fanno cenno che mi precederanno. Li saluto, dicendo loro di non preoccuparsi che ci vedremo al traguardo.

Fortunatamente la gamba va meglio di quanto sperassi per cui riesco a scendere in scioltezza senza grossi patemi.

Quando finalmente giungo sul vialone d’arrivo riesco ad allungare senza problemi.

Taglio il traguardo in 2:07:19. Levando i due minuti spesi per le foto, il tempo di 2:05:19 è più che dignitoso per una gara tosta come la Coast To Coast.
Soddisfatto mi avvio incontro a una delle soldatesse che fungono da miss per farmi mettere la medaglia al collo; quindi mi incammino al ristoro dove incrocio Ciro e Giovanni con il figlioletto in braccio.

Stanchi ma felici, ci facciamo scattare qualche altra foto ricordo.

Anche questa è andata.

Mentre raggiungiamo il parcheggio, intravediamo Alfonso tagliare il traguardo. Bruno e Teresa ci telefonano poco prima che partiamo. Anche loro sono felicissimi per averla chiusa. Teresa è contentissima: soffrendo particolarmente le salite, essere riuscita a completarla per lei è un’impresa non da poco.

Ci dispiace non poter aspettare Michele: sappiamo che prima di chiudere la propria gara non passeranno non meno di altre due ore.

A regalarci l’ulteriore emozione sarà il suo messaggio sulla chat di whatsapp della squadra, quando ormai già siamo a casa: tutto bene l’ho chiusa in 4h:26′.

Buone feste a tutti!

Vincenzo Giarritiello

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