Curiosita slide — 13 luglio 2018

new yorkL’uomo è in costante ed imprescindibile interazione con l’ambiente che lo circonda. Sempre più enormi spazi di campagna sono “divorati” dal cemento e dall’asfalto. L’ambiente urbano è un luogo complesso,che può fomentare rivalità economiche ed aumentare l’aggressività,incrementando la competitività. In città i ritmi della vita quotidiana sono frenetici,ciò porta ad un aumento delle alterazioni del sistema neurovegetativo, del ritmo sonno veglia, del tono dell’umore,alterazioni della condotta, con manifestazioni di antisocialità ed aggressività, fino ad arrivare alle alterazioni dell’identità. Si può affermare che l’ambiente urbano genera  due condizioni psicologiche ricorrenti: la mancanza di riconoscibilità e la solitudine. Quest’ultima  è originata dalla situazione alimentata dall’affollamento urbano. L’essere umano è nato per vivere immerso in una stimolazione sensoriale “naturale”, in cui colori, odori e suoni sono assai diversi da quelli offerti dalle città. Rumori, monocromatismo (prevalenza del grigio),odori sgradevoli,sostanze chimiche(inquinamento atmosferico ), affollamento e senso di costrizione produco moltissime situazioni di disadattamento. L’ambiente urbano rappresenta il luogo tipico di scollamento  tra uomo e natura, tra bisogni reali e bisogni “indotti”. Gli individui non si accorgono più degli stimoli nocivi che li circondano, la ripetizione di uno stimolo nel tempo induce assuefazione.

L’ambiente urbano genera un sovraccarico di sollecitazioni che bombardano gli individui portando all’aumento del senso dell’inefficienza mentale e fisica, questo provoca un’alterazione grave dell’equilibrio psico-fisico poiché le modificazioni neuro-endocrine possono alterare il funzionamento di organi che ne subiscono gli effetti (cosiddetti organi bersaglio). Dispepsie, gastriti, colon irritabile, dermatiti, disturbi del sonno, cefalea, disturbi dell’identità, aumento dell’antisocialità e dell’aggressività. I disturbi psicologici sono in costante aumento: ansia, nervosismo, depressione, panico, angoscia, rabbia, pessimismo esistenziale.

Il paesaggio urbano induce un aumento dello stress quotidiano senza possibilità di recupero psico-fisico. Ambienti degradati tendono a far sentire i cittadini abbandonati dalle istituzioni con un aumento del senso di anonimato, della diffidenza sociale, di tutte le forme di vandalismo e di microcriminalità. L’ambiente delle nostre città non risponde ai reali bisogni umani. Non è pensabile una modificazione che possa trasformare l’uomo in un essere adattato ad un ambiente rumoroso, nè che la fisiologia respiratoria possa  modificarsi al cambiamento di un atmosfera intrisa di petrolio bruciato. Le soluzioni possono andare soltanto nella direzione di una modificazione dell’ambiente, cercando di ricreare un contesto adatto alla conformazione psico-biologica delle’essere umano. Gradevolezza dell’ambiente, corretta alimentazione, movimento fisico e socialità devono essere i punti cardine sui quali far ruotare il nuovo modo di concepire e strutturare le nostre città, nella speranza di favorire un nuovo e migliore stile di vita.

L’essere umano è l’unico animale che distrugge l’habitat in cui vive!

Noi abbiamo bisogno della natura, la natura non ha bisogno di noi!

 

Dott. Giovanni Acampora

giovanni-acampora@virgilio.it

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