Cronaca — 16 settembre 2009

 Finisce la primavera, e quindi chiude la scuola, la scuola di danza, finisce l’attività la squadra di pallavolo, insomma con il tepore dell’estate arriva anche una consistente diminiuzione dello stress, sopratutto quello dato da svariati e piacevoli impegni familiari, ma che tolgono tanto tempo al nostro amato hobby. Sopratutto aspetto il 25 giugno, giorno di partenza, di mia moglie e i due figli più piccoli, penso una volta partiti loro, libero sfogo agli allenamenti. E proprio nella data della loro partenza, la sera mi regalo il nuovo PB sui 5.000 m. su pista (17’26″1°), è dal 2007 che sogno di correre questa gara sotto i 3’30″/km. Così passa luglio, allenamento a go go e quattro gare in pista (due 1.500 e due 800) corse abbastanza bene. Arriva agosto e le gambe si afflosciano, ma che succede? Dico – sarà il caldo ed anche un po di stanchezza! Meno male che il cinque inizieranno le mie di ferie! Infatti il 06/08 mattina dall’aeroporto di Lamezia Terme, mi inbarco su un volo carter che mi riunirà con i 3/5 della mia famiglia. Destinazione Toronto! Già sull’aereo pregusto gli allenamenti che potrò fare una volta arrivato a destinazione. In effetti le prime due settimane passano con discreti effetti positivi sulla mia condizione di forma, la temperatura è molto più fresca rispetto a quella della mia Calabria! Il 16 di agosto, guardacaso nel giorno più caldo della mia permanenza in Canada, partecipo ad una gara di 10 Km all’interno di un parco, quindi con tracciato di andata e ritorno per niente facile, organizzata per raccogliere fondi per una bambina malata di un rarissimo cancro alle ossa. Per l’occasione indosso il mio completo della nazionale Italiana che non vestivo dai mondiali su pista di Riccione. Dopo pochi Km dalla partenza mi trovo solo al comando del plotone di circa 150 partecipanti, non vi nascondo come mi sentivo fuori luogo, non sono abituato a queste cose, ma quando al ritorno incontro tutti gli altri concorrenti, chi mi chiede il cinque, chi mi incita chi mi applaude, non vi nascondo che ci prendo gusto. Allora mi preparo, e all’arrivo quando vedo il nastro teso davanti a me non ho potuto fare a meno di alzare le braccia. Passata questa esperienza, riprendo ad allenarmi caricatissimo, ma gli impegni vacanzieri cominciano ad infittirsi, le sedute cominciano a saltare, in più mi becco l’influenza, seguita dal viaggio a Washington D.C. (città bellissima, da rivedere), insomma mi saltano gli allenamenti più importanti. Mi presento, il 07 settembre, sempre con il completo della nazionale italiana, ai nastri di partenza della Labour day Oakville Half Marathon, che non mi sento per niente pronto (sognavo di migliorare il mio PB). Infatti dopo lo sparo passo al primo Km in 4’30”, mi son detto, così però è troppo piano, allora mi metto sotto, strigo i denti, e riesco a chiudere gli altri 20,1 Km in 1h20’03”, dopo i primi Km corro sempre da solo, con un unico sorpasso al 18°. Peccato perché la temperatura era ideale, ed il tracciato non era male per tentare un PB. Alla fine ero comunque contentissimo del mio 1h24’33”, ma sopratutto contento delle bellisime esperienze fatte oltre oceano, ed un po positivamente meravigliato della calorosità del popolo canadese, che da bordo strada incitava ed applaudiva tutti i corridori, sicuramente superiore a quella trovata sulle strade italiane! Cassifica finale: 11° assoluto 3° master e 1° MM 45.

Autore: Federico Brancatelli

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Peluso

  • Federico Brancatelli

    Chiedo scusa a tutti per i numerosi “orrori”!!!

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