TuttoCampania — 21 giugno 2016

castellabate 2016 lagoSanta Maria di Castellabate occupa un posto particolare nel mio cuore. Per motivi diversi, a cominciare da un ramo di discendenza, sono intimamente legato a questi luoghi mitici. Ogni volta che ci torno, in genere in estate per vacanza, è come se ci vivessi da sempre. Rimembranze ataviche? Come se non bastasse una mattina di luglio 2014 ho corso i miei primi Km cronometrati con il gps, con il Colonnello ed Enrico Lanaro. Il giorno dopo sono corso a comprare il primo, e ancora unico, garmin. Sulla spiaggia del Lido di Annita ho saputo dell’esistenza della maratona di New York dal Sig. Antonio, plurimaratoneta settantenne. Oggi, però, ogni riferimento cronometrico è puramente indicativo. Siamo partiti alle 7.00 da Salerno con la nuovissima, comodissima e apprezzatissima Waltermobile. Con noi mio fratello, l’incommensurabile Maurizio e l’inesauribile Giulia (solita vincitrice del premio di categoria). Alle 7,05 sosta in autogrill, caffè e sigaretta elettronica per l’inesauribile. Serpeggia ipotesi doping. Nell’altra auto, davanti, c’è il vulcanico Lello che, in vena di camel trophy, taglia per Paestum mare. Per la gioia di Walter. Tra preliminari vari, foto e saluti, non c’è manco il tempo di riscaldarsi. Alla fine il Cilento non tradisce e non piove. Ottimo per gli amici organizzatori (e per noi). Partiti. Pochi metri e con Walter siamo in fondo al gruppo, nonostante un ritmo abbastanza sostenuto. Ammazza come corrono. Mi sento a casa in questo antico borgo di pescatori. Oggi si mangia pesce. Il porticciolo delle Gatte è ormai famoso, ma mi sorprende ogni volta l’edificio ad archi, con la sua apparenza incompiuta. Passiamo alle spalle del Santuario di Santa Maria a Mare, sopra una passerella distesa sulla sabbia. Preghierina. Dietro Palazzo Perrotti comincia la salita. Perché bisogna soffrire? Walter si attarda, forse distratto da un “fittasi”. Ci riaffianchiamo sul Corso Matarazzo, al solito pieno di persone. Scelgo con cura una traiettoria di fianco al canaletto. Tornati sul lungomare ci chiedono a che km siamo. Terzo. Ancora? Altra salita, tosta, ci riporta al Lago. Qualcuno dice che è una gara molto tecnica. Da profano mi sembra molto faticosa. Con l’inchino alla casa del colonnello si conclude il giro della parte interna e sbuchiamo all’Immacolata. Nel mirino abbiamo una tizia in canotta viola che praticamente ci detta il rimo per mezza gara. L’affianchiamo. Ci sono altre salite? Non mi pare, mento spudoratamente. Però dopo S. Antonio c’è una bella discesa. Allunghiamo il passo. La discesa alla fine c’è, hanno pure grattato l’asfalto, in genere scivoloso, per noi. Spunta il sole e subito comincia il caldo. Forse avrei dovuto togliere la maglietta della salute. Ora tocca a me distrarmi tra odori e colori. Siamo quasi arrivati. Sulla passarella del Pincio osservo la particolare bellezza dei gigli di mare. L’arco bléu è in vista. Ovviamente un paio di atleti, di cui uno  sospettosamente fresco, ci superano quasi sulla linea. Così. Giusto per coprire la foto. Non me ne faccio neanche più un problema. E’ l’ora dei complimenti a tutti e dei saluti. Ma dov’è il ristoro? Non dico di essere venuto apposta, però… Non ci credo. Freselle e pomodoro (olio? Sale? si grazie). Dolci fatti in casa e anguria. A me una sedia. Che grande organizzazione. Se potrò un giorno comprerò qui una casa vicino alla spiaggia. Molto tempo dopo (burp), è ora di andare via. Arrivederci Santa Maria, è stato, come sempre, un vero piacere.

Sergio Loffredo

Share

About Author

Cascone

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>