TuttoCampania — 25 settembre 2011

Il fascino senza fine del correre a Napoli, con partenza e arrivo da piazza del Plebiscito, con l’attraversamento di luoghi intrisi di Storia e cultura, nonché di bellezze architettoniche tra le più rinomate al mondo. E, naturalmente, la tradizione, da cui il nome della gara, di via Caracciolo. Scelta indiscutibilmente vincente, quella de nuovissimo percorso della ‘Caracciolo Gold Run‘. Scelta che ha lasciato intatta la tradizionale velocità del tracciato, aggiungendo ad essa un valore estetico con pochi eguali. Tecnicamente indovinata anche la distribuzione dei km, con un primo passaggio in Piazza ai 1.600 dal via, un secondo dopo 4,2 km e relativo giro avvolgente dell’ex largo di palazzo, dopo il tuffo nel Cuore di Napoli, tratto di gara un po’ meno veloce di quanto poi vissuto dagli atleti nella seconda parte, dopo l’attraversamento di Piazza del Plebiscito, in senso circolare. Via Caracciolo, bella e veloce, ha aiutato non poco a realizzare le ottime prestazioni crono registrate al traguardo, nonostante il caldo e l’umidità di giornata.


2 atleti su tutti, a sintetizzare l’aspetto agonistico dell’evento firmato dalla Napoli Sport Event: Kimeli Kisorio (Kenia) e Carmela Caiazzo (Italia). I due vincitori dell’edizione numero 11 della ‘Caracciolo Gold Run‘ hanno interpretato in modo diverso la gara, raggiungendo però lo stesso risultato, nel migliore dei modi. Carmela Caiazzo (giovanissima atleta Casertana, in forza al Team della Futura Roma) ha stabilizzato il piede sull’acceleratore, sin dal via. Ritmo costante, media poco sotto i 3’40’ e via verso la vittoria. Passaggi regolarissimi, arrivo sul piede dei 3’38’ a km, per un 36’26’ che lascia poco spazio all’improvvisazione tecnica e conferma che la ragazza allenata da Enzo Esposito è in grossa evoluzione sulle medie distanze, lei già specialista degli 800. Kimeli Kisorio invece ha corso interpretando la gara in modo diverso, lasciando fare al connazionale Biwott e tenendo la sua compagnia fino a quando non si è reso conto del tentativo di rientro di Samir Jouaher (Il Laghetto). Si era ai 4,2 del passaggio in piazza del plebiscito, e qui cambia la scena e l’interprete principale diventa appunto Kimeli Kisorio. Parziali sui 2’51/52′ a km e non ce n’è stato per nessuno. Vittoria per il keniano in 29’08’, con circa 14′ di anticipo sul connazionale Biwott. Bravo, come sempre, Samir Jouaher: lascia andare inizialmente i due Keniani, e con loro Lamachi e Roqti, per poi riprendere i due connazionali, e compagni di Team, fino ad arrivare a insidiare gli atleti dell’altopiano Africano. Sua, alla fine, la terza posizione: 29’54’. Apparso un po’ stanco, ancora reduce dalle alture magrebini, Abdelkebir Lamachi ha fermato il crono sui 30’37’, con Roqti in quinta piazza (31’24’). Bella, davvero bella la gara di Pasquale Cirillo. Ragazzo di grosse qualità, il portacolori dell’Hinna, capace di arrivare primo degli italiani, con un più che positivo 32’33’ finale.


A completare quanto vissuto nella gara in rosa, seconda posizione per una Annamaria Vanacore (Atl. Scafati) in buona condizione, capace come è stata di chiudere in 37’14’. Terzo gradino del podio per l’ottima Loredana Vento, per l’atleta della Poligolfo Formia una media al traguardo di 3’52’, con a soli 4′ Loredana Brusciano, atleta dell’Arca Atletica Aversa. La Napoli Nord Marathon piazza in quinta posizione la sua ragazza di punta, Filippa Oliva. Per Filippa un 39’08’ di spessore. Mena Febbraio, Stufe di Nerone, in sesta posizione: anche Mena sotto i 4’00’ a km. Bello segnalare la più che positiva prova di Carmela d’Ambra, del Marathon Club Isola d’Ischia. Non vedevo gareggiare Carmela da tempo e mi piace sottolineare il suo ottimo 41’00’ finale.


Classifica a squadre andata alla Podistica il Laghetto.


Gara nella gara, la Coppa Caracciolo (Trofeo Interforze). Coppa andata alla Guardia di Finanza, e non poteva che essere così visto che il podio riservato agli atleti partecipanti è stato tutto giallo verde, con Mario Scarola alla vittoria, Vito Franco in seconda posizione e terzo gradino del podio per Luciano di Cerbo.


Vincitore della gara riservata agli handBikers, uno splendido Raffaele Giannetti. Raffaele, giustamente emozionato nel correre nella sua Napoli, ha veicolato con la sua presenza un messaggio importante: un messaggio fatto di voglia di esserci, di essere orgoglioso protagonista e di dimostrare che la volontà è una strada che non ha limiti, ma solo mete da raggiungere.


Circa 800 gli atleti che hanno preso il via alla Caracciolo Gold Run, edizione numero 11. Poco meno di 800 atleti hanno goduto di qualcosa di bello: correre in una Napoli diversa da quanto i media hanno purtroppo dovuto portare agli onori di cronaca negli ultimi tempi. Una Napoli che non può che essere Amata. La Nostra Napoli, quella vera! La Napoli della ‘Caracciolo Gold Run’.

Autore: Marco Cascone

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