Cronaca — 01 giugno 2010

 


Campionato Italiano di Maratonina … sì, mi emoziona ancora, anche se ormai corro con tono decisamente dimesso.
In questo mese ho gareggiato poco ma sono rimasto soddisfatto di quanto fatto, se non altro alla luce dei pochi allenamenti di qualità. E forse quello che mi manca oggi, più della condizione, è la sicurezza.
Quest’anno ho corso due mezze maratone, poco sopra e poco sotto l’1h12′, convinto, o per lo meno spero, di potere valere meno. Le ho corse partendo un po’ troppo forte e finendo la benzina troppo presto, entrambe le volte tra il 12° e il 15° km. E’ vero che la prima era in mezzo alla tormenta di neve e la seconda finiva in leggera salita, ma anche oggi non sarà facile, l’altimetria del percorso mi spaventa. E mi attira.
Alla partenza ci negano le prima file. Ai Master, sebbene partecipiamo al campionato come i più giovani, non è concesso entrare nel settore Vip, le prime file dello schieramento. Poco importa, voglio partire con la dovuta cautela per arrivare al decimo chilometro, quando comincerà la salita più impegnativa, ancora fresco.
Saluto Mara, compagna di squadra di qualche vita podistica fa, ci vediamo all’arrivo, e con la presentazione dei top runner e l’applauso sinceramente caloroso a Stefano Baldini siamo pronti a partire.
La strada è troppo stretta, siamo in oltre 900 a correre e qualcuno cade. Io riesco a divincolarmi e tra spintoni e slalom comincio a guardarmi intorno … a cercar me stesso per mettere d’accordo il respiro, l’adrenalina e le emozioni. E’ il ritmo giusto? L’assestamento post-partenza dura parecchio, con chi ha preferito la partenza veloce e adesso rallenta, o con chi è rimasto imbottigliato e cerca di guadagnare le posizioni perse.
Prendo come riferimento Geri Interrante e alcune ragazze che mi trovo davanti e anch’io comincio a recuperare posizioni. Sorpasso le ragazze e … davanti ce ne sono ancora. Ma sono partito così piano?
Cerco di trattenermi, non voglio accelerare troppo, forse non mi sono riscaldato bene, ma sto continuando a sorpassare tante persone. Davanti c’è sempre qualche altra ragazza e con loro non voglio perdere, mi sia concesso ancora di mantenere vivo quest’orgoglio!
Al cartello del secondo chilometro vedo davanti Rosalba Console, è lei la prima donna, e ha quasi cento metri di vantaggio. Guadagno su di lei, ma molto lentamente, e impiego altri sei chilometri per colmare il distacco. Ormai i gruppi sono più frammentati ma ho sempre qualcuno da puntare per cercare di raggiungerlo. Sorpasso Rosalba e … pensiamo al prossimo sorpasso.
Raggiungo Giovanni Cavallo, “Su, andiamo!” ma ho un passo superiore a tutti quelli che raggiungo, e resto sempre solo con le mie rimonte, con i prossimi obiettivi da puntare qualche metro più avanti.
Con l’inizio della salita il copione non cambia, c’è sempre qualcuno che sembra raggiungibile. Sto guadagnando? Forse non più. Un cambio di pendenza e come no! Ormai li ho presi. Mi aggancio alla coda del gruppetto, li affianco, passo avanti, … e sotto a chi tocca, avanti il possimo!
L’obiettivo è arrivare al sedicesimo chilometro dopo sarà tutta discesa e in qualche modo riuscirò a finire, probabilmente perdendo qualcuna delle posizioni che adesso sto racimolando.
Nel tratto più ripido raggiungo e sorpasso il gruppetto di Giuseppe Carella (“Sei passato a velocità tripla”), ormai non manca molto, dai!, tra poco si scende.
Davanti sono in quattro, li raggiungo e strike! Come i birilli colpiti dalla palla, semino il panico. Chi era già al-gancio si stacca subito. Qualcuno resiste di più e prova a seguirmi. Io lascio il guppo frammentato e tiro dritto.
E con sorpesa, nella discesa mi butto giù senza remore. Domani sarò a pezzi, ma mi sto divertendo da morire, davanti sono in tre, posso ancora raggiungerli. Tra loro c’è Marco Baldini, fratello-scarso’ contro ‘fratello-scarso’, voglio vincere il derby!
Li raggiungo che la discesa è quasi finita, poco più di un chilometro e finiamo davvero. Qualcuno reagisce e mi ritrovo in una volata lunga dove non ho molta voglia di soffrire. Spingo ancora, il gruppetto si sfalda e andiamo via in due. Sono un po’ remissivo, lo ammettto, non faccio niente per cercare di vincere il duello e lascio sfilare l’avversario, ma solo dopo avere sorpassato l’ultima vittima della rimonta, Pietro Colnaghi.
Con quale tempo finirò? Non ho mai guardato il cronometro e devo avere fatto bene, per forza devo avere fatto bene. Vedo arrivare pochi secondi davanti a me Filippo Lo Piccolo, guardo il cronometro sotto lo striscione ma è spento, ultimi metri … è andata!
1h10’39” il tempo ufficiale e sono 47° assoluto. Ero 63° all’intermedio di metà gara (km 10.5 in 35’43”), e ho corso la seconda parte in 34’51” (33° tempo parziale) nonostante la salita e grazie alla discesa (15’49” dal 16° km all’arrivo!)
Bravo Marouan Razine, Campione Italiano Juniores (36° assoluto in1h09’31’) e Sara Brogiato (1h22’23”) compagni di squadra al CUS Torino

Autore: Salvatore Calderone

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Peluso

  • Michelangelo Granata, Fidal Catania

    Queste sono cronache di gara!
    Più belle non si può.
    Quasi quasi correvo con te… Magari!
    Michelangelo

  • Maria Del Giudice

    bravo… in tutti i sensi

  • Francesco Mandrilli, Atletica 71, Torino

    bravo salvo: non smetterai mai di farmi sognare con le tue imprese tanto vere quanto eroiche!!!

  • antongiovanni Mara G.S.Lammari Lucca

    grande salvatore, in gara e nella emozionante cronaca…ma smettila di soprannominarti fratello scarso! siete due grandi campioni nello sport e nella vita.

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