Cronaca slide — 17 maggio 2013

Una medaglia di bronzo a squadre con il team maschile nel Campionato Europeo, il quinto posto sempre dei ragazzi in quello Mondiale, la quinta posizione della squadra femminile nell’Europeo e la settima nel Mondiale,  accompagnati da ben sette primati personali su quindici azzurri:  questo il bottino conquistato dagli azzurri di ultramaratona al Campionato del Mondo e d’Europa della 24 Ore, disputato lo scorso fine settimana a Steenbergen in Olanda. 
Il migliore tra gli uomini è stato Tiziano Marchesi che con 244,334 si è classificato 12° al Campionato Mondiale e 6° al Campionato Europeo. Segue Stefano Montagner (241,109 Km, 15° al Mondiale e 9° all’Europeo). Terzo degli italiani Paolo Rovera (230,297 Km, 34° al Mondiale e 24° all’Europeo).
Tra le donne, in una gara particolarmente dura per il clima freddo e ventoso, che ha visto la nuova migliore prestazione mondiale stabilita dalla giapponese Mami Kudo con 252,205 Km, la migliore azzurra è risultata Luisa Zecchino che, con 219,260 Km, si è classificata 15° al Campionato Mondiale e 9° all’Europeo. Poco dopo Monica Barchetti (217,285 Km, 19° al Mondiale e 12° assoluta all’Europeo) e Virginia Olivieri (209,622 Km, 30° al Mondiale e 22° all’Europeo).
Questi gli altri azzurri in gara: Daniele Baranzini (228,879 Km), Antonio Tallarita (206,171 Km), Fausto Parigi (192,211 Km), Ivan Cudin (171,246 Km, fermatosi purtroppo alla sedicesima ora di gara), Federico Borlenghi (129,591 Km, fermatosi alla quindicesima ora). Queste le altre azzurre: Maria Ilaria Fossati (207,316 Km), Sara Valdo (189,720 Km), Laura Ravani (185,343 Km), Monika Moling (122,649 Km, fermatasi alla quindicesima ora).
I sette azzurri che hanno migliorato il proprio primato personale sono stati Stefano Montagner, Daniele Baranzini, Luisa Zecchino, Monica Barchetti, Virginia Oliveri, Ilaria Fossati e Sara Valdo.
Il nostro leader, Ivan Cudin, dopo quattro settimane di stop e conseguenti cure riabilitative a causa di un infortunio, si era presentato al via ugualmente per poter contribuire alle speranze di podio della squadra. Il trascorrere delle ore stava dando buone proiezioni sia di risultato, sia di piazzamento con una rimonta che lo aveva portato fino alla sesta posizione assoluta, quando Ivan ha cominciato ad avvertire qualche problema, sicuramente poi aggravato dal freddo pungente della notte. L’ipotermia ha consigliato i medici ed Ivan a fare prima uno stop momentaneo e poi quello definitivo.
L’importante appuntamento internazionale è stato preparato dalla Iuta attraverso una serie di tappe di avvicinamento, l’ultima delle quali ha visto riuniti gli azzurri al raduno premondiale svolto a Padova, che ha visto la partecipazione delle varie componenti da quella tecnica a quella  medica.

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Peluso

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