Cronaca — 13 luglio 2011

Azzurro


Questo fantastico gruppo ha saputo vestire l’azzurro con umiltà, determinazione e passione, ma anche con professionalità e tecnica.


La maggior parte di questi ragazzi erano matricole al loro esordio in nazionale, fatta eccezione per Cecilia Mora, Cristina Zantedeschi, Francesco Caroni e Lorenzo Trincheri.


 


Argento


Sono arrivate tre medaglie, tutte d’argento. Quella di Cecilia Mora, dopo due anni dalla vittoria iridata a Serre Chevalier, ha un peso specifico notevole. Non è facile confermarsi sul podio della competizione più importante, soprattutto se sono passati anche due anni. Cecilia ci è riuscita, con serenità ed esperienza, due qualità che in qualche modo ha trasmesso a tutti i suoi compagni di squadra. Le altre medaglie d’argento, quelle della squadra femminile e della squadra maschile, sono pesanti per il movimento italiano, perché hanno dato uno spessore ed un riconoscimento all’UltraTrail. Gli atleti che hanno voglia di sfondare in questo movimento ora sanno di poter contare su delle certezze.


 


Verde


Se è vero che il verde simboleggia l’Irlanda, ricorderò soprattutto questo colore abbinandolo al vestito tutto verde che Ilaria (ndr Fossati) ha indossato appositamente per venirci ad accogliere all’aeroporto di Bergamo al nostro rientro. La sua è stata una testimonianza personale e personalizzata dell’affetto che c’è per questa rappresentanza del gruppo di ragazzi UltraTop, al quale Ilaria, Nicola Tiso (il grande capo) e Sara Valdo stanno dedicando tempo, passione e competenza.


 


Bianco


Qualche capello bianco c’è l’ha anche lui tra i suoi famosi riccioli. Enrico Vedilei, il Vichingo, ha creduto in questi ragazzi da subito. Si è fatto dare una mano da persone fidate e veramente in gamba, primo fra tutti Roberto Beretta. Da tempo Enrico mi confidava che era difficile fare delle scelte in Italia, tanti sono i protagonisti di un certo spessore, anche perché non era per niente sicuro che il percorso di Connemara fosse così facile, come veniva anticipato. Ma alla fine non ha sbagliato nulla. Ha dato fiducia ai suoi ragazzi, ricevendo tutto quello che potevano dare.


 


Rosso


Rosso come il cuore che hanno dimostrato tutti gli assistenti che hanno lavorato e collaborato per la trasferta e per l’assistenza. Le capacità organizzative di Nicola hanno saputo amalgamare l’entusiasmo dei massaggiatori Stefano Punzo e Francesco Damiani, ma anche lo spirito volontario di amici e familiari, quanto mai apprezzato e soprattutto molto professionale. Gregorio Zucchinali, il gran Presidente della Iuta, ha più volte ringraziato tutti formalmente per il super lavoro fatto e l’ho visto più volte emozionato.


 


I sogni hanno colore?


Non lo so, ma di certo so che questo è un sogno diventato realtà. L’ho sentito dire spesso nel dopo gara. Ma altri sogni arriveranno ancora e non bisogna aver paura di sognare. Qualcuno c’ha anche provato in gara. Silvano Fedel, quinto all’arrivo, è arrivato durante la gara anche fino al secondo posto, subito dopo il passaggio dei 60 km. Ed ha fatto benissimo a provarci. Ci abbiamo provato anche noi a sognare all’arrivo, nel vedere scorrere sul tabellone la sua progressione e poi ad apprendere da Nicola, via sms, che era secondo.


 


Oro


Enrico ha vissuto a Torhout nel 2002 un esperienza che gli ha segnato profondamente e positivamente la sua carriera sportiva. L’oro di Mario Fattore nel Campionato del mondo della 100 km era venuto in quella serata un po’ a sorpresa. Enrico si trovava sul terzo scalino del podio assieme ai compagni di squadra e sognava un domani tinto del metallo più prezioso. Per anni ho tenuto quella foto nel mio desktop del PC. Aveva ragione Enrico a sognare. L’anno successivo a Taiwan arrivarono quattro medaglie d’oro, due individuali su due e due di squadra su due.


 


 


Permettemi ora un grazie mio personale. L’impegno che ho preso all’inizio di questo mandato quadriennale, sia in ambito tecnico in Federazione, sia in seno alla Iuta, sembra talvolta essere pesante ed anche eccessivo. Le difficoltà emergono quando previsto, ma talvolta vengono anche dove meno te le aspetti. Ma una cosa era sicura all’inizio e a maggior ragione dopo questa esperienza fantastica. So di poter contare sull’appoggio di un sacco di amici. Amici fidati e competenti, siano essi dirigenti, siano essi tecnici, siano essi atleti UltraTop, siano essi semplici amatori partecipanti di questo mondo, un po’ d’altri tempi, dell’Ultramaratona. 


 


 


Classifica maschile primi 20


 





























































































































1


 Erik Clavery


 FRA


6.39.07


2


 Jason Loutitt


 CAN


6.40.32


3


 Patrick Bringer


 FRA


6.47.50


4


 Thorbjorn Thorsen Ludvigsen


 NOR


6.49.55


5


 Silvano Fedel


 ITA


6.51.18


6


 Ben Nephew


 USA


6.54.26


7


 Thierry Breuil


 FRA


6.57.53


8


 Yann Curien


 FRA


6.59.32


9


 Giuliano Cavallo


 ITA


7.01.24


10


 Sverre Morten Slethaug


 NOR


7.02.36


11


 Francesco Caroni


 ITA


7.03.54


12


 Dachhiri Sherpa


 NEP


7.04.11


13


 Marco Zanchi


 ITA


7.04.57


14


 Gustavo Reyes


 ARG


7.07.52


15


 Stuart Mills


 GBR


7.10.42


16


 Julian Rendall


 GBR


7.16.50


17


 Daniel Doherty


 IRL


7.19.18


18


 Marcus Biehl


 GER


7.20.23


19


 Daniel Oralek


 CZE


7.21.01


20


 Robert Nieuwland


 NED


7.23.27


23


 Massimo Tagliaferro


 ITA


7.27.19


25


 Daniele Forconi


 ITA


7.30.17


40


 Fabio Granzotto


 ITA


7.57.49


61


 Marco Zarantonello


 ITA


9.09.51


 


 


 


 


Classifica femminile primi 20


 

























































1


 Maud Gobert


 FRA


7.41.31


2


 Cecilia Mora


 ITA


7.50.02


3


 Lucy Colquhoun


 GBR


7.57.20


4


 Aurelia Truel


 FRA


8.04.22


5


 Cinzia Bertasa


 ITA


8.14.01


6


 Laurence Klein


 FRA


8.14.49


7


 Katia Fori


 ITA


8.17.32


8


 Xari Adrian Caro


 ESP


8.35.24


9


 Melanie Bos


 CAN


8.45.26


10


 Denise McHale


 CAN


8.48.35

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Peluso

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