Medicina slide — 26 maggio 2015

scoppiatoIl termine burnout, che in italiano può essere tradotto come “bruciato”, ”scoppiato”, ”esaurito”, è stato introdotto nel mondo dello sport nel 1930 per indicare l’incapacità di un atleta, dopo alcuni successi, di ottenere ulteriori risultati e/o mantenere quelli acquisiti. La sindrome di burnout (vale anche per non atleti) è stata anche definita come: <un demone nato nella società e nel tempo in cui viviamo che deriva dal continuo sforzo per dare significato alla nostra vita>. Il percorso, come individui sani possono giungere a ”scoppiare”, è caratterizzato da una serie di fasi che possono essere attraversate singolarmente o interamente anche non necessariamente in un ordine specifico. Le fasi individuate sono:
– mettere alla prova se stessi in modo compulsivo;
– lavorare intensamente;
– trascurare i propri bisogni;
– spostare il conflitto (la persona non si rende conto della causa principale del disagio);
– ridefinire i valori (vengono trascurati amici, famiglia, hobby);
– negare problemi come il manifestarsi di cinismo, aggressività, frustrazione;
– escludersi dal contesto sociale;
– fare uso di alcool o droghe.

Al termine di questo percorso i cambiamenti comportamentali diventano sensibili, l’individuo va incontro a uno stato di vuoto interiore seguito da uno stato di depressione e dalla sindrome di burnout, con collasso fisico e mentale. Alcune situazioni espongono al rischio di burnout:
– il susseguirsi di giornate insoddisfacenti;
– non sentirsi più emotivamente coinvolto (lavoro, sport, vita);
– non sentirsi valorizzato, apprezzato (lavoro, sport, vita);
– emergere di uno scollamento tra i valori personali e quanto atteso;
– imporsi obiettivi irrealistici (voglia di dimostrare);
– impiegare gran parte della giornata in compiti non gratificanti;
– non saper apprezzare la bellezza della vita;
– vivere per un obbiettivo senza godersi il percorso per raggiungerlo.

Le manifestazioni psicologiche e comportamentali sono raggruppabili in tre componenti:
1- Esaurimento emotivo: svuotato per effetto di un inaridimento emotivo nei rapporto interpersonali.
2- Depersonalizzazione: atteggiamento di rifiuto nei confronti degli altri.
3- Ridotta realizzazione personale: caduta dell’autostima e sentimento d’insuccesso nella vita e nello sport.

A determinare il burnout concorrono diverse variabili: fattori socio-organizzativi quali le aspettative connesse al ruolo, le relazioni interpersonali, le caratteristiche dell’ambiente di lavoro e sportivo; variabili individuali come sesso, età, stato civile. L’insorgenza della sindrome di burnout segue generalmente quattro fasi:
prima fase: entusiasmo-idealistico (voglia di raggiungere gli obiettivi);
seconda fase: stagnazione ( ci si accorge che il lavoro, lo sport non soddisfa i propri bisogni);
terza fase: frustrazione – è la più critica per via di un senso di inadeguatezza professionale-sportivo;
quarta fase: graduale disimpegno emozionale conseguente alla frustrazione, con passaggio dall’empatia all’apatia.

Il primo e più importante passo nella prevenzione e/o guarigione da burnout è quello di riconoscere il problema e valutare oggettivamente la situazione. Le misure per prevenire il burnout possono essere differenziate a seconda del tipo di approccio e del livello di prevenzione. Gli approcci preventivi da considerare sono: le modificazioni dell’ambiente di lavoro e sportivo (prevenzione delle circostanze) e i miglioramenti delle capacità dell’individuo di affrontare lo stress (misure preventive comportamentali).
Le misure preventive possono essere divise in: misure preventive primarie (evitare/rimuovere fattori che rendono la persona malata), misure secondarie (riconoscimento precoce, intervento sulla malattia manifesta) e misure terziarie (affrontare le conseguenze della malattia e profilassi delle recidive). Esistono persone (speciali) che trasformano le loro intuizioni ed idee in progetti e con la sensibilità e la determinazione trasformano il progetto in realtà. Siamo quello che mangiamo, ma soprattutto quello che pensiamo!

PER VIVERE UNA GRAN BELLA VITA IMPARA A FARE QUELLO CHE VUOI, QUANDO VUOI, DOVE VUOI, COME VUOI E CON CHI VUOI.

Buona salute a tutti.

Dottor Giovanni Acampora
mail: giovanni-acampora@virgilio.it
cell: 3392037673

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