Cronaca — 06 ottobre 2009

Avevo già visitato Budapest quest’anno, in primavera. Una toccata e fuga che mi lasciò l’impressione di un posto che meritava un’altra incursione. Quando succede vuol dire che quel posto, a istinto, è piaciuto. Me ne sono andata chiedendomi se Buda era più bella di Pest, se il Palazzo del Parlamento era più maestoso del Palazzo Ducale. Mi risultò tanto bella che per discriminare le sue bellezze mi promisi di ritornare. E l’ho fatto in occasione della sua maratona, che per me che non corro maratone (!!) è un gran divertimento.
Budapest è una delle città più belle del mondo. Distrutta quasi completamente durante la seconda Guerra Mondiale stà piano piano rinascendo dalle sue ceneri e da un passato piuttosto difficile. Oggi è una città aperta, viva culturalmente, in cui la tradizione si incontra con la modernità. E lo si vede in ogni angolo. Nel 2002 l’UNESCO l’ha inserita all’interno del Patrimonio mondiale dell’umanità: Castello di Buda, lungo Danubio e Viale Andrassy.
In questa cornice si è svolta la maratona e per l’evento si sono preparati un po’ tutti: maratoneti, bambini (grazie ai fondi stanziati per le scuole), genitori con carrozzine anche il cubo di Rubik e i commessi della Spar! Ce n’era per tutti! Non riesci a coprire la maratona? Don’t worry! C’è la 30 km, la staffetta a 3 o 5 staffettisti, la run for fun e minipercorsi. Se poi proprio non vuoi fare un passo di corsa, tranquillo che la mattinata di step e ginnastica è assicurata! Non si può star fermi.
C’ è una filosofia di fondo dietro la maratona di Budapest: ci si occupa esclusivamente della massa. Per gli organizzatori (tra l’altro tutti giovanissimi e in gamba) non ha troppo importanza sfoderare la truppa di keniani per garantire tempi stratosferici e garantire quello che noi chiamiamo spettacolo (pur sapendo che non lo è). Per loro è importante dare a più persone possibile l’opportunità di vivere l’evento e l’atmosfera della maratona. L’Ungheria non è un paese di sportivi e la percentuale di persone che pratica regolarmente uno sport è molto bassa. Gli sforzi dell’organizzazione sono orientati verso la promozione della diffusione dello sport a tutti i livelli. Questo è il progetto, a detta di Arpad Kocsis, manager director dell’evento. E questo è quello che è successo. Veramente.
15.000 persone distribuite tra le varie prove. Ungheresi a parte, sono accorsi in gran numero francesi, finlandesi, inglesi, tedeschi. Non sono mancati i nostri connazionali e anzi, complici gli stessi colori delle nostre bandiere, i palloncini tricolori davano un senso di casa. Il primo tra loro è arrivato ventesimo assoluto, Sergio Bregant (2h46’49). Ha vinto l’unico keniano presente, Moses Chepkwony in 2h25’16 che si è lasciato alle spalle gli ungheresi Ferenc Biri (2h25’25) e Tomas Thòt (2h26’17). Il podio femminile è stato tutto ungherese: Andrea Szederkèny Takacs chiude in 2h44’32 davanti a Judit Foldingnè Nagy (2h46’51) e Rèka Bàtai (2h51’34). Menzione anche alle prime due posizioni della gara di 30 km conquistate da Lisa Borzani e Moira Campagnaro, entrambe dell’ASI Veneto.
I tempi non sono stati da ranking mondiali, ma non credo sia mancato il divertimento. E questo, alla fine, è quello che conta dopo una fatica come quella della maratona! Anche se non l’ho corsa, ve la consiglio anche perché gli ungheresi sono stati molto bravi ad offrire ai podisti dei pacchetti confezionati appositamente per coniugare sport e turismo. Che si vuole di più? Un bagno termale? Ci son pure quelli!


Ps. Alla fine ho deciso che Buda mi piace più di Pest e che siccome non l’ho vista bene, ci devo ritornare
Pps. Ringrazio Petra, David e Noemi per la loro grande ospitalità. Spero di rivedervi presto e se volete venire in Italia siete i benvenuti.

Autore: Sonia Marongiu

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Peluso

  • sonia marongiu asi veneto

    dimenticavo… il parco dell’isola margit.. sentite come era fatto… pistino esterno di 5 km (= cinque chilometri) in TARTAN!… in mezzo al parco c’era la pista di atletica, tra gli alberi insomma!!! tu entravi e ti allenavi senza problemi.. non c’erano mica custodi che ti buttavan fuori se volevi allenarti… !

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