Atletica News — 11 luglio 2009

Dopo dieci anni e 6 bronzi, l’Italia ha vinto, oggi pomeriggio, il suo primo oro ai Mondiali giovanili di atletica leggera. Lo deve al talento, alla classe pura e allo charme di una azzurrina che ha avuto al suo fianco due miti del salto in alto: Sara Simeoni e Enzo Dal Forno. Che poi l’abbia vinto nella prima edizione italiana di questi Campionati U18 e nel giorno in cui si è presentato al mondo un possibile nuovo Usain Bolt, è solo un valore aggiunto ad un evento che si avvia a gettare nuovi e più elevati parametri per le future edizioni.
Alessia, lo dicevano i numeri, era la grande favorita. Si era presentata a questi campionati con la miglior prestazione mondiale stagionale (1.88) e, in un certo senso, la gara poteva perderla solo lei. Ma è stata superlativa quando, con l’asticella a 1.79, ha commesso un errore. ‘Ho pensato, no non ci sto. E ho dimenticato velocemente’. Ha continuato a saltare alla grande e la gara, praticamente, è finita quando, alla prima prova, ha saltato 1.87. La russa Kuchina e l’australiana Pejkovic hanno provato ad imitarla ma hanno fallito tutti i tentativi a loro disposizione. Ed è stato oro, uno splendido oro per lei e per l’Italia.
‘Cosa sogno adesso? Diciamo che mi godo questa vittoria, anche se non mi rendo conto benissimo di quello che è successo. C’era una grande confusione. Familiari. Amici Punterò, entro l’anno, a battere il record italiano (1.91). Ci proverò già a Tampere, in Finlandia, in occasione delle Olimpiadi giovanili a livello europeo’.


-Allesia, ti rendi conto che, dopo 6 bronzi, questo è il primo oro che l’Italia riesce a vincere ai Mondiali giovanili?
‘Sì, è bello e spero di arrivare un giorno ai livelli della Simeoni e della Di Martino’


-Vuoi provare a descrivere il tuo salto?


‘La pre-rincorsa la faccio ad occhio. Poi faccio quattro passi più lenti e gli ultimi tre in curva più veloci. Dovrei fare l’arco, ma non ci riesco’.


E meno male che non le riesce tutto perché altrimenti, per le altre, sarebbe in palio solo l’argento.


-Cosa le ha detto papà quando l’ha abbracciata?


‘Mi ha abbracciato e basta, era troppo commosso’.


Festa grande dunque allo stadio di Bressanone per questo primo oro, e che oro!, anche se è stato solo uno degli acuti di giornata.


Le altre gare: 400 m maschili:
Nel giro di pista, Bressanone ha mostrato al mondo quello che potrebbe essere il nuovo Bolt. James Kirani ha vinto infatti alla grande il titolo iridato (correndo più veloce di Bolt) ma anziché abbandonarsi alla gioia s’è lagnato, eccome, di non essere riuscito a stabilire la nuova miglior prestazione mondiale. Record che ha mancato per l’inezia di 10 centesimi. James, il rappresentante di Grenada, ha vinto in 45.24 ed ha alle spalle, da quattordicenne(!) un secondo posto ai mondiali U18 e, lo scorso anno, un altro secondo posto ai Mondiali U20. L’argento è andato allo statunitense Mance (46.22) ed il bronzo al sudanese Elyas (47.15).
10 chilometri di marcia
Adesso anche la Germania ha il suo Alex Schwazer, anche se in scala ridotta. Hagen Pohle da Potsdam ha dominato infatti i 10 Km. di marcia fin dal primo dei 25 giri, sbaragliando la concorrenza. Ha concluso in 41:35.99, stabilendo il nuovo record dei Mondiali giovanili. E pensare che è approdato alla marcia solo perché era stato affascinato da quella curiosa andatura. La splendida vittoria olimpica di Schwazer, con le ripetute scene di giubilo anticipato, lo avevano conquistato. L’argento è andato al russo Demetiy Cheparev (41:53.76) che ha preceduto l’ucraino Ihor Lyashchenko (42:01.90).
2000 m siepi femminili:
Le africane hanno dominato le siepi. L’etiope Korahubsch Itaa ha vinto in 6:11.83 stabilendo anche la miglior prestazione mondiale dell’anno. La keniana Lucia Kamene Muangi le è finita a pochi centesimi: 6:11.90. Terza l’altra etiope Halima Hassen (6:16.83).
Triplo femminile:
Con il primo salto a 13.63, la russa Yana Borodina si è garantita l’oro. Alla cinese Lina Deng non è bastato superarla in tutti gli altri salti e con 13.57 si è dovuta accontentare dell’argento. Terza , con 13.45, la uzbeca Valeriya Kanatova che però ha avuto la soddisfazione di vincere la prima medaglia in assoluto per il suo Paese.
400 m femminili:
Doppietta Usa nei 400. Ebony Eutsey si è imposta con un chiaro 52.88 sulla compagna Michelle Brown (53.44) . Molto più staccata la svedese Sandra Wagner, di chiara origine austriaca (il nonno è di Linz) che ha concluso in 53.52.
110 m ostacoli maschili:
Il britannico Jack Meredith, che in semifinale aveva stabilito la nuova miglior prestazione mondiale stagionale è riuscito a migliorarsi anche in finale (13.33) ma, incredibilmente, non gli è bastato per vincere. L’oro è finito al collo dello statunitense Dale Morgan (13.28). Terzo il canadese Gregory MacNeill (13.51).
Martello maschile:
Il cinese Hongqiu Chen con un lancio a 74.93 metri si è laureato campione del mondo U18 di lancio del Martello stabilendo anche la miglior prestazione mondiale stagionale. Secondo il tagico Suhrob Khodjaev che con un lancio a 73.29 m. ha vinto anche la prima medaglia per il suo Paese. Terzo lo slovacco Tomas Kruzliak (72.17).


Alessia TROST: è nata a Pordenone l’8/3/1993 (1.88m/68kg). Gareggia per l’ Atletica Brugnera Friulintagli. I suoi allenatori sono papà Rudi e Gianfranco Chessa.
Per l’eccezionale struttura fisica, viene considerata da molti anni uno dei più grandi talenti del salto in alto. La sua progressione nella specialità conferma le sue doti: 2003 (10 anni) 1.37; 2004 (11) 1.55 (MPN per età); 2005 (12) 1.62; 2006 (13) 1.68 (=MPN per età); 2007 (14) 1.71; 2008 (15) 1.81 (2^ A-T per età); 2008 (16) 1.88 (2^ A-T per età). Al debutto tra le Allieve, nella stagione indoor 2009, ha anche eguagliato il record nazionale di categoria al coperto con 1.87. In carriera ha dimostrato notevoli capacità anche nelle prove multiple: ha detenuto la MPN del pentathlon Cadette. Il suo punto di riferimento dal punto di vista tecnico è il papà Rudi, podista amatoriale, ma all’Agosti di Pordenone viene seguita anche da Gianfranco Chessa: come modello, anche per ragioni di affinità fisica e prossimità geografica si pensava che avesse scelto la campionissima croata Blanka Vlasic, ma ha tenuto a precisare che quella è solo una leggenda metropolitana. A lei piace moltissimo la Chicherova. E’ studentessa di Liceo linguistico

Autore: Luigino Scaggiante

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